BERLUSCONI HA PAURA DI ESSERE ARRESTATO

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L’incubo di essere arrestato dopo la decadenza da senatore ha prevalso su Berlusconi facendolo muovere d’istinto. Ai parlamentari del Pdl ha chiesto un gesto di solidarietà: le dimissioni.

«Ognuno secondo la sua coscienza», puntualizza Brunetta.

Bisognerà vedere se si tratta di una minaccia senza seguito, come è avvenuto il 2 agosto, dopo la sentenza della Cassazione che ha condannato l’ex premier per frode fiscale. Oppure questa volta il Cavaliere fa sul serio. Bisognerà poi contare quanti senatori e deputati si recheranno, «ognuno secondo coscienza», dai capigruppo Schifani e Brunetta per sottoscrivere le dimissioni.

Perché le dimissioni sono un atto unilaterale e volontario di ciascun eletto, ciascuna di essa deve essere portata all’ordine del giorno delle rispettive Aule e ci deve essere una votazione, sempre individuale, vanno esaminate e votate una per una, secondo l’ordine di arrivo. Perché se arrivano in gruppo i funzionari le dichiarano irricevibili.

Qualcuno lo spieghi a Brunetta Renato e Schifani Renato e tutti coloro che non si chiamano Renato, che nei regolamenti di Camera e Senato non esiste l’istituto delle dimissioni collettive da parlamentare.

In ogni caso se ne parlerà dopo il 4 ottobre, quando la giunta del Senato tornerà a riunirsi e comincerà a votare sulla decadenza di Berlusconi.

Il cavaliere ormai è convinto che ci sia una manovra a tenaglia, un complotto ai suoi danni, un’operazione eversiva che sovverte lo Stato di diritto a opera di magistratura democratica.

«Sono 55 giorni che non dormo, sono i 55 giorni più brutti della mia vita, ho perso 11 chili, uno per ogni mese di carcere che mi vogliono dare, mi vogliono espellere dalla storia, mi vogliono sbattere in carcere».

Tutto questo tra le perplessità dei deputati Pdl (falchi e colombe). «Qui a forza di gridare al lupo al lupo – diceva Alessandra Mussolini – nessuno ci crede più. E poi succede che noi ci dimettiamo e subentrano i primi dei non eletti i quali sosterranno il governo Letta fino al 2023… Un colpo geniale».

Ormai si scommettere su quale procura della Repubblica vincerà il primato agognato da vent’anni: arrestare Berlusconi. Milano? Bari? Napoli?

La città partenopea sembra essere in vantaggio per la vittoria per il caso della compravendita del senatore De Gregorio.

mader

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