Attualità

TERREMOTO: DIECI ANNI DOPO

«Costruiremo una nuova San Giuliano e in 24 mesi consegneremo agli abitanti le nuove case: appartamenti funzionali, innovativi, realizzati secondo le nuove tecniche. Daremo insomma risposte in tempi davvero contenuti» assicurò l’allora Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi presentatosi a San Giuliano, alla vigilia di Natale del 2002.
«Mi sono intrattenuto con degli amici architetti per mettere a punto un’ipotesi di progetto per la nuova costruzione di una nuova San Giuliano».

Sempre il solito disegno della new town, la città satellite modello Milano 2: «Un quartiere pieno di verde con la separazione completa delle automobili dai percorsi per i pedoni e per le biciclette. Un progetto che potrebbe portare in 24 mesi a consegnare agli abitanti di San Giuliano dei nuovi appartamenti funzionali, innovativi, costruiti secondo le nuove tecniche della domotica». «Garantisco che i fondi non sono un problema, i fondi sono quelli previsti dalla legge obiettivo, e si tratta di 3200 miliardi di vecchie lire. Quindi c’è ampia disponibilità, ma ove ci fosse bisogno, ho già dichiarato pubblicamente che è possibile pensare a un disegno di legge o a un decreto di solidarietà con cui chiameremo tutti i cittadini a dare un contributo».

E i cittadini il contributo lo hanno dato, ma a distanza di 10 anni dal tragico terremoto la ricostruzione va a rilento.

Solo per costruire la “faraonica” nuova scuola, che nulla ha di tecnologico o innovativo, ci sono voluti 6 anni. L’hanno costruita talmente grande che per più della metà è chiusa e molte famiglie continuano a vivere nelle baracche.

A dieci anni dal quel 31 Ottobre 2002, di ricostruzione di abitazioni per la popolazione non si è visto granché, in compenso è stato speso circa 1 milione di euro in opere, non solo per comuni colpiti dal sisma, ma per tutto il territorio molisano, infatti l’ area del cratere sismico si è dilatato passando da 14 a 84 comuni, così anche chi il terremoto lo ha sentito solo in televisione ne ha beneficiato e continua ad avvantaggiarsi.

I soldi che dovevano consentire lo sviluppo delle aree terremotate e alluvionate, ex articolo 15, in realtà sono stati utilizzati, con poteri straordinari, dal commissario per il terremoto (Michele Iorio, presidente della Regione) per finanziare con 8 milioni di euro la “Termoli Jet”, il catamarano che doveva collegare il Molise alla Croazia che oggi è immobile abbandonata nel porto di Termoli, piuttosto che lo studio della patata turchesca, il museo della memoria, le selezioni di miss italia, gli impianti sciistici di Capracotta, passando per il monitoraggio delle api, gli esperimenti per il ripopolamento delle seppie, il museo del profumo, fino alla sponsorizzazione di un reality show estivo di Mediaste. Tutti finanziamenti, discutibili, erogati per il “programma di ripresa economica”.

Ad oggi la ricostruzione è ferma a meno della metà e circa 1.300 persone non possono ancora rientrare nelle loro case sistemati una parte in prefabbricati e gli altri jn alloggi affittati a spese dello Stato. San Giuliano ha goduto di un terzo dei fondi finora spesi, per lo più usati per la costruzione di una scuola grandissima che ospita meno di cento alunni, una piscina olimpionica, un centro sportivo. un municipio nuovo di zecca e un smisurato edificio per la succursale dell’università del Molise che ospita un call center. Opere che il comune difficilmente si potrà permettere per il proibitivo costo di gestione.

E ancora, ci informa “ilponteonlaine.it”: 5 milioni per una tangenziale (a San Giuliano) di 700 metri, e 15 milioni di euro per un canale di scolo per le acque piovane e li dov’era la scuola, a ricordare i 27 bambini e la maestra morti sotto le macerie, una piazza d’armi smisurata fatta di marmo, fredda, anonima. Il dramma del terremoto trasformato in fortuna, in una fabbrica d’oro.

Scrive sempre su “ilpontronline.it” Michele Mignogna: «Poi ci sono le grandi opere realizzate per volere dell’ormai famoso Claudio Rinaldi, per anni soggetto attuatore della ricostruzione di San Giuliano di Puglia, per anni unico amministratore dei fondi pubblici arrivati a San Giuliano, per anni manipolatore di cervelli e dispensatore di favori oltre ogni immaginazione. Rinaldi ha fatto di San Giuliano, il laboratorio per quella che sarebbe in seguito diventata la “cricca della Protezione Civile”, infatti la Maddalena, il Salaria e tutto il resto vengono dopo di San Giuliano, ha avuto anni a disposizione, senza nessun controllo, per sperimentare il malaffare che poi avrebbe colpito inesorabilmente tutte le tragedie. Sono sue le idee e i progetti per la mega scuola di San Giuliano, sono sue le idee e i progetti per la mega piscina e per il palazzetto dello sport, per i laboratori non meglio precisati e per un museo, anche questo, non meglio precisato, l’unica precisione che avevano era quella dei soldi, tanti soldi, letteralmente piovuti in una comunità che di sicuro aveva bisogno di altro. Anche qui metri quadrati di spazi inutilizzati, lasciati li con qualche albero ormai rinsecchito e con pietre e terra che qualcuno avrà pagato e qualcuno avrà incassato, anime in cielo, soldi a terra, questo ha prodotto il terremoto del Molise. Basti pensare che il costo delle opere pubbliche è più del doppio di quello per ricostruire le abitazioni, anche a questo c’è una spiegazione, più aumentano i costi per le opere pubbliche, più soldi ci sono da dividere tra imprese amiche, più cemento si mette a terra e sotto terra, più soldi ci sono per tecnici ed imprese, più pietra di carrara arriva più soldi per tutti. Un sistema che come abbiamo visto, è crollato su se stesso, lasciando sul terreno opere faraoniche, che ora e per i prossimi anni, i san giulianesi dovranno pagare, e come li pagheranno? Svendendo il territorio e il paesaggio, facendo arrivare pale eoliche e pannelli fotovoltaici, ecco cosa diventerà il piccolo centro agricolo da qui a qualche anno».

Un triste decennale, un terremoto di sprechi senza fine, con la popolazione annientata dentro i prefabbricati.

E se nelle baracche ci mandassimo tutti coloro che hanno dato vita a tutto questo?

Mader

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