Attualità

SENZA VERGOGNA

Giuliano Amato, pensionato da 31 mila euro al mese (22 mila euro di pensione più 9 mila euro di vitalizio da ex parlamentare), chiamato da Mario Monti a collaborare con il governo per la riduzione della spesa pubblica, ha avuto una idea veramente geniale: dare una indennità di reinserimento ai giovani deputati trombati. Queste le sue parole: “In Italia ora tutti vogliono parlamentari giovani e che facciano al massimo due mandati; e tutti sono indignati per i vitalizi e pretendono che vengano elargiti solo al compimento dei sessantacinque anni di età. Un trentenne eletto in Parlamento, dopo due mandati cioè a quarant’anni, che cosa dovrebbe fare mentre aspetta di compiere i sessantacinque? L’esodato di Stato? Meglio un’indennità di reinserimento. Due anni di vitalizio anticipato mentre cerca lavoro”. 24 mesi a 14 mila euro fanno 336 mila euro puliti puliti, assurdo. Andare a zappare, non sia mai.

Ma non era stato incaricato di preparare un piano per il taglio dei costi della politica? Invece cosa va a pensare, a nuovi privilegi per la casta politica.

Peraltro, i parlamentari un’ indennità di reinserimento la prendono già, uno per tutti: Clemente Mastella, alla fine del mandato parlamentare, ha avuto un assegno da 307,328 mila euro. Anche i consiglieri regionali prendono il premio di reinserimento. Aldo Patriciello, Antonio D’Ambrosio, Italo di Sabato, solo per fare qualche esempio, hanno avuto a fine mandato un bell’assegno da 72 mila euro. Persino il Trota, Renzo Bossi, quando è andato a casa dopo appena due anni di miserabile mandato alla regione Lombardia s’è messo in tasca 40mila euro.

Ma il nuovo recordman della casta e soprattutto della faccia tosta è Franco Spada, consigliere regionale lombardo del partito di Antonio Di Pietro, subentrato al dimissionario Gabriele Sola lo stesso giorno dello scioglimento del Consiglio regionale. L’incarico di Spada è durato appena sei ore. Anche solo con quelle sei ore, però, Spada ha maturato il diritto di ricevere lo stipendio di 50 mila euro fino alle prossime elezioni. “Sono state 6 ore molte intense”, ha ribattuto. Ha sicuramente sudato per quelle 8.333,33 euro per ogni ora.

Questo, mentre il 77 per cento dei pensionati italiani vive con meno di mille euro al mese e il 17 per cento addirittura sotto i 500 euro e la gente che ricorre all’assistenza dalle associazioni in difesa dei più deboli aumentano giorno dopo giorno.

Tagliare il numero dei parlamentari, neanche a parlarne.

Senza vergogna.

mader

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