Attualità

“LA NOTTE DELLA REPUBBLICA” E I “COGLIONI DI PASSAGGIO”

grillo di Tonino Cassarà

«Il senso di sconforto e frustrazione che in queste ore si è abbattuto sullo spirito di milioni di elettori del M5S e del PD, credo sia simile a quello provato da milioni di persone che il 18 aprile 1948 avevano votato il Fronte Popolare.

Ma nell’Italia uscita dalla vergognosa esperienza del fascismo, in piena Guerra Fredda, quella cocente sconfitta si poteva però giustificare con l’intrusione della Chiesa negli affari dello Stato e soprattutto con l’ingerenza americana che, con gli aiuti economici e il controllo militare, era riuscita a pilotare il voto a favore dei democristiani.
L’unità delle sinistre, faticosamente raggiunta per le elezioni, scomparve e la DC poté controllare il Paese per quasi mezzo secolo.

Ma, oggi, però, non c’è stata alcuna potenza esterna ad avvelenare i pozzi e le frustrazioni non hanno quindi possibilità di appigli consolatori. La realtà, triste, è una sola: Berlusconi redivivo. Punto.
Ora, il Megafono dal suo blog, con quattro parole, ha definito la situazione come “La notte della Repubblica”. Immagine efficace, per molti versi veritiera. E però, il fondatore del M5S, “la notte della Repubblica” non la vede nel fatto che Berlusconi è più forte di prima ed ha buone possibilità di ambire, a breve, al Colle più alto. No, con notevole dose di assurdo vittimismo, secondo il Portavoce, il buio pesto della Repubblica sta nel fatto che “dopo l’osceno colloquio notturno a tre, in cui due persone, Berlusconi e Bersani, hanno deciso tutto, governo, presidenze della Repubblica, programma, al cospetto dell’insigne presenza di Napolitano, il M5S non vedrà rispettati i suoi diritti di presiedere le commissioni del Copasir e della Vigilanza RAI.

Andranno all’opposizione farlocca della Lega e di Sel, alleati elettorali di pdl e pdmenoelle. Un quarto degli elettori è di fatto una forza extra parlamentare”.

Da queste parole pare di capire che se ai 5S fossero state date le presidenze, beh, allora sì che la Repubblica sarebbe in perfetta buona salute. E invece, siccome “il M5S non può governare, ma neppure avere i diritti minimi di chi fa opposizione” è evidente che “Più di otto milioni di italiani che hanno dato il loro voto al MoVimento 5 Stelle sono considerati intrusi, cani in chiesa, terzi incomodi, disprezzati come dei poveri coglioni di passaggio. Né più e né meno dei 350.000 che firmarono per la legge popolare Parlamento Pulito che non è mai stata discussa in Parlamento dal 2007 e dopo due legislature è decaduta”.

Fa specie però che il Megafono abbia dimenticato in fretta, o forse spera che gli altri lo abbiano dimenticato, che lui ha la paternità della scelta di non far partecipare i suoi eletti ad alcun governo che non fosse un monocolore 5S. Quindi, il primo ad aver tradito le aspettative di milioni di elettori del M5S, e ad averli disprezzati “come dei poveri coglioni di passaggio”, è stato proprio lui, il Megafono.

E lo fa ancora, quando sostiene che ci sia stata “L’offerta di un governo condiviso con il pdmenoelle con l’elezione di Rodotà, un presidente della Repubblica indipendente e incorruttibile, non è stata minimamente valutata. Eppure sarebbe stato l’inizio di un nuovo giorno, del rinnovamento del Paese”.

Crede il titolare del marchio 5S che l’elettorato del MoVimento abbia dimenticato la diretta streaming in cui Lombardi e Crimi, ben lungi dall’avanzare proposte, usarono quell’occasione al solo scopo di umiliare un Bersani disposto a tutto pur di portare a casa l’accordo che avrebbe permesso di impedire la rinascita di Berlusconi e avrebbe potuto segnare l’avvio delle riforme necessarie al bene del Paese.

Non lo avranno dimenticato gli elettori dei 5S e neppure quelli del PD, così come, né gli uni né gli altri avranno dimenticato le concitate ore dell’elezione del presidente dalla Repubblica quando sarebbe stato facile ai due capigruppo andare da Bersani e chiedere di parlare di Rodotà, proporre un voto congiunto su quel nome e il successivo impegno a formare insieme quel governo, utile al Paese e gradito agli elettori dei due schieramenti.

Visto che, almeno a quanto è dato sapere nell’assenza di normali relazioni con la stampa, non v’è stata alcuna richiesta di contatti col PD, è evidente che a trattare da “poveri coglioni di passaggio” gli elettori del M5S, non sono stati gli altri ma il Megafono che ha imposto agli eletti del MoVimento la linea dura che ha portato all’orrore di un governo inviso tanto agli elettori 5S quanto a quelli del PD e che ha scatenato la rabbia della rete dove, a proposito de “La notte della Repubblica” c’è chi, come Kermit, sul sito del Fatto, posta: “Beppe ma ci sei o ci fai? Nel tuo blog questo articolo viene subito dopo quello dove dici che mai ti mescolerai con questi e adesso ti lamenti? Ti hanno offerto la possibilità di appoggiare un governo dove potevi tenere il pd per le pa**e e hai rifiutato. Non ti dico che ti devi scongelare. Ti dico proprio che sei tu che devi andare aff…”»

da http://www.articolotre.com/2013/04/la-notte-della-repubblica-e-i-coglioni-di-passaggio/164656

mader

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