PANINI MAFIOSI

DonPanino-1-680x481Nostalgia del cibo di casa”. Così Marco e Julia Marchetta raccontano su Facebook come sia nata l’idea di aprire un locale a Vienna per offrire dei panini dedicati alla mafia: cibo cult, nella loro descrizione, ma finito nella bufera di polemiche per i panini con dei nomi che sfregiano la memoria degli eroi antimafia.

Sulla pagina del social network si leggono gli insulti degli internauti: “Vergogna, Schande! Shame! Offendete la memoria dei caduti come Giovanni Falcone e tutto il movimento antimafia, il vostro menù pseudo umoristico può far ridere solo gente idiota e/o di merda!”, scrive ad esempio Dario. La parola d’ordine è: boicottare.

E su Facebook è apparsa la pagina che raccoglie le firme.

Condividere, segnalare, far chiudere, riprendiamoci l’onore italiano”, scrive Alessandra. “L’origine dell’idea dei panini-mafia cult l’hanno avuta Marco e Julia Marchetta – si legge invece nella descrizione del gruppo su Facebook – nell’estate del 2009, a casa in sud Italia”. Il menù che dileggia eroi dell’antimafia o comunque rende un’idea da burletta di Cosa nostra e del Paese, recita alla voce del mafia-panino dedicato al giudice assassinato a Capaci: “Er gegrillt wie eine Wurst”. Ossia, è stato fatto alla griglia come un wurstel. Viene da chiedersi se davvero in Austria a qualcuno possa venir da ridere e la voglia di mangiarsi quel panino.

I due si giustificano: “Entrambi avevano una fame enorme e nessuna voglia della cucina del luogo. Fast food o pizza non erano in questione. Dopo molte riflessioni si sono accordati su una ciabatta fresca e creata con amore e nei dettagli, un panino pieno di delizie tipiche del loro paese, che finora non si poteva comprare in questa combinazione e a questa qualità”.

In home page, un giovane – camicia bianca, giacca blu e coppola in testa – addenta uno lungo panino farcito, strapieno di ingredienti. Sotto è lo stesso Don Panino a dare notizia del trasloco del locale: “Lavoriamo ad una nuova location”.

Su istruzioni del Ministro degli Esteri Emma Bonino, l’incaricato d’affari dell’Ambasciata d’Italia a Vienna, Sergio Pagano, è intervenuto per sensibilizzare le autorità locali, ed in particolare il Comune di Vienna e il Ministero dell’Economia, sul caso del pub viennese, il cui menù contiene riferimenti ironici alle vittime della mafia, come Giovanni Falcone e Peppino Impastato.

Come riportato dai media, precisa un comunicato della Farnesina, la vicenda ha suscitato reazioni fortemente negative sia da parte della collettività italiana a Vienna che dell’opinione pubblica in Italia. Alle autorità austriache è stato in particolare sottolineato come l’utilizzo dei nomi di persone distintesi nella lotta contro la mafia, effettuato in maniera distorta e a fini meramente commerciali, è non solo di cattivo gusto, ma anche altamente offensivo della memoria di quelle stesse persone che hanno pagato il prezzo più alto ed irriguardoso nei confronti di chi opera quotidianamente con il proprio lavoro per sconfiggere il fenomeno mafioso, ed è pertanto da considerarsi inaccettabile.

Sono già due le petizione on line contro il pub “Don Panino”
La memoria di Falcone e Impastato non può essere offesa da un panino austriaco“, è lo slogan con cui Rete 100 passi ha lanciato la petizione sul sito change.org indirizzata al ministro degli Affari Esteri, Emma Bonino insieme a un’altra petizione sul web contro l’idea di pessimo gusto del locale Don Panino di Vienna di inserire nel menù piatti che hanno i nomi di boss e vittime di cosa nostra.

Sono due già le petizioni on line su internet, l’altra petizione, che ha raccolto 950 firme, è stata lanciata sulla piattaforma Causes.com da un gruppo di italiani residenti a Vienna per chiedere all’ambasciata italiana di intervenire. Peppino Impastato, l’attivista di Cinisi massacrato da cosa nostra nel 1978, è stato definito “un siciliano dalla bocca larga, cotto in una bomba come un pollo nel barbecue“, mentre il giudice Giovanni Falcone, assassinato a Capaci nel 1992 è “il più grande rivale della mafia di Palermo, ma purtroppo sarà grigliato come un salsicciotto“.

Ho intenzione di firmare la petizione on line e fare qualunque cosa contro questa idea avvilente, chi l’ha avuta non ha dignità e il locale andrebbe chiuso per sempre, provo solo rabbia“, ha detto Nicoletta Scimeca, commerciante aderente al comitato Addiopizzo insieme alla famiglia di Caccamo, vittima di estorsione, è stata tra i primi ad aderire alla campagna di consumo critico contro il racket.

Questa notizia mi ha fatto orrore“. Lo ha detto Maria Falcone, presidente della fondazione Giovanni e Francesca Falcone, commentando cosi l’idea dei due esercenti italiani titolari del pub di Vienna. “Non si può usare il nome di due eroi nazionali come Giovanni Falcone e Peppino Impastato per dei panini. E’ un abbinamento volgare e blasfemo“.

mader

Annunci
Post a comment or leave a trackback: Trackback URL.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: