MOLISE: TAGLI AI COSTI DELLA POLITICA. INDIETRO TUTTA

tagliDopo aver approvato l’aumento delle tasse a carico dei cittadini, i consiglieri regionali del Molise non sono riusciti a tagliare i loro stipendi.

La legge sui tagli ai costi della politica è stata approvata a maggioranza dal centrosinistra con l’astensione degli altri gruppi pentastellati compresi.

A cosa rinunciano? Praticamente a nulla, quisquiglie.

Anziché portarsi a casa 10.500 euro al mese (sette, otto volte lo stipendio di un comune mortale, fortunato), ne prenderanno 10 mila.

Si sa una campagna elettorale per la regione costa tanto e di quell’investimento bisogna rientrare.

Perfino Cristiano Di Pietro, figlio di Tonino, fino a ieri anticasta per eccellenza, si è giustificato: «Qui nessuno ruba niente. Stiamo lavorando onestamente e con i compensi siamo anche al di sotto dei parametri nazionali. Ora abbassiamo le cifre ulteriormente. E’ facile dire: la casta. Ma io dico che c’è casta e casta».

Già c’è casta e casta, ma la casta della politica non si tocca.

mader

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