MOLISE: LA DELIBERA 115 E IL PRESUNTO BAVAGLIO ALLA STAMPA

molise

Il consigliere regionale di Progetto Molise, Nicola Eugenio Romagnuolo, è stato tra gli ultimi in ordine di tempo a chiedere la revoca della delibera 115 dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, che affida al Presidente della Giunta il compito di tutelare l’immagine e il decoro della Regione.
Romagnolo che sostituisce l’ex governatore Iorio in Consiglio regionale ritiene che “tale provvedimento va a ledere il diritto all’informazione su temi che coinvolgono e sono oggetto di discussione tra i cittadini. Ritengo che ogni rappresentante delle istituzioni debba rispondere con responsabilità del proprio operato, così come gli stessi organi di informazione. Per tale motivo credo che non sia necessaria alcuna delibera a tutela del decoro istituzionale, in quanto l’Ufficio di Presidenza, essendo un organo autorevole che rappresenta tutti i consiglieri, ha già il titolo per farlo.

In mezzo: l’Assostampa Molise, il forse prossimo senatore (al posto di Berlusconi)  Ulisse Di Giacomo del Pdl, qualche giornalista e direttore di giornale e/o televisione locale, rappresentanti della cosiddetta società civile, altri rappresentanti della minoranza politica, organizzazioni diverse e varia umanità.

A scanso di equivoci dico subito che l’ufficio di presidenza del Consiglio regionale del Molise avrebbe fatto meglio a pensare ad altro. La libertà di espressione è un diritto fondamentale che deve appartenere a tutti. Lo stesso Presidente Frattura a cui la delibera demanda la sua attuazione ha immediatamente spento i fuochi: “La libertà di stampa, di pensiero e di espressione è tutto per noi. Ecco perché tranquillizziamo subito chi si è agitato: nessun bavaglio di stampa per nessuno.

Detto questo tutti costoro ed anche gli altri, dov’erano quando Angelo Michele Iorio (Pdl), allora presidente della Regione Molise chiedeva ai vertici della Rai il blocco della messa in onda di un servizio dedicato agli sprechi della sua regione, dal titolo “Molise, maxi-spese per micro-regione”,  del giornalista Flaviano Masella.

E della causa civile promossa dalla Regione Molise (Presidente Angelo Michele Iorio) contro Filippo Massari ed Enrica Cefaratti (TG3 Molise), accusati di aver danneggiato l’immagine della Regione per aver inserito nella rassegna stampa di “Buongiorno Regione” l’allora quotidiano locale Nuovo Molise Oggi, con la richiesta di 3 milioni di euro di risarcimento per presunti danni subiti dalla pubblicazione di notizie ritenute diffamatorie e dall’inserimento della testata nella rassegna stampa della sede regionale della Tv di Stato.

E che dire dei giornalisti Michele Mignogna, di Larino, ed Enzo Colozza, di Boiano, minacciati ripetutamente (sempre nello stesso periodo) rei di avere raccontato ai loro lettori la verità dei fatti.

Per non parlare del “Sistema Michele”, il titolo della puntata di Report di Milena Gabanelli, curato dal giornalista Emilio Casalini, andato in onda un anno fa in cui venivano messi in evidenza: “Oneri pubblici e guadagni privati, anche nei settori più disparati. Succede spesso in Molise.

Così, giusto per ricordarlo!

mader

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