11 ANNI DOPO IL TERREMOTO E 1200 PERSONE ANCORA FUORI CASA

sangiuliano_scuolajovine(Scuola Jovine – San Giuliano di Puglia)

Ad undici anni dal tragico sisma di San Giuliano di Puglia la ricostruzione è ancora una chimera.

Si è fermata ad un terzo e in alcuni comuni non raggiunge il 15% e la metà della popolazione costretta ad abbandonare la propria abitazione, non ancora possono farvi rientro.

Con la ricostruzione pesante solo Morrone nel Sannio può vantare lavori terminati al 94%. Nel resto dei comuni, invece, la stessa percentuale varia dal 13% di Provvidenti al 54% di Casacalenda. Ci sono Rotello con il 17% dei lavori terminati, Castellino del Biferno con il 20%, Colletorto con il 23%, Montorio nei Frentani con il 31%, Larino con il 38%, Bonefro con il 39%, Santa Croce di Magliano con il 41%, Ururi con il 42%, Provvidenti con il 48%, Montelongo con il 53%. Sempre nei comuni dei cratere sismico. Solo a San Giuliano di Puglia la ricostruzione è ultimata perché, com’è noto, è stata finanziata con uno specifico piano.

Un mare di soldi spesi, tanti i comuni della regione, anche lontani dall’area del cratere che hanno beneficiato della ricostruzione.

E di ricostruzione di abitazioni per la popolazione non si è visto granché, in compenso è stato speso circa 1 milione di euro in opere e non solo per i comuni colpiti dal sisma. Infatti l’area del cratere sismico si è dilatato passando da 14 a 84 comuni. Così anche chi il terremoto lo ha sentito solo in televisione ne ha beneficiato e continua ad avvantaggiarsi.

I soldi che dovevano consentire lo sviluppo delle aree terremotate e alluvionate, ex articolo 15, in realtà sono stati utilizzati, con poteri straordinari, dal commissario per il terremoto (Michele Iorio, ex presidente della Regione) per finanziare con 8 milioni di euro la “Termoli Jet”, il catamarano che doveva collegare il Molise alla Croazia, oggi abbandonato nel porto di Termoli; lo studio della patata turchesca; il museo della memoria; le selezioni di miss-italia; gli impianti sciistici di Capracotta; il monitoraggio delle api; gli studi per il ripopolamento delle seppie; il museo del profumo; la sponsorizzazione di un reality show. Tutti finanziamenti, discutibili, erogati per il “programma di ripresa economica”.

700 metri di tangenziale, a S. Giuliano di Puglia, per 5milioni di euro e 15 milioni di euro per un canale di scolo delle acque piovane. Il terremoto trasformato in fabbrica d’oro.

Tante opere faraoniche inutili e la popolazione vive ancora nelle baracche.

mader

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