DA CRISPI A BEPPE GRILLO È IL SESSO CHE COMANDA (CON QUALCHE DÉFAILLANCE)

FRANCESCOCRISPI(Francesco Crispi)

Tutto iniziò con le acrobazie reali con cameriere, attrici, mignotte e sartine di Vittorio Emanuele II. E tutto continua con Beppe Grillo e le sue battute da fumetto porno anni ’70.

di: Luigi Mascheroni per il_Giornale

Tutto iniziò con le acrobazie reali con cameriere, attrici, mignotte e sartine di Vittorio Emanuele II («uno dei più illustri chiavatori contemporanei …)

Il suo budget segnava nella rubrica donne un milione e mezzo all’anno, mentre nella rubrica cibo non più di 600 lire al mese … Possedeva un membro virile così grosso e lungo che squarciava le donne più larghe», lasciò scritto Carlo Dossi nella celebre nota azzurra n. 4595). E tutto continua con Beppe Grillo e le sue battute da fumetto porno anni ’70, fra le quali spicca «La televisione è il punto G, quella che ti dà l’orgasmo nei salotti dei talk show».

In mezzo, il resto: il Risorgimento dei «mille e una notte»; lo spionaggio erotico della contessa di Castiglione; El conquistador Giuseppe Garibaldi; il trigamo Francesco Crispi; le alcove ardite di D’Annunzio; l’empito spermatoforico di Mussolini; le ragazze di Salò; l’eros comunista e la doppia morale di Botteghe Oscure (Togliatti sposato con la Montagnana che amoreggiava con l’interprete Elena Lebedeva e poi lasciò tutte per la Iotti); le cinquanta sfumature scudocrociate; il socialismo sessuale di Bettino Craxi; le avventure ruspanti del Bossi, e, ovviamente, più di tutto, più di tutti, le calde notti di Arcore di Berlusconi, sulle quali tanto (troppo?) si è scritto.

Dall’Unità a oggi è il lungo percorso intrapreso da Luca Scarlini in Il sesso al potere (Guanda) per raccontare come nel corso della storia nazionale il sesso sia sempre stato un elemento inscindibile dalle pratiche di governo. Anche se spesso hanno fatto ufficio di moralisti e di censori, «sbandierando il vessillo della decenza e della famiglia», i nostri politici – figli di prìncipi, Papi e notabili che per secoli gestirono gli affari di governo (anche) a letto – hanno sempre manifestato «un’ossessione erotica di dominio»: «il fallo, come elemento di domanda e offerta, trionfa nella storia del potere italico e in specie dal tempo dell’Unità», da Palazzo Carignano, sede del primo Parlamento italiano, già frequentato da amanti, fidanzate e avventuriere, a Palazzo Grazioli, da dove sono passate starlette, olgettine e papi-girl.

Così fan tutte, così fecero tutti, così continuano a fare tutti, spiega Luca Scarlini in un saggio pieno di aneddoti, con qualche dimenticanza (un capitolo su Marrazzo, Sircana e i trans ci stava bene, così come uno sull’harem dell’Avvocato Agnelli, che non era un politico, ma faceva più politica dei ministri), e un chiodo fisso: «l’ossessione fallocratica», che è «la vera base del pensiero politico dello stivale”.

mader

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