SIAMO TUTTI SILVIO

silvio-berlusconi

articolo originale: “We are all Silvio” su The New York Times

Silvio Berlusconi è un rinomato specialista dell’escapologia politica. Ma cosa succede quando l’illusionista è incatenato sott’acqua e capisce che, alla fine, non sarà più in grado di sgusciare via? Per il signor Berlusconi è giunto quel momento. A settantasette anni e alle prese con una condanna a quattro anni per frode fiscale, la scorsa settimana è stato espulso dal parlamento italiano dopo che il Senato lo ha privato del seggio nel corso di una votazione umiliante.

Il nostro vecchio Houdini non l’ha presa troppo bene. “Questo è un giorno di lutto per la democrazia”, ha protestato. Ha fatto le bizze e poi ha ritirato il sostegno del suo partito al governo, cercando l’aiuto di tutti, a partire dal presidente russo Vladimir Putin, che si trovava in Italia la scorsa settimana, fino a papa Francesco, con cui la compagna ventottenne di Berlusconi ora chiede udienza privata.

Ma soprattutto, Berlusconi ha fatto appello alla nazione. Si considera una vittima e vuole che i suoi compagni italiani manifestino in suo supporto. La scorsa settimana ha detto: “Sono uno statista e italiano fino al midollo!”. “Statista” è un’esagerazione. D’altro canto, è vero che ogni italiano è un po’ Silvio.

Dovremmo inventare un “Berluscometro” per misurare quanto Silvio ci sia in ognuno di noi. Se se ne ha più del 50%, si voterà per lui. Io sono al sicuro con, credo, un 12%. Non l’ho mai sostenuto, men che meno ho votato per lui, ma devo ancora stare all’erta. Berlusconi incarna alcuni dei migliori e molti dei peggiori tratti dell’italiano medio. Possiede solo qualcuna delle nostre virtù e tutti i nostri vizi in abbondanza. È intuitivo, alla mano e spesso molto divertente. Conosce il calcio, si gode il buon cibo e apprezza le canzoni romantiche dopo cena. Ama le case sfarzose, odia le regole, racconta barzellette e fa ricorso alle parolacce. Sa come far soldi e non si fa scrupoli nel prendere scorciatoie nel farli.

Si preoccupa per i suoi amici (fintanto che fanno come dice lui), parla con affetto della sua defunta mamma e adora i suoi figli. In effetti, le famiglie gli piacciono a tal punto che ne ha già messe su tre, senza contare sfilze di compagne annesse. Il signor Berlusconi non è solo un riflesso del tipo italiano, ma un monito alla nazione.
Lui è qui per ricordarci cosa succede al talento senza disciplina, all’entusiasmo senza etica e all’energia senza autocontrollo.

Ed è questo il nostro problema. Il nostro ex premier è stato agghiacciante, ma questo non sembra disturbare né lui, né molti italiani. Brama l’approvazione e dice solo ciò che vogliamo sentire, cercando di essere ciò che tutti vogliono. Negli ultimi mesi ha sostenuto la coalizione di governo guidata dal Premier Enrico Letta, ma nel frattempo criticava aspramente ogni singola decisione presa dal governo.

Invece di darci pacche sulle spalle per esserci liberati di lui, dovremmo chiederci perché ci sia voluto tanto per farlo. Una delle risposte possibili è che Berlusconi ha a lungo recitato il ruolo dell’assolutore supremo dell’Italia. Per vent’anni ci ha perdonato per i nostri peccati, compresi quelli che anche solo pensavamo di commettere. “Sono fedele? Spesso,” ha scherzato quando messo di fronte alle prove della sua infedeltà seriale. Qualche anno fa, quando i particolari relativi ai suoi festini bunga-bunga a base di sesso divennero di pubblico dominio, spiegò: “Faccio un lavoro stressante. Ho bisogno di rilassarmi.” Quanti uomini hanno sogghignato a quella battuta?

Poi c’è il modo in cui Berlusconi ci fa sentire relativamente al nostro posto nell’universo. La maggior parte degli italiani credono di essere soli contro il mondo; o, se non contro il mondo, contro i colleghi. Siamo orgogliosi di riuscire a sopravvivere professionalmente, socialmente ed economicamente. E così fa Berlusconi. Molto è stato scritto circa l’individualismo italiano, le sue conquiste, i suoi espedienti, i suoi limiti e le sue conseguenze. È così che cominciò Silvio Berlusconi, un figlio della classe media che ammassò le sue ricchezze in proprietà immobiliari, pubblicità e televisione, per poi affermarsi come uomo fatto da sé, prima di costruire sulla sfiducia degli italiani nei confronti di tutto ciò che è condiviso, la nostra avversione nazionale per le regole e la soddisfazione che proviamo nel trovare una soluzione privata ad un problema pubblico.

Silvio Berlusconi era preparato ad essere qualsiasi cosa pur di durare per sempre. Non ha funzionato. Ora è fuori dal parlamento. I suoi guai giudiziari si vanno accumulando, con accuse che vanno dalla corruzione di testimoni al sesso a pagamento con minorenni.

Ma sarebbe sbagliato da parte nostra dimenticare che in molti lo hanno votato sin dal 1994. I suoi avversari politici erano deboli e poco convincenti? Forse. Ma c’è ben altro oltre quello.
La scorsa settimana, fuori dalla sua casa di Roma – Palazzo Grazioli, accanto agli uffici locali del quotidiano Corriere della Sera, Berlusconi ha parlato ad una piccola folla di fan muniti di bandiere. Un uomo basso, corpulento, in abito nero e girocollo, pesantemente truccato e dal taglio di capelli al catrame, sembrava triste e leggermente inquietante. Un Tony Soprano che si traveste da capito Kirk. Ridicolo? Ma non facevamo tutti il tifo per Tony Soprano? “Gli italiani sono sognatori. La realtà non è abbastanza per loro,” dice un personaggio in un romanzo di Martin Amis. “Nemmeno questa realtà?” risponde il suo amico, incredulo.

 mader

Annunci
Post a comment or leave a trackback: Trackback URL.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: