DE MITA: “BEPPE GRILLO VENNE ALLA FESTA DELLA DC”

da Europaquotidiano

Beppe Grillo ha sempre fatto mostra di non amarlo, tanto che in un post pubblicato ad ottobre sul suo blog l’ha eletto a emblema della “democristianizzazione” del panorama politico: «C’era una volta il tormentone, una domanda angosciosa “Moriremo democristiani?”. Ora abbiamo la risposta “Siamo morti democristiani!”. I democristi sopravvissuti a mani pulite si sono impadroniti dei resti dei corpi della sinistra e della destra e li hanno lentamente divorati da dentro, li hanno demitizzati». Eppure Ciriaco De Mita, già presidente del consiglio, per sette anni segretario della Democrazia cristiana, un’icona della prima repubblica, è stato uno dei primi sostenitori del comico genovese. «Quando i socialisti volevano che si cacciasse io l’ho difeso».

In un’intervista con Luca Martera registrata il 27 luglio di quest’anno a Roma, l’uomo di Nusco ricorda: «Siccome Agnes era direttore gli dissi che andava garantita la libertà di informazione. Tanto che lui mi telefonò scherzando, ridendo». «Grillo le telefonò?», lo incalza l’intervistatore. «Sì. Grillo era alla Rai. E non voglio dire in conseguenza, però legato a questo, accettò di venire alla Festa dell’amicizia della Dc a fare uno spettacolo».

«Grillo l’ho conosciuto quando aveva il programma alla Rai – prosegue de Mita – e debbo dire che era divertente all’epoca. Da parte socialista, siccome lui allora era un po’ critico di quel costume che poi si è sviluppato, ha avuto qualche difficoltà. Allora direttore della Rai era Agnes mentre io ritenevo che fosse una forma di comunicazione da garantire. Probabilmente, o avendolo saputo o perché Agnes c’ha parlato, mi chiamò. L’ho incoraggiato, ci siamo salutati. Dopo l’abbiamo invitato alla festa della Dc a Verona ed è venuto».

De Mita ricorda anche la libertà della quale Grillo godette durante quello spettacolo: «Ha fatto il suo spettacolo, ha detto quello che voleva, ha punzecchiato anche alcuni democratici cristiani. Ma io ero in un partito dove la pluralità e la diversità delle opinioni erano conflittuali. La versione aggressiva dello spettacolo aveva anche un fondamento oggettivo. Io dopo sono anche andato a salutarlo e a ringraziarlo perché era venuto. Lui è stato un sostenitore inconsapevole della linea della Dc che io rappresentavo, e perciò sono andato a salutarlo. Grillo era Grillo, credo che nessuno possa dire di essere stato limitato in televisione. Io sono intervenuto per dire che poteva continuare».

mader

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