IL PARADOSSO DEL M5S: RIMBORSO ELETTORALE NO, FINANZIAMENTI SI

Grillo-finanziamenti

di Vania Lucia Gaito per blogsicilia.it

Se c’è qualcuno che della lotta ai finanziamenti pubblici ai partiti ha fatto una bandiera, è di certo il Movimento 5 Stelle. Tuttavia, ci sono finanziamenti e finanziamenti. E se il “no” dei grillini riguarda i cosiddetti “rimborsi elettorali”, ben diverso è l’atteggiamento nei confronti degli altri contributi, sempre pubblici, che invece intascano: i finanziamenti ai gruppi consiliari comunali e regionali, e a quelli, in divenire, dei gruppi parlamentari. E se per i fondi per il funzionamento dei gruppi consiliari comunali si tratta di cifre ancora abbastanza contenute (a Torino, per esempio, il M5S riceve circa 1000 euro al mese), ben diversa è la situazione per quanto riguarda i gruppi consiliari regionali.

In Piemonte, dove i consiglieri del 5 Stelle sono solo due, la regione concede, per l’assunzione di collaboratori, la cifra tutt’altro che modica di 260.000 euro l’anno. I due consiglieri piemontesi hanno assunto sei persone, con contratti di durata variabile. Lo stipendio medio di ciascun collaboratore è di circa 1500 euro, per un totale annuo di 110.000 euro. Con un “avanzo” di fondi di circa 150.000 euro all’anno.

A questi, bisogna aggiungere i fondi che la regione concede per il funzionamento del gruppo consiliare, cioè altri 108.000 euro l’anno. E come vengono spesi? Come lo stesso consigliere Bono afferma: “Non pensate solo alla carta, ai toner, alla stampante, ai cellulari, ai manifesti, ai giornalini, ma pensate anche a tutte quelle che sono le consulenze. Noi fondamentalmente spendiamo in consulenze legali, quindi avvocati.” Avvocati, certo. Per ricorrere al Tar contro alcuni provvedimenti delle amministrazioni, ma anche per difendersi dalle querele per diffamazione. Perché, sempre secondo il consigliere Bono, basta che un consigliere legga male una dichiarazione o un’intercettazione su un giornale, viene querelato per diffamazione. In realtà, le querele arrivano quando, dopo aver letto male, ci si lascia andare a invettive e dichiarazioni pubbliche diffamanti. Ma tanto, che bisogno c’è di approfondire una lettura superficiale, se gli avvocati se li pagano coi soldi pubblici?

Ai 368.000 euro menzionati fin qui, ci sono da aggiungere gli “stipendi”, quelli che i consiglieri del movimento affermano di essersi ridotti a 2.500 euro al mese. E a sentire Grillo (anche ad Agrigento il 18/10/2012) pare che il resto degli stipendi torni nelle casse regionali. E invece no. Perché anche in questo caso, la legge è chiara e non si può rinunciare a nulla. E allora, come funziona? Funziona che lo “stipendio” i consiglieri lo prendono tutto, ma ne trattengono solo una parte.

In Piemonte, la regione versa gli stipendi su un conto intestato a Progetti a 5 Stelle Piemonte, che provvede a bonificare ogni mese 2500 euro a ciascuno dei due consiglieri. Sul conto dovrebbero dunque “avanzare” circa 390.000 euro, fino a oggi. In teoria, tali fondi dovrebbero essere utilizzati per finanziare attività e azioni in linea con i contenuti delle 5 Stelle e del programma nazionale e regionale. In pratica, sono stati finanziati ben pochi progetti, per un totale di meno di 75.000 euro, per lo più per stampe e assistenza legale. Se il Progetti a 5 Stelle Piemonte sia una persona giuridica con un tesoriere o un conto cointestato ai due consiglieri, quindi chi, in ultima analisi gestisca i soldi, non è dato sapere. Alla faccia della trasparenza.

In Emilia Romagna, dove i consiglieri sono sempre due, la situazione è molto simile. I fondi per il funzionamento del gruppo consiliare sono circa 134.000 euro l’anno, a cui si aggiungono altri 130.000 euro per l’assunzione di personale.
Anche i consiglieri regionali dell’Emilia Romagna si sono autoridotti lo stipendio a 2.500 euro al mese, ma anche in questo caso, lo stipendio viene percepito per intero. Cosa accade, e come, lo spiega il consigliere regionale Giovanni Favia: “Entrambi abbiamo aperto un conto corrente dedicato, all’interno del quale la regione ci versa ogni mese lo stipendio intero. Da quei conti creati ad hoc, versiamo mensilmente la nostra retribuzione sui nostri conti correnti personali.” In pratica, ciascun consigliere ha due conti, entrambi intestati a lui: sul primo viene versato lo stipendio per intero, passandone solo 2.500 sul secondo. Sui conti correnti su cui la regione versa gli stipendi, quindi, dovrebbero essere rimasti circa 210.000 euro a consigliere. Solo che, trattandosi di conti personali, nessuno vieta ad un consigliere, o magari ad entrambi, di svuotare il conto e comprarsi una casa a Timbuctù o una Ferrari.

Per quanto riguarda i fondi dei futuri gruppi parlamentari, stimati intorno ai dieci milioni di euro, se i sondaggi rispecchiano quello che sarà il reale voto degli italiani, Grillo ha fatto firmare ai candidati del 5 Stelle un documento con cui fin da ora i futuri onorevoli affidano la gestione dei fondi per i gruppi parlamentari allo stesso Grillo e a Casaleggio.

Nel codice di comportamento che i candidati hanno accettato, si legge: «la costituzione di due “gruppi di comunicazione ”, uno per la Camera e uno per il Senato, sarà definita da Beppe Grillo in termini di organizzazione, strumenti e di scelta dei membri ». In pratica, Grillo e Casaleggio gestiranno i fondi a loro totale discrezione, pur non essendo neppure in Parlamento e senza tenere in nessun conto il regolamento della Camera, che prevede invece che ciascun gruppo parlamentare nomini il proprio presidente, uno o più vicepresidenti, un comitato direttivo e un tesoriere che annualmente presenta un bilancio da far approvare ai membri del gruppo. Tale bilancio, infine, deve avvalersi di “una società di revisione legale, selezionata dall’Ufficio di Presidenza […] che verifica nel corso dell’esercizio la regolare tenuta della contabilità”.

In Sicilia, dove i grillini eletti all’Ars sono ben 15, non è ancora chiaro quanti saranno i fondi destinati al gruppo. L’Assemblea Regionale ha speso nel 2012, per i gruppi consiliari, 12.750.000 euro. Un milione in meno rispetto agli anni precedenti, è vero, ma senza alcun obbligo per i gruppi di rendicontare la spesa. I fondi che dovrebbero arrivare al movimento 5 Stelle, in proporzione, dovrebbero superare i due milioni di euro l’anno.
Praticamente, 5 Stelle Superior.

mader

 

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Commenti

  • mauro  On 21 dicembre 2013 at 09:40

    Se le spese sno rendicontate, gli stipendi ridotti, le somme trattenute verranno messe in un fondo questo è il paradosso per VOI?
    Assurdi questi articoli faziosi e davvero disinformanti. Adesso per par condicio postate tutte le specifiche degli altri gruppi, csa ne fanno, quanto quadagnano e chi assumono. Ah …..dimenticavo non lo fanno, anzi i soldi si usano p er andare al cesso o farsi rimborsare le mignotte

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  • Fabrizio  On 27 dicembre 2013 at 11:11

    Quanto ti da il tuo partito per scrivere tutte queste faziosità basate su aria fritta tipica da politicante da strapazzo o da pennivendolo stipendiato?

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  • Fabrizio  On 27 dicembre 2013 at 11:20

    Inoltre da quanto vedo non fai altro che parlare male di Grillo e del MoVimento, un altro bloghettino politico che disinforma..complimenti vivi..siete il meglio che c’è in Italia

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    • matteoderrico  On 27 dicembre 2013 at 17:59

      Grazie per i complimenti, c’è li meritiamo tutti. Fortunatamente, questo è ancora un Paese dove ognuno è libero di esprimersi, senza l’obbligo di uniformarsi alla voce del sacro blog di Peppe Crillo!!
      Dicci del consigliere regionale grillino dell’Emilia Romagna Andrea Defranceschi; di quelli piemontesi Fabrizio Biolè e Davide Bono; del siciliano Antonio Venturino che si è fatto rimborsare 1.100 euro di benzina per un’auto che non possiede?

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  • Daria  On 27 dicembre 2013 at 23:59

    Ma che problemi hai Matteo derrico? Vuoi un assistente sociale che ti aiuti a scrivere cose sensate e attendibili ?

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    • matteoderrico  On 28 dicembre 2013 at 00:03

      Sei tu ad avere problemi, grossi, enormi. Te ne sarei grato se mi suggerissi le cose attendibili e sensate da scrivere in modo che poi tu le possa leggere. Lascia stare gli assistenti sociali hanno ben altro da fare.

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