AI PROFESSORI SI CHIEDONO I SOLDI INDIETRO, A PALAZZO CHIGI RADDOPPIANO GLI STIPENDI

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Agli insegnanti e al personale della scuola il ministro Fabrizio Saccomanni chiede la restituzione degli scatti stipendiali, legati all’anzianità di servizio. Il governo ha deciso di estendere il blocco anche per il 2013, dopo il congelamento dei tre anni precedenti (2010, 2011 e 2012) da parte di Tremonti-Gelmini-Berlusconi. Il governo italiano ha trasformato in debitore, il personale della scuola, che aveva maturato il diritto agli scatti stipendiali dovuti all’anzianità di servizio. Diritto non regalia. A partire da gennaio 2014 chi ha percepito nel corso del 2013 gli scatti di anzianità bloccati dovrà restituirli con 150 euro al mese “fino alla concorrenza del debito”.

Il ministro Saccomanni prende ai poveri per dare ai ricchi. Chiede indietro pochi euro ai già sottopagati e vituperati insegnanti e miracola con generosi aumenti i dirigenti di Palazzo Chigi.

A palazzo Chigi è accaduto l’esatto opposto. Gli stipendi dei top manager di piazza Colonna sono cresciuti in media del 25-30%, quelli delle seconde fasce del 10-15% fra il 2011 ed oggi. Il dato clamoroso è ottenibile confrontando la tabella degli emolumenti nella sezione trasparenza del sito Internet del governo.

Il primo dato è aggiornato al novembre 2011, il secondo al 3 dicembre 2013. In mezzo appena due anni, che però agli italiani sono davvero sembrati una vita: una montagna di tasse, la riduzione di molti servizi essenziali, la perdita continua di posti di lavoro, l’aumento vertiginoso della disoccupazione giovanile. A palazzo Chigi il posto l’ha perso solo uno stretto gruppo di collaboratori dei presidenti dei Consiglio e dei ministri senza portafoglio che si sono succeduti. Nemmeno tutti, per altro: anzi, qualche dirigente precario ha pure trovato occupazione a tempo indeterminato con i passaggi delle consegne. Qualcuno è stato promosso, la gran parte è restata al suo posto. Per quasi tutta la prima fila di palazzo Chigi però la busta paga è lievitata come non è accaduto né in altri settori privati, né in quello pubblico.

topmanagerCi sono dirigenti che grazie a una promozione arrivata sono riusciti a fare lievitare il proprio stipendio negli ultimi due anni del 60 per cento e più. Chi ha perso la funzione e la relativa indennità a tempo, è comunque riuscito a portare a casa un incremento della busta paga del 10%, recuperando più dell’inflazione corrente. La retribuzione fissa di base (due voci) dei dirigenti di prima fascia è passata da 84.962,44 euro a 92.112,57 euro per automatismi contrattuali. Ma a lievitare in maniera sensibile sono state le retribuzioni di posizione e quelle di risultato, che solo sulla carta sono legate a un’idea di meritocrazia (sono infatti in genere uguali per tutti, e corrisposte sempre se è assegnata una funzione). Il caso di scuola, che simboleggia proprio la media di quanto avvenuto, è quello di Diana Agosti, capo dipartimento di palazzo Chigi.

È la moglie di Antonio Catricalà, che nei due governi è stato prima sottosegretario alla presidenza del Consiglio e poi (lo è anche ora) viceministro allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni. Lo stipendio di Catricalà (come quello di tutti i tecnici) è il solo ad essersi salvato dal taglio delle retribuzioni operato dal governo Letta. In casa in soli due anni sono arrivati invece 43.808 euro lordi in più. La signora Agosti in Catricalà infatti risultava percepire nel novembre 2011 uno stipendio di 174.962,44 euro. Ora fra voci fisse e variabili il totale è cresciuto a 218.771,39 euro, con un incremento del 25,03%. Ma quanto 45 dirigenti di prima fascia della presidenza del Consiglio dei ministri hanno avuto un incremento superiore a quello della signora Catricalà, che è stata trattata peggio di loro.

Per tredici dirigenti di prima fascia in questi due anni lo stipendio complessivo è lievitato di più di un terzo di quanto prendevano nel novembre 2011, pochi giorni prima che si insediasse il governo Monti. Se i top manager proprio in quella presidenza del Consiglio che avrebbe dovuto fornire l’esempio a tutti gli altri, hanno festeggiato aumenti di stipendio da record, anche le seconde fasce hanno avuto la loro bella fetta di miglioramento. Si tratta di stipendi più bassi e più uniformati. Ma se due anni fa la gran parte degli emolumenti oscillava fra 73.470,58 e 80.509,40 euro, oggi sono quasi tutti livellati a 88.192,73 euro. Si tratta di aumenti che nel caso peggiore sono del 10,4%, e arrivano per molti anche al 20%. Cose impossibili per qualunque altro italiano.

Stipendi dei top manager cresciuti in media del 25-30%, quelli delle seconde fasce del 10-15% fra il 2011 ed oggi. Il dato clamoroso è ottenibile confrontando la tabella degli emolumenti nella sezione trasparenza del sito Internet del governo alla fine del governo di Silvio Berlusconi con quello più recente del governo Letta.

da Libero

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