IL MOVIMENTO 5 STELLE E LA STRATEGIA DELL’INCIVILTÀ

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di Alessandro D’Amato

Ernesto Galli Della Loggia sul Corriere di oggi se la prende con “il linguaggio dell’inciviltà” in riferimento alla guerra che si è scatenata alla Camera in occasione della protesta del MoVimento 5 Stelle, e individua un colpevole: il degrado dei comportamenti, dei modi e del linguaggio ha molte origini, ma un suo fulcro è di certo il grave indebolimento che da noi hanno conosciuto tutte quelle istituzioni come la famiglia, la scuola, la Chiesa, i partiti, i sindacati, a cui fino a due-tre decenni fa erano affidati la strutturazione culturale e al tempo stesso il disciplinamento sociale degli individui. Era in quegli ambiti, infatti, che non solo si sviluppava e insieme si misurava con la realtà esterna e le sue asperità il carattere, ma veniva altresì modellata la disposizione a stare nella sfera pubblica e il come starci. Tutto ciò che per l’appunto è stato battuto in breccia in nome di ciò che è «spontaneo», «autentico», «disinibito», secondo una concezione della modernità declinata troppo spesso nelle forme del più sgangherato individualismo.

Ora, che tutto sia sempre e comunque colpa dei bei tempi andati che non ci sono più è un frame cognitivo di cui il Corriere abusa quotidianamente, e forse uno svecchiamento anagrafico dei suoi editorialisti aiuterebbe ben più che la sede di via Solferino per portare finalmente il giornale nel terzo millennio. Ma più che altro Galli Della Loggia sembra dimenticare che il filibustering e gli eccessi che ne sono conseguiti fanno invece parte di una precisa strategia dell’”inciviltà” (ma l’inciviltà vera e propria c’entra ben poco): la protesta andata in scena alla Camera era qualcosa di preparato, che obbediva a delle precise tattiche di propaganda politica.

Con quelle immagini che hanno occupato tutti i telegiornali, e con le condanne “strategiche”, il MoVimento 5 Stelle si è ripreso la scena ed è tornato a presentarsi come unico vero partito antisistema, di quelli che “gliele hanno cantate, wow!1!”. E si prepara così alle elezioni europee con la spettacolarità tipica della battaglia parlamentare e di quello che più profondamente significa. E’ il marketing, bellezza, e tu non puoi farci niente. O meglio: si potrebbe battere con la buona politica. Ad averne una, s’intende.

mader

da Giornalettismo

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