FRANCESCO BOCCHINO RISPONDE A TRAVAGLIO

SENATO, I NUOVI PARLAMENTARI     SENATE, NEW PARLIAMENT MEMBERS

LETTERA APERTA A MARCO TRAVAGLIO

Caro Marco,

ti scrivo in merito al tuo articolo “Peccatori e Verginelle” apparso recentemente sul Fatto. Quell’articolo è diviso in due parti. Nella prima, sostanzialmente si stigmatizza il processo della nostra espulsione definendolo “anti-democratico”, mentre nella seconda si mette in dubbio la nostra dignità, criticandoci per il fatto di aver tradito la volontà degli elettori non dimettendoci anzitempo.

Naturalmente, io condivido la prima, ma non la seconda, e se avrai la pazienza di dedicarmi qualche minuto, vorrei spiegarti il perchè. Una volta letta, sei libero di fare di questa lettera ciò che ritieni più opportuno.

Inizio con una premessa. Il fatto che tu consideri il processo di espulsione “anti-democratico” pone un’immediata pregiudiziale verso qualsivoglia ragionamento che si possa fare di conseguenza. Se una cosa è antidemocratica, è al di fuori delle regole del gioco e deve essere respinta senza se e senza ma. Tutti coloro che ne subiscono le conseguenze devono essere tutelati, perchè se si contravvengono le regole del gioco salta il tavolo, e si perde l’orientamento. In un certo senso, la prima parte della tua lettera delegittima la seconda. Non puoi dire, ad esempio, che il fascismo è una cosa anti-democratica, e nello stesso tempo criticare i dissidenti perchè non se ne sono accorti prima. Il fascismo è antidemocratico e basta, e tutti quelli che sono stati condannati in suo nome devono essere tutelati e difesi, per il solofatto che il regime si pone al di fuori delle regole del gioco. Prima estirpiamo il regime, e solo POI, una volta stabilite le regole e le verità storiche, ci chiediamo se si possa ravvisare una qualche colpa nella condotta di chi ha avuto problemi con esso.

Le semplici regole della democrazia, quelle che sono state violate nel M5S in questa vicenda, sono state costruite con il sangue delle persone, e tu non te ne devi mai dimenticare quando scegli che tenore devono avere i tuoi pezzi.

E questo mi porta immediatamente alla seconda parte del tuo articolo, alla quale voglio rispondere pur essendo depotenziata dal ragionamento precedente. Lo voglio fare lo stesso perchè essa è viziata dalla mancanza di un’informazione fondamentale che non hai tu e che non hanno la maggior parte dei tuoi colleghi, e che invece è fondamentale per capire non solo ciò che è successo recentemente, ma anche tante altre cose del M5S.

Il M5S non è uno scherzo, è qualcosa in cui la gente CREDE veramente, nel senso più alto e nobile del verbo credere. Qui sta la differenza con gli altri partiti, i cui ideali sono caduti uno dopo l’altro, e che causano un senso di smarrimento anche ai più convinti fra i loro attivisti.

Al tempo della Salsi e di Favia, io pensavo genuinamente ed ingenuamente che si trattassero di beghe locali, di problemucci interni, e che le cose si sarebbero risolte andando avanti, man mano che aumentava il coinvolgimento e la partecipazione, man mano che l’onda diventava sempre più grande.

E così, durante la campagna elettorale, ai miei amici che mi manifestavano il loro disagio nel votare ancora una volta un simbolo che contenesse un nome, io rispondevo, sempre genuinamente ed ingenuamente, “voi votate tutti gli attivisti e la gente che si sta impegnando per i nostri obiettivi, non Grillo, e non c’è altra alternativa”.

Non c’e’ alternativa. E questa la chiave di lettura. Ora tu, rispondimi. Se io, a poco a poco, comincio a vedere che c’e’ qualcosa che non va, sperimentandolo in prima persona, e sapendo che non c’e’ alternativa, e credendo ancora negli ideali e negli obiettivi, non è forse il mio dovere cercare di cambiare le cose dall’interno e di battermi sempre facendo sentire il mio ragionamento critico costruttivo, onesto e leale, in tutte le sedi? E’ quello che ho fatto.

Non è vero che io non aderisco agli ideali, che io non condivido gli obiettivi finali, quel “tutti a casa” che si traduce in una graduale ma inarrestabile sostituzione della classe politica che sfasciato l’Italia con dei cittadini consapevoli che facessero entrare nelle istituzioni le voci di quelli che erano fuori. Tutto questo è anche mio, non vi è contrapposizione in questa linea. Per questo motivo, io non mi sono mai dimesso.

Non è vero che noi 4 espulsi abbiamo disatteso i nostri impegni con gli elettori. Noi abbiamo lavorato sodo (guardate la nostra attività su openpolis), noi abbiamo votato in aula secondo le indicazioni a maggioranza del gruppo, noi abbiamo tenuto i contatti con il territorio. E, sopratutto, noi ci eravamo impegnati a perseguire gli obiettivi con partecipazione di tutti a tutte le scelte, anche a quelle di governo e indirizzo del movimento (art. 4 del Non Statuto), nel pieno rispetto dell’uno vale uno.

Ci siamo accorti pian piano che così non è. La piattaforma che non arriva e quando è arrivata è un inutile commentario; vari post sul blog, spesso neanche firmati, che dettano la linea senza coinvolgimento alcuno dei portavoce men che meno degli attivisti; sfiducie a ministri non condivise dal gruppo, ed impeachment al Presidente preparato a tavolino negli studi dei legali di Casaleggio senza che i portavoce ne sapessero nulla; procedure di espulsione decise da non si sa chi e portate avanti con diffamazione e menzogne. Votazioni online indette con post di accompagnamento faziosi e fuorvianti, tradendo quel ruolo di garante che Grillo dovrebbe avere nell’esercizio della democrazia diretta (basta leggere il post con cui è stata annunciata la nostra votazione). In altre parole, vecchia politica. Proprio quella che volevamo cambiare.

Fino all’ultimo non ci ho voluto credere, fino all’ultimo ho tentato di far sentire la mia voce nelle assemblee interne (si interne, proprio così; non è vero che io non ne discutevo internamente, come si è voluto far credere) e fuori, perchè non c’era altra alternativa. I nostri non erano altro che campanelli di allarme, che, dispiace dirlo, sono suonati a vuoto. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Grillo ha tirato troppo la corda, e questa si è spezzata.

Ora, caro Marco, io non so con che metro tu valuti la dignità della persone, specie dalle colonne di un quotidiano a tiratura nazionale. Io non ho motivi per dubitare della tua buona fede, ma ritengo che ti mancavano delle informazioni per farti un quadro più preciso. Ho cercato di fornirtele qui, spero di esserci riuscito e di confrontarmi con te ancora.

Fabrizio Bocchino

mader

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Commenti

  • Marco Sorrenti  On 3 marzo 2014 at 09:29

    Premetto che sono contrario a grillo ed a m5s e che, nel passato, non c’ e’ mai stato un momento mio di simpatia verso questi soggetti. Fatta questa premessa vorrei aggiungere che credo nella correttezza del comportamento e degli intenti di F. Bocchino. Vorrei anche precisare che, della dichiarazione di cui sopra, ritengo errato il concetto espresso : ‘Il M5S non è uno scherzo, è qualcosa in cui la gente CREDE veramente, nel senso più alto e nobile del verbo credere. Qui sta la differenza con gli altri partiti, i cui ideali sono caduti uno dopo l’altro, e che causano un senso di smarrimento anche ai più convinti fra i loro attivisti.’. Pur non militando in nessun partito politico la mia esperienza mi porta ad escludere che, in tutti i partiti, gli ideali sono caduti uno dopo l’ altro. Questa e’ la sostanza del mio sentire e che mi ha portato ad escludere (al contrario di qualunque seguace m5s) che in questa entita’ politica sia la sede di una forza salvifica per il nostro paese.

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  • attilio cece  On 3 marzo 2014 at 10:28

    il ‘peccato originale’ sta nel fatto che il movimento è un partito ‘padronale’. E se non si fa quanto deciso dai due ‘guru’, questi se ne vanno e “portano via la palla”.
    Io pure avevo spearato nel nuovo…. ma la realtà che ho visto è deprimente: i grillioti sono solo marionette nelle mani di abili incantatori di serpenti!

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