CASALEGGIO: LA SFIDA FUTURA È TRA NOI E PD

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Potrà sorprendere, visti gli errori, le espulsioni, i dissidenti che approfittano e fanno un gruppo a parte; ma il cofondatore del Movimento cinque stelle è convinto che la loro creatura sia messa benissimo nel radicamento nella società italiana, e lo ha detto ieri, più o meno testualmente, con queste parole: «Alle europee possiamo superare il Pd, o almeno saremo nello stesso range». 

La conversazione è avvenuta, naturalmente al riparo da occhi indiscreti, nella sala riunioni della Casaleggio associati, a Milano, e ha visto seduti allo stesso tavolo Casaleggio e sei imprenditori italiani. Nomi non sempre noti, ma fatturati importanti, esempi tipici di quella media impresa a cui il M5S si rivolge molto esplicitamente con diverse promesse elettorali (taglio dell’Irap, abolizione dell’Imu sui capannoni, riduzione della pressione fiscale sulle imprese).

Tra di loro c’erano personaggi come Luca Rossetti, amministratore delegato della Fratelli Rossetti, un’azienda di calzature con un fatturato di sessanta milioni, Fabrizio Martin, titolare della Kris (un’importante azienda di costruzioni), Antonella Lattuada (che guida un’azienda leader specializzata in componenti meccaniche di precisione). C’era Arturo Artom, che ha già lanciato un network di imprese, Confapri, aperte al Movimento, anche nella speranza di una revisione delle politiche di mera austerità degli ultimi governi italiani. Si è parlato di cifre come quella sulle 47 imprese italiane che ogni giorno tuttora chiudono. Delle idee del Movimento, che ruotano tutte attorno alla riduzione della pressione fiscale (anche se non sono del tutto chiare le vie per ottenere le coperture dei tagli promessi; la sola sforbiciata all’Irap costerebbe, secondo stime non esagerate, 25 miliardi all’anno).

Ma la cosa più interessante rispetto ad altre occasioni (gli incontri sono ciclici, e non sempre è possibile ricostruirli) è che Casaleggio s’è messo a spiegare la «strategia» politica del Movimento. È bene che sia molto chiara. La possiamo riassumere, senza andare lontano dal testuale, con queste parole: «Anche nell’ottica della nuova legge elettorale – ha detto – le europee sono l’occasione per chiarire che la sfida politica futura, per noi, è tra M5S e Pd». È decisivo: a dispetto delle erronee letture che hanno idealizzato l’irrealistica teoria dell’alleanza possibile, per il cervello del Movimento la partita è «tutta contro» il Pd.

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Jacopo Iacoboni per La Stampa

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