CENSURA A 5 STELLE

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Ieri volto della televisione berlusconiana, oggi censore dei pentastellati. Rocco Casalino, ex concorrente del “Grande Fratello”, ha impedito al deputato del M5S, Danilo Toninelli di partecipare al programma di approfondimento politico, “Virus” su Rai2 condotto da Nicola Porro, per la presenza di un giornalista sgradito.

Il tentativo di “censura da soviet stalinista”, da parte di Casalino, come lo stesso porro ha denunciato era dovuto alla presenza del giornalista di “Libero” Filippo Facci.

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Già a inizio febbraio Rocco Casalino aveva occupato le cronache nazionali per i rilievi critici effettuati contro Daria Bignardi per la sua intervista ad Alessandro Di Battista. Ecco quanto scritto, sulla sua pagina Facebook Nicola Porro in merito all’episodio:

“Con gli amici della rete non si scherza. E dunque partiamo dalla questione ospiti. Quando giovedì abbiamo fatto il comunicato stampa erano previsti Nunzia de Girolamo di Ncd e Danilo Toninelli del M5s. Entrambi in studio. Accanto a loro Filippo Facci di Libero e il dg di Mac Donald’s Italia, Masi. Ve la faccio breve. Giovedì sera si sfila Nunzietta: scusatemi dice ma con un grillino non mi confronto. Lo sapeva da tempo, ma insomma avrà cambiato idea. D’altronde non ho avuto un secondo di esitazione nel rifiutarmi di far fuori, come si dice in gergo, il pentastellato. Primo si rispettano i patti e gli inviti e secondo Toninelli è vp della commissione bilancio e dunque perfetto per commentare insieme a noi le prime mosse di Renzi. Che poi era e sarà il tema della puntata. Insieme alla De Girolamo avevamo peraltro invitato Irene Tinagli di Scelta Civica, super esperta di temi del lavoro che sono poi la ciccia vera della nostra sofferenza sociale. Insomma il mix era, secondo noi ben confezionato: governo e opposizione, ma sui temi concreti. Non sul bla bla della politica. De Girolamo scortese e insicura, ma tutto sommato eravamo ancora in tempo per rimediare.
Il colpo di scena arriva a poche ore dalla messa in onda di stasera. Rocco Casalino, il pr del movimento, ci dice che i suoi (sic) non vogliono Facci. Ovviamente sapevano che c’era il giornalista in studio. E ovviamente così come ho difeso il pentastellato dalla De Gerolamo, a maggior ragione ho difeso un giornalista indipendente da questa censura preventiva da soviet stalinista.
Mi rivolgo al presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Roberto Fico, proprio del movimento cinque stelle: ma si rende conto che Virus ha sempre rispettato il pluralismo della politica, ha sempre ospitato i rappresentanti del 5 stelle, anche alle loro eccessive condizioni di ingaggio, non ha mai alzato i toni con nessuno e che deve subire una censura sugli ospiti giornalistici da tenere nel parterre di studio in funzione degli ultimi umori dei suoi rappresentanti? Che cosa avrebbe detto il medesimo Fico se Virus avesse accettato la censura sugli ospiti imposta che so da un deputato di FI o del Pd? Chieda, il medesimo Fico, come e quanto hanno potuto dire liberamente (come tutti peraltro) i suoi compagni di partito nelle ultime tre trasmissioni? Senza parlare delle due interviste in solitaria che sono state recentemente fatte.
Adesso cari amici di Virus, basta. Con gli stalinisti dell’informazione non si parla e non si concede più nulla. Se vogliono farsi contagiare da Virus lo devono fare alle condizioni di tutti gli altri politici. Ne più ne meno.
Passiamo alle cose serie. E dunque delle speranze alimentate dal governo Renzi. Sono ben riposte? Abbiamo uno bellissimo e crudo reportage sulle scuole italiane, quelle che meriterebbero secondo il governo una maggiore attenzione. In effetti vedrete che quadro ne esce. E poi sempre sulle scuole un fact cherking un po’ particolare con gli amici di pagella politica: cercheremo di valutare quattro luoghi comuni sull’insegnamento in Italia.
E poi un viaggio disincantato nella Calabria dell’ex sottosegretario Gentile e delle famiglie che contano. A Cosenza la ASL vale un miliardo di fatturato e seimila dipendenti, più della Fiat Mirafiori a Torino. E ci stupiamo che lì la politica abbia messo le mani?
Nel pubblico un gruppo di imprenditori, commercianti e artigiani che aspetta da anni di essere pagato dalla pubblica amministrazione. E poi un irriverente approfondimento sui nostri nove diversi sistemi elettorali. Chi ci capisce qualcosa è bravo o è D’Alimonte.
Ritorna come promesso il generale Pollari e oggi ci racconta come i servizi abbiano salvato l’Italia dal crescendo di rapimenti e attentati del post 11 settembre. Sgarbi e il suo quadro. E infine l’intervista all’uomo che vende il riso ai cinesi. Il dottor Scotti, che non è Jerry.
A più tardi”.

mader

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