LE SPESE FOLLI DEI PARLAMENTARI GRILLINI

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Il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo ha sempre fatto della trasparenza e della lotta contro gli sprechi una delle sue battaglie principali. La campagna elettorale, infatti, è stata improntata proprio su questi temi, tra cui l’abolizione dei rimborsi elettorali e il dimezzamento degli stipendi dei parlamentari. Dopo un anno di attività politica basata sull’opposizione tout court, espulsioni e litigi interni, i dettagli delle loro spese vengono messi online, per la pace di ogni attivista stellato che voglia controllare i suoi parlamentari. Sebbene ci siano molti grillini virtuosi, a quanto pare la gestione dello stipendio non è sempre un’attività cristallina, ci sono alcune zone grigie.

Così come si può evincere dal sito internet tirendiconto.it, molti parlamentari grillini si danno alle spese folli, ma andiamo con ordine. Una delle regole fondamentali che si è imposto il Movimento è quella di rendicontare le entrate e le uscite, documentarle e postarle sul sito.

Ma pare che ben 11 parlamentari pentastellati se ne siano dimenticati. A non pubblicare le loro spese tra novembre e dicembre 2013 sono: Bonafede, Ciampolillo, Cotti, Dall’osso, Del Grosso, Di Benedetto, Lezzi, Montevecchi, Mucci, Puglia e Taverna.

Invece, i seguenti grillini, ad oggi, si sono fermati al rendiconto di novembre, escludendo quindi i mesi a seguire: Micillo, Pepe. Il caso più eclatante è quello che riguarda Serenella Fuksia che non pubblica nulla da maggio 2013. [Edit 19/03/2014 le persone qui citate hanno inserito la rendicontazione appena dopo l’uscita dell’articolo, controlleremo, quindi, anche i loro conti.]

Grazie alla trasparenza che ostentano, è possibile, sempre sul sito, verificare i numeri delle ingenti spese sostenute dai grillini tra giugno e dicembre 2013.

– Alloggio

Per quanto riguarda le spese d’alloggio, i parlamentari che spendono di più sono: Agostinelli Donatella con € 1.800,00 al mese di pigione, strane le cifre che riguardano Cioffi Andrea che a novembre rendiconta come spese iniziali ben 5.400,00€. Fra i conti di Colonnese Vega, invece, appare come spesa iniziale, nel mese di luglio, la cifra di 6.213,60€. Non si sa bene dove abiti Crippa Davide, che spende 11.420,00€ in sette mesi e rendiconta quattro spese iniziali per un totale di 4.227,20€, che sommati alla prima cifra ammontano ad un totale di 15.647,20€. Un sorriso per Toninelli Danilo che dissemina le spese d’affitto su 3 voci distinte, riuscendo a spendere in 7 mesi la modica cifra di €13.193,02.

– Trasporto

Non passano inosservate, comunque, anche le spese relative alla voce trasporti, tra le più elevate quelle di Baroni Massimo che per muoversi spende un netto di €3.633,30. Si posiziona al secondo posto del podio Ruocco Carla, grazie ad una cifra leggermente inferiore (€3.543,45). Ultimo dei tre, risulta Pisano Girolamo, con i suoi €3.462,06.

– Vitto

Le cifre più consistenti, oltre a quelle dell’alloggio, riguardano il vitto. Si sa, l’Italia è il Paese della buona cucina, ne sapranno qualcosa i parlamentari Cataldo Nunzia, che a Luglio ha speso €1.754,07 e Segoni Samuele che a settembre ha speso €1.730,99. Per quanto riguarda le spese totali più corpose, invece, che comprendono il periodo giugno – dicembre 2013, i parlamentari grillini meno oculati sono Cecconi Andrea (€7.515,14) e Chimienti Silvia (€7.214,61). Tuttavia, analizzando i dati, oltre 10 parlamentari risultano superare la soglia dei 5.000,00€ complessivi.

– Rimborsi

Passiamo ora al tema più caro ai grillini, i rimborsi. Anche tra i pentastellati ce ne sono di chilometrici. Sul sito possiamo vedere che ci sono ben 9 parlamentari che hanno percepito rimborsi totali oltre i 2.000,00€, ma si distingue tra tutti il grillino Castaldi Gianluca che scavalca tutti con i suoi 6.689,69€. Un caso particolare è quello che riguarda Fattori Elena, la quale rendiconta un totale di €3.175,50 (ha pubblicato le cifre sostenute solo nei primi 5 mesi dall’inizio della sua attività da parlamentare) benché sia residente a Genzano di Roma. Nonostante ciò, la Fattori non porta il conto delle spese d’affitto, anche se aggiunge un totale di €330,00 come spese iniziali di locazione e €516,00 di spese varie di locazione (forse hotel).

– Taxi

Il Movimento 5 Stelle, che porta nei suoi programmi elettorali la sostenibilità ed elogia i parlamentari esteri che raggiungono il Parlamento con i mezzi pubblici, dovrà rivedere le sue basi, visto che tra le spese più pazze risaltano quelle per la voce “Taxi”. La parlamentare De Pietro Cristina preferisce la comodità e, infatti, il valore complessivo delle cifre rendicontate ammonta a €5.090,15 (solo a novembre €1.713,69); il grillino Girotto Gianni spende, invece, un totale di €4.231,90 (solo a luglio €1.168,80).

Evidentemente per alcuni grillini è sconosciuta la possibilità di acquistare l’abbonamento annuale per il trasporto urbano nella città di Roma. E’ questo il caso di Lezzi Barbara, che per spostarsi spende ben €2.340,12 (cifra totale tra giugno e dicembre 2013).

Dall’analisi dei dati sul sito, le cifre rilevanti risultano essere quelle sostenute da Nesci Dalila, che spende in totale € 1.606,88 per il nolo di un’auto, rendiconta € 1.230,18 di rimborsi chilometrici, spende in taxi € 1.423,90 e € 28,00 di trasporto urbano, per un totale complessivo in 7 mesi di € 4.288,96 (€ 612,71 al mese di media). Castaldi Gianluca spende in totale € 1.353,94 per il nolo di un’auto, rendiconta € 6.689,69 di rimborsi chilometrici, spende in taxi € 655,70 e € 184,80 di trasporto urbano, per un totale complessivo in 7 mesi di € 8.884,13 (€ 1.269,16 al mese di media).

Nonostante ciò, non si può comunque evitare di citare i parlamentari grillini più virtuosi, i dati di chi ha ‘restituito’ di più riguardano Nugnes Paola (€ 40.803,47); Lombardi Roberta (€36.889,91); Lucidi Stefano (€35.813,42); Dall’Osso Matteo (€ 20.568,01) e molti altri. Certo, poi ci sono quelli che hanno restituito di meno, stiamo parlando di: Pepe Bartolomeo (€ 9.768,82); Tacconi Alessio (€ 9.919,40); e così via.

Ricordiamo tutti quando Roberta Lombardi in diretta streaming con Pierluigi Bersani si vantò di essere “le parti sociali”, di rappresentarle e di convogliare nel Movimento i loro interessi. Infatti, da lì in poi i grillini vollero farsi chiamare “Cittadini” e non parlamentari, per rafforzare la distinzione tra loro e gli altri partiti. Una questione di immagine, di marketing e di comunicazione, perché, personalmente, un cittadino, magari lavoratore o in cassa integrazione, di certo non lo vedrei spendere in 7 mesi più di 5.000,00€ di vitto. Così come la casalinga che, non trovando lavoro, deve rendicontare, lei sì, lo stipendio del marito cercando di tirare la cinghia per arrivare a fine mese. Allo stesso modo, lo studente, magari appena laureato, che non trova sbocchi, di certo non lo immagino a sperperare i propri risparmi per un alloggio per cui dovrebbe spendere oltre 1.300,00€ mensili.

La trasparenza è un fatto positivo, su questo non si discute, tuttavia sembra essere un’arma a doppio taglio, soprattutto per chi fa della propria attività politica la battaglia contro gli sprechi.

Si specifica che l’inchiesata è stata fatta sulla base di un calcolo di foglio excel, facendo rientrare tutti i dati disponibili e pubblici del sito http://www.tirendiconto.it

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Luca Mullanu per Libero Pensiero

 

 

 

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