IL GRILLINO-AGENTE: «ERO AL G8 E NON RINUNCIO A CANDIDARMI»

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«La storia venuta fuori del G8, pubblicizzata da “antagonisti del Moviemnto 5 stelle”, se possiamo chiamarli così, non è inventata. Io nel 2001 ero in missione con la Polizia penitenziaria a Forte San Giuliano, e non a Bolzaneto, e per tre giorni siamo stati circondati da 150mila pacifisti». Nelle parole di Nicola Di Michele, ispettore della polizia penitenziaria tutto il disprezzo per chi andò a Genova nel 2001 a manifestare per un altro mondo possibile e oggi lo contesta come candidato a sindaco di Termoli per conto del partito-azienda di dell’ex comico Grillo e dell’imprenditore Casaleggio. D’altra parte, la carriera politica di Di Michele è iniziata nell’Udeur di Mastella, uno dei partiti più ostili all’idea che un’inchiesta parlamentare con tutti i crismi provasse a far luce sulla mole di violenze e abusi senza precedenti che tutti i corpi di polizia commisero a Genova in quel luglio.

Dopo la denuncia di Popoff, tuttavia, le prime dichiarazioni di Di Michele sono state per dire che non rinuncia a correre da aspirante sindaco. Di Michele non conferma – e il cronista forse non glielo ha chiesto – se davvero fu schifato da quello che vide a Genova nel 2001 ma vale la pena ricordare che Forte San Giuliano è il comando provinciale dei carabinieri e fu, con Bolzaneto, uno dei siti designati per far convergere le retate di manifestanti da smistare in prigioni lontane dalla città.

Anche Forte S.Giuliano era dunque un buco nero dove vennero portati i manifestanti a subire un trattamento simile a quello di Bolzaneto. Sulle scale della caserma vennero immortalati diversi carabinieri mascherati da black bloc. E lì dentro, a portare il saluto del governo all’Arma, passarono Fini, vicepremier e un deputato di An, Ascierto Filippo, ex carabiniere. Da Forte S.Giuliano partì probabilmente l’ordine illegittimo (come ha appurato la magistratura) di caricare il corteo di Via Tolemaide che scendeva, regolarmente autorizzato, verso la zona rossa. Ne scaturirono due ore di violenze culminate con l’omicidio da parte di un carabiniere di Carlo Giuliani. Nel Forte sostarono Placanica e gli altri cc coinvolti nell’omicidio di Piazza Alimonda, dopo l’omicidio, per almeno un’ora prima di recarsi al pronto soccorso. Come reagirà il corpaccione della rete grillina? Vincerà l’anima populista e reazionaria del movimento oppure ci sarà un sussulto di vago progressismo?

mader

Ercole Olmi per Pop Off

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