I DIFFIDATI DAL M5S ESCLUSI DALLE EUROPEE

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A Bologna diversi attivisti non hanno potuto accedere al sistema utile per la presentazione delle candidature. Il tutto avviene senza preavviso e senza chiarimenti: anche in Abruzzo.

«Io non riesco ad entrare nel sistema che succede?», il dramma di qualche iscritto a 5 Stelle si consuma così, nel silenzio, all’interno dei meetup sparsi in rete. A Bologna in diversi hanno lamentato alcuni problemi di accesso al sistema. Nulla che può avergli permesso la propria presentazione di candidatura alle Europee. Beppe Grillo nel suo post è stato chiaro. Potranno essere candidati tutti gli iscritti al MoVimento entro il 31 dicembre 2012 non “diffidati” dall’uso del simbolo dall’ex comico genovese. Ma diffidati in che senso? Anche perchè alcune delle persone che hanno avuto problemi con il sistema erano in “collisione” con gli attuali consiglieri 5 Stelle. A denunciare per primo in rete il blocco è il critico Andrea Cabassi.

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BOLOGNA TERRA DI DISSAPORI -Senza preavviso, senza notifiche. «Ho usato l’ultima volta il mio account per votare la legge elettorale, il punto sulla percentuale di sbarramento. E lo uso costantemente ogni volta che posso», incalza uno dei “vietati” nel meet up bolognese. Nella terra dei consiglieri Bugani e Piazza parlammo un po’ di tempo fa della chiusura del forum attivi. Ora si discute in un altro spazio privato mentre risulta aperto ai più il mu Amici di Beppe Grillo Bologna. Ma sotto le due torri non tutto scorre tranquillo. Qualche giorno fa tre consiglieri del quartiere Navile, eletti con i 5 stelle, hanno scelto di abbandonare in massa il MoVimento. Michele Onofri, già autosospesosi, Marco Badiali e Francesco Moretti hanno optato per l’abbandono e con un comunicato congiunto: «Ieri sera – spiegarono – al Consiglio di Quartiere del Navile abbiamo comunicato ufficialmente il cambio del nome del gruppo consiliare, da “Movimento Cinque Stelle” a “Laboratorio Navile”». Il tread nel forum degli espulsi (a loro insaputa) va avanti per due pagine tra dubbi degli attivisti sul funzionamento o meno della piattaforma

CHE SUCCEDE? – Qualcuno, dopo ore di discussione, ammette che è riuscito a loggarsi, altri no. «Mi hanno cancellato dal portale…da so.. ho chiesto spiegazione …ma penso l’unica spiegazione sia questa», incalza un utente linkando una pagina di Repubblica Bologna che racconta della situazione con tanto di altri nomi e cognomi:
Epurati come lui anche tanti altri attivisti storici di Bologna, come Renato Padoan, Nicola Atzeni, Bruno Barbieri. Chi lo ha deciso? Come mai?
Il problema è che nessuno sapeva nulla e a quanto pare nessuno si è preoccupato dei problemi riscontrati dal gruppetto di attivisti. «Non ho avuto alcuna segnalazione da nessuno», precisa a Giornalettismo uno degli utenti che hanno avuto problemi. Nel mentre le ore passano e il termine per presentare nome e cognome per le Europee scade. Problemi tecnici? Probabile. Il pasticcio, a quanto pare, non è solo bolognese.

SU LEX SÌ SU CANDIDATI NO – Un dissidente abruzzese spiega che anche lui non è potuto entrare nella sezione candidati. «Nel sistema operativo entro – racconta – solo per mettere un voto, ma sono escluso dalle competizioni di rappresentanza politica. Io mi sono iscritto al blog prima del 2012 e ho fatto richiesta di certificazione a dicembre 2012 perché mi chiesero di fare il rappresentante di lista. La certificazione mi è arrivata dopo 5 mesi». Su Lex, per disegni come la legge elettorale, può esprimersi. Per candidature varie però no. «Il candidato governatore – precisa – non l’ho potuto votare». Utenti iscritti a metà. «Non sono stato né contattato né avvisato», racconta lui, in una regione dove lo scontro interno è stato piuttosto alto negli ultimi mesi. In altre zone, dove le sfiducie territoriali verso i parlamentari a Roma hanno creato scompiglio, scorre tutto liscio. Nulla di anomalo a Napoli e Palermo. Buganiani, favaniani, chi è dentro il MoVimento non ama sentire queste definizioni. Nel tread emiliano c’è chi dubita che si tratti solo di problemi del sistema. Una delle persone che è stata cancellata si sfoga così con i “compagni” in rete: «Fa comodo dire che a Bologna comandano un pugno di persone che ormai non centrano più nulla coi principi di noi del MoVimento 5 Stelle? Direi di no, infatti i link che documentano questa affermazione vengono puntualmente rimossi e censurati. Ad majora, buganiani!». «Siamo un pochino meno – disse non molto tempo fa Grillo – ma molto, molto più coesi e forti». Il problema è che a Bruxelles si dovrà esser molti di più. Il numero minimo di deputati richiesto per costituire un gruppo politico è fissato in 25 deputati, provenienti da almeno un quarto degli stati membri (attualmente sette). Ora la palla passa oltre lo stivale: perché solo lì si potranno trovare le forze per un gruppo autonomo. Altrimenti? Si dovrà ricorrere ad alleanze, mossa che il Capo del MoVimento non sembra considerare.

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Stefania Carboni per Giornalettismo

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