BEPPE GRILLO ALZA I TONI PER ARRIVARE PRIMO ALLE EUROPEE

grillo-matteoderricoPer arrivare primo alle Europee, Beppe Grillo deve alzare i toni. Alza che ti rialza, però, arrivi a chiederti «a quando il reato penale per menzogna pubblica aggravata? Renzie andrebbe subito al 41 bis». E’ vero lo dice a Napoli durante il suo spettacolo, nei panni di comico dunque, ma ormai da tempo Beppe è un leader politico.

E lo strilla dopo aver già detto che «Renzi è invecchiato precocemente». E dopo aver così invitato gli elettori: «se non siete onesti, intelligenti e democratici votate lui». E prima di lanciare l’hashtag su twitter, in polemica con la modifica del 416 ter: «Con Silvio e Renzie #mafiosostaisereno».

Intervistato da Servizio Pubblico di Michele Santoro, Grillo ha negato di essere l’antagonista di Matteo: «i veri antagonisti di Renzi» ha detto serio «sono tre: la democrazia, l’intelligenza e l’onestà». Nega, insomma, confermando. E muovendo forti accuse. Nega ma ribadisce, ridendoci su, come fa in questo video , immortalato in autogrill mentre nasconde su un espositore il libro sul premier “Renzi il conquistatore” dietro ad una copia di “Ladri” di Stefano Livadiotti.

Nel movimento Cinque Stelle ci credono: «Arriveremo primi». «Vinceremo noi, sicuro» assicura il leader abbracciato a una colonna di Pompei, durante la visita agli scavi: «Non abbiate dubbi». «Se portiamo un parlamentare in più del Pd abbiamo vinto le elezioni» fa i calcoli. Ci credono ma sono anche consapevoli che la sfida è tutta aperta e in salita. E che è a due.

«Ormai raccontano balle con l’intensità di una mitragliatrice» scrive infatti dei democratici Grillo sul blog: «Laddove Berlusconi ne sparava una al giorno, gli emuli dell’Ebetino di Firenze non si pongono limiti. La contaballe del giorno è la Picierno». Pina Picierno, deputata Pd e responsabile legalità del partito, giudicata colpevole di aver difeso durante la trasmissione di Santoro le riforme del premier. La senatrice del Pd Stefania Pezzopane riassume le repliche dei democratici: «Al di là dell’ostentata certezza di vincere, Grillo teme elettoralmente Renzi e il partito Democratico. E fa bene».

Renzi contro Grillo, dunque. Con buona pace di Silvio Berlusconi. Questa è la sfida delle Europee. Perché Berlusconi è troppo affaticato, politicamente. E perché sì, dice bene Matteo Renzi quando ricorda che «alle Europee si vota per l’Europa», ma è inevitabile e tipicamente italiano che si trasformino in una sorta di elezioni midterm. E che sia quindi una contesa tra il premier e la principale forza di opposizione parlamentare.

Nell’ultimo sondaggio Ixé realizzato per Agorà, Berlusconi è ai minimi storici. L’ex Cavaliere si fermerebbe al 16,9 per cento, perdendo altri due punti in una settimana. E’ lontano dal 25,5 per cento su cui si assesta il Movimento 5 stelle, e lontanissimo dal Pd che doppia i berlusconiani, al 32,8 per cento.

«Ci sottostimano sempre» dice inoltre Grillo, che a Repubblica ha spiegato di puntare al voto di chi va al seggio «per annullare la scheda». «Sono due milioni di voti, se li prendiamo vinciamo noi». Luigi Di Maio lo ripete: «sono gli stessi sondaggi che ci davano al 18 per cento prima delle elezioni nazionali». Si può vincere, quindi. E se per vincere bisogna urlare, pazienza. Tanto ormai lo fanno tutti. Lo fanno anche i democratici, quando insistono nella retorica di Renzi ultima chance. L’ormai ex sindaco di Bari e prossimo eurodeputato Michele Emiliano, ad esempio, ospite in tv de ‘La Gabbia’ ha ricordato il miglior Bossi: «o prendiamo i fucili o cambiamo con Renzi» ha detto, precisando subito dopo che intendeva dire che parlava in generale e che «Renzi è l’ultima occasione».

«Siamo a una polarizzazione» dice all’Espresso Roberto Weber, il presidente dell’istituto Ixé. E «più alza i toni in opposizione a Renzi e più Grillo rappresenterà l’alternativa per chi è saldamente di “antisinistra”». Il motivo è semplice: «l’opposizione a Renzi la fa lui» e quindi lui raccoglie i frutti.

«Se vinciamo noi chiederemo a Napolitano di sciogliere le Camere» dice Alessandro Di Battista, leader in seconda dei 5 stelle. E non è un caso. Perché va bene l’Europa, ma lo scontro è con Renzi.

Napolitano, giorgio napolitano, luca sappinomader

Luca Sappino per l’Espresso

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