I GIORNALISTI DI REPUBBLICA A GRILLO: “DICE BUGIE SU NOSTRI CONTI. E LE INCHIESTE GLI FANNO PAURA”

beppe-grillo-matteoderrico“Nella sua intervista al Fatto Quotidiano Beppe Grillo afferma che i mezzi di comunicazione del Gruppo Espresso, presieduto dall’Ingegner De Benedetti, perdono ‘centinaia di milioni di euro l’anno’. Come ampiamente noto, si tratta di una informazione falsa”. Così, in una nota, il Gruppo Espresso risponde alle parole di Beppe Grillo sul Fatto quotidiano di oggi. Ricordando che che “Il Gruppo ha sempre registrato utili e non perdite, nonostante la crisi economica e di settore che ha colpito gravemente l’editoria. E ciò senza essere beneficiario di contributi pubblici”.

E ancora: “Quanto alle inchieste giornalistiche è evidente che esprime fastidio chi ha qualcosa da nascondere. I mezzi di comunicazione del Gruppo Espresso lavorano quotidianamente con impegno e serietà per fornire ai propri lettori informazioni, idee e spunti di dibattito, esercitando – insieme a tutti gli altri media nazionali – la propria funzione nel sistema democratico italiano”.

Nell’intervista al giornale di Padellaro e Travaglio il capo politico dei Cinque Stelle aveva detto che i “giornali di De Benedetti” stanno producendo dossier contro Casaleggio.

Nei giorni scorsi il guru del Movimento aveva parlato di “dossier in preparazione su di me, sulla mia famiglia e sulla mia società, come già accadde l’anno scorso” in un post sul sito di Grillo dal titolo “Professionisti del fango”.

Il comunicato del Cdr di Repubblica. “Con sprezzo del ridicolo, che conferma, ammesso ce ne fosse bisogno, la qualità dei suoi argomenti, Beppe Grillo, in un’intervista al Fatto quotidiano cui viene data la dignità dell’apertura e del titolo di testata del numero in edicola oggi, indica l’Editore di Repubblica quale mandante di misteriosi dossier contro il suo guru Casaleggio e, contestualmente, i giornalisti dell’intero Gruppo l’Espresso (dunque anche la redazione di questo giornale) quali volontari e supini propalatori di tale fango. Buon senso consiglierebbe di non replicare a tale paccottiglia. E tuttavia ci sentiamo obbligati a segnalare all’uomo, due o tre cose sulla redazione di Repubblica e la sua integrità. Non fosse altro per evitare che il silenzio venga confuso con cattiva coscienza.

E dunque:

a) I giornalisti di Repubblica fanno del giornalismo, che può piacere o no, ma che è, resta e resterà giornalismo. Senza eccezioni. E questo vale e continuerà a valere dunque anche per Grillo, Casaleggio e il suo M5S.

b) In democrazia e in un Paese libero, raccogliere informazioni su un protagonista della vita pubblica, e sugli aspetti di rilevanza pubblica che l’opinione pubblica ha diritto di conoscere, non ha nulla a che fare con il dossieraggio. E in proposito, consigliamo a Grillo di andare a riprendersi qualche numero passato di Repubblica quando i suoi giornalisti, in splendida solitudine, smascherarono chi, come, quando e perché avvelenava la vita pubblica con i dossier. Indicando fatti, documenti, nomi. Erano tempi in cui Grillo faceva ancora il comico e si preparava a raccogliere i dividendi di quello svelamento.

Vorremmo infine dare una notizia a Grillo e a quanti, come lui, vivono con fastidio il giornalismo non genuflesso. Come ogni politico che ha calcato la scena pubblica, Grillo e il suo M5S passeranno. I giornali resteranno. La redazione di Repubblica continuerà a fare il suo lavoro senza lasciarsi né distrarre, né intimidire, né condizionare nel suo giornalismo da chi distilla veleni.

Il comunicato del Cdr de l’Espresso. Oggi in un’intervista in prima pagina sul “Fatto Quotidiano” il capo politico del Movimento Cinque Stelle, Beppe Grillo, ha attaccato l’editore del Gruppo Espresso e tutti i giornali del Gruppo (dunque anche il nostro settimanale, “L’Espresso”).

Grillo ha prima mentito sui dati economici (il Gruppo non perde “centinaia di milioni di euro l’anno”, come sostiene il politico, ma è una delle poche aziende editoriali italiane ancora in utile, nonostante la grave crisi del settore); infine ha indicato il presidente del Gruppo come “mandante” di un misterioso “dossier” contro Gianroberto Casaleggio, co-fondatore del M5S.

Le dichiarazioni di Grillo sono inaccettabili. Il Cdr dell’Espresso ricorda a Grillo che “L’Espresso” non ha mai prodotto dossier su fantomatici nemici politici; da decenni, semplicemente, fa giornalismo, pubblicando servizi e inchieste sul potere. Da chiunque sia incarnato: dalla destra berlusconiana, dal Pd, ora anche dal M5S, primo partito italiano alle ultime elezioni politiche.

In democrazia non si dovrebbe confondere il dossieraggio e la diffamazione tout-court con l’inchiesta giornalistica. Che ha il compito di mettere in rilievo i fatti di interesse pubblico che riguardano tutti i protagonisti della vita politica. Dunque, anche i leader del M5S. A meno che Grillo non preferisca davvero che i giornalisti che non gli piacciono, come ha scherzosamente detto qualche giorno fa, siano messi “dietro le sbarre”.

mader

 la Repubblica

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