WEB E POLITICA, GLI AFFARI DI CASALEGGIO

gianroberto_casaleggio_matteoderricoAffari, politica e sospetti. Torna alla ribalta la Casaleggio Associati, la società che gestisce il blog di Beppe Grillo e le operazioni sul web del MoVimento 5 Stelle. Proprio Gianroberto Casaleggio, l’uomo che ha «inventato» la seconda vita del comico genovese, ha lanciato l’allarme dossier. Grillo ha fatto anche nomi e cognomi: in un’intervista al Fatto quotidiano ha indicato Carlo De Benedetti come «mandante» di un attacco imminente al guru del MoVimento. E allora andiamo a vedere i conti della Casaleggio Associati srl, che ha sede a Milano a due passi dalla casa dove abitò Alessandro Manzoni.

È stata fondata il 22 gennaio 2004, quando Casaleggio, fino ad allora manager della Olivetti-Telecom, decise di mettersi in proprio. Con lui c’erano quattro soci, tra cui il figlio Davide. Nei primi anni gli affari sono andati molto bene. Del resto il blog di Grillo ha scalato le vette internazionali, portando il comico genovese tra i primi dieci blogger del mondo. Fino a pochi anni fa Grillo non era il solo cliente della Casaleggio. Tra i tanti c’erano anche Antonio Di Pietro e, qualche anno dopo, lo stesso Fatto quotidiano. Entrambi si sono allontanati dal guru per mantenere un’autonomia che, evidentemente, non era assicurata dalla gestione «invasiva» del guru a 5 Stelle. Ma i conti della società sono stati sempre molto positivi. Fino a quando l’impegno politico del comico ha cambiato passo.

Guardando i bilanci, si nota che i guadagni di Casaleggio e company sono stati inversamente proporzionali alle vittorie del MoVimento 5 Stelle. Più voti per gli attivisti, meno soldi per la società. Anche se nei documenti economici non sono distinti i guadagni del web da tutti gli altri. E questo, inevitabilmente, crea delle ombre.
Il 4 ottobre del 2009, il giorno di San Francesco, Grillo e Casaleggio hanno fondato il «non partito». Il successo è arrivato alle Amministrative del 2012, con la conquista di Parma e di altre cittadine. Il vero e proprio boom c’è stato alle Politiche dell’anno successivo: 25,5 per cento. In questi anni non sono mai mancate polemiche e sospetti sulla gestione del MoVimento e sugli incassi della società di strategie di Rete. Tanto che uno dei soci, Enrico Sassoon, stufo dei continui attacchi e delle false accuse, ha venduto le sue quote nel settembre del 2012.

Stavolta, invece, è stato Casaleggio a mettere le mani avanti: «In questo periodo, giustappunto prima delle elezioni, so di dossier in preparazione su di me, sulla mia famiglia e sulla mia società, come già accadde l’anno scorso. Voglio anticiparli, nelle prossime settimane rilascerò alcune interviste a giornalisti indipendenti (sì, esistono anche se sono una percentuale infinitesimale) e non risponderò a nessuna domanda pubblica tesa a screditarmi» ha scritto il manager in un post pubblicato sul blog del comico. «Invito i professionisti del fango – ha aggiunto – a non perdere il loro tempo e di non farlo perdere a me con delle querele. Alla Camera di commercio di Milano sono acquisibili i bilanci pubblici della mia società».

Eccoli. Al 31 dicembre del 2007, quando ancora non c’erano nemmeno le liste civiche «certificate» dal blog, la Casaleggio Associati srl (con un capitale di 10 mila euro) aveva un utile di 668 mila euro e 78 centesimi. In miglioramento rispetto a quello registrato nel 2006, pari a 612.983. Il giro d’affari era 2 milioni e mezzo di euro (nel 2006 quasi 2 milioni e 800 mila euro). Nel 2008 il bilancio peggiorava anche se il risultato aziendale continuava ad essere positivo e si attestava a 310 mila 408 euro (con un volume d’affari di poco superiore a 1.760.000 euro). Il bilancio al 31 dicembre 2009 si è chiuso con un utile di 118.698 euro. Il giro d’affari è diminuito a poco più di 1.600.000 euro. I guadagni della Casaleggio Associati sono scesi anche l’anno successivo. Mentre il MoVimento 5 Stelle lasciava il segno in politica. L’utile del 2010 è stato pari a 86.815 euro. Nel 2011 il bilancio in rosso. La perdita è stata di 57.807 euro. I crediti vantati erano poco più di 319 mila euro, i debiti superavano i 420 mila. Il volume d’affari è stato di 1.380.858 euro.

Adesso torna il segno positivo. L’ultimo bilancio (2012) si è chiuso con un utile di 69.502 euro. I dipendenti sono dieci e le quote sono così divise: Gianroberto Casaleggio ha il 30 per cento, il figlio Davide la stessa percentuale, Mario Bucchich e Luca Eleuteri il 20 per cento ciascuno. Questi ultimi erano colleghi di Gianroberto alla società Webegg, controllata da Telecom.

In questi anni pochi hanno creduto alla versione di Casaleggio che in una lettera al Corriere della Sera si è definito «un comune cittadino che con il suo lavoro e i suoi (pochi) mezzi cerca, senza alcun contributo pubblico o privato, forse illudendosi, talvolta forse anche sbagliando, di migliorare la società in cui vive». L’ha detto più volte anche Beppe. Il 22 settembre 2012, a Parma, precisò: «Parlano di poteri forti, di chi c’è dietro Grillo, ma dietro di me ci sono io, dietro Casaleggio c’è Casaleggio con una piccola azienda che adesso è anche in perdita». Del resto, aggiungeva, «qui ognuno si gioca qualcosa». Ora Grillo avverte: «Continuano a fare dossier su di me, poi li farò io». I critici continuano a porsi alcuni interrogativi. Tra cui, possibile che la pubblicità sul blog di Grillo e tutti gli altri ricavi generino soltanto 1.348.918 euro, come è scritto nell’ultimo bilancio?

mader

Alberto Di Majo per Il Tempo

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