ELEZIONI EUROPEE, TUTTE LE PREOCCUPAZIONI DI GRILLO

beppe-grillo-matteoderricoIl blog, i candidati, le riunioni in spiaggia e a Milano, lo spettacolo «Te la do io l’Europa» che fa il pienone nei palazzetti (questa sera è il turno della tappa di Milano). Si lavora duro nel M5S per portare i pentastellati a Bruxelles. L’obiettivo è ambizioso: si mira al 30 per cento, con Grillo che ribadisce come all’ultime amministrative: «Se non vinciamo me ne vado». In realtà per Grillo e Casaleggio basterebbero le cifre di cui parlan0 i sondaggi (Piepoli li dà al 23%, Pagnoncelli al 21.2%, Weber addirittura tra il 24.6 e il 25.5% ). Ma le preoccupazioni non mancano.

Effetto déja vùù. A dare qualche grattacapo alla Casaleggio Associati è l’effetto déjà vu sui candidati: alcuni (con qualche eccezione come il trevigiano David Borrelli con un lungo curriculum tra le file grilline ) sono perfetti sconosciuti, non hanno lavorato sul territorio come ha fatto notare il sindaco di Parma Federico Pizzarotti che già criticò il metodo di selezione per le politiche. Altri hanno curriculum buoni, master, esperienze di lavoro all’estero. Ma non sono grillini nel modo che piace a Grillo e Casaleggio. Sono persone che stanno cercando un’occasione e che vogliono un lavoro. Ma che una volta eletti potrebbero “tradire” proprio come fecero i senatori dissidenti. Certo, ora i due fondatori hanno messo la clausola dei 250 mila euro e chi non rispetta il regolamento, paga la multa. Ma non è detto che a livello legale possano in caso di defezioni esigere davvero il versamento di questa cifra. Difficile dunque prevedere con esattezza cosa succederà. Intanto sono stati messi in campo 40 comunicatori, tra parlamentari, staff e consiglieri. Un dispiegamento di forze notevole che rischia forse di lasciare sfiancato il movimento a livello nazionale. E che lascia qualche strascico. Come nel caso del dj della web tv La Cosa Matteo Ponzano che prima se ne è andato in polemica con i compensi della Casaleggio Associati e poi ha tentato di candidarsi, senza successo.

Dissidenti e pontieri, un fronte ancora aperto. Ma non solo. A dare qualche preoccupazione è anche la situazione romana. Primo su tutti l’avvicendamento del capogruppo al Senato. Il rischio – secondo i ben informati – infatti è che a ricoprire questa carica sia Elisa Bulgarelli, invisa ai fedelissimi e poco gradita a Milano e Genova. Resta inoltre aperto il fronte dei dissidenti, con i fuoriusciti che premono su quelli rimasti perché escano allo scoperto aiutati dai pontieri del Pd. E se per il momento è tutto fermo in vista delle elezioni, l’elenco di chi “dissidente” anche all’interno, seppur in modo meno plateale di quanto fecero Battista e Orellana, non è finito. E il regolamento di conti probabilmente nemmeno.

Elisa bulgarelli, Altro strappo che sembra per il momento ricucito è quello con Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, spesso su posizioni critiche rispetto ai metodi di Grillo e Casaleggio. E non basta che il sindaco abbia di recente su Facebook assunto toni più concilianti, per i fedelissimi lui è già fuori. Ed è solo questione di tempo perché si consumi il divorzio. Una pace armata, insomma. Che potrebbe rompersi all’indomani delle elezioni europee.

mader

Marta Serafini per Corrire della Sera

 

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