CASALEGGIO LICENZIA PIZZAROTTI: “CHI NON MANTIENE GLI IMPEGNI DEVE ESSERE CACCIATO”

gianroberto-casaleggio-matteoderricoGianroberto Casaleggio, cofondatore del Movimento 5 Stelle esprime la sua idea di democrazia diretta in un’itervista, nel giorno di Pasqua, al Fatto Quotidiano: “Pacta sunt servanda. Le espulsioni sono il risultato di questo principio. Pizzarotti? Se io dico che chiuderò un inceneritore, o lo chiudo oppure vado a casa”.

I passi che interessano il sindaco di Parma:

Federico Pizzarotti piace a Di Maio, ma anche a Favia, e a Parma piace ai cittadini di ogni partito. Ma per voi sembra invece essere un problema. Ha detto di non aver capito il motivo per cui si è arrivati alle espulsioni.

Ognuno ha le sue idee, non è che possa cambiare quelle di Pizzarotti. Ma il problema è uno solo. Tu nei confronti dei cittadini hai degli impegni. Gli impegni sono di una condotta lineare all’interno del movimento. E poi: pacta sunt servanda. Se io prendo l’impegno di chiudere un inceneritore o lo chiudo o vado a casa.

Ci pare che ci abbia provato. Cosa doveva fare? Farlo esplodere?

Qui il discorso è molto semplice: tu vieni eletto per fare una cosa, non ci riesci. Ne prendi atto. Non è mica detto che sia colpa tua.
Ma non dovrebbe essere la base a dirglielo…

L’impegno dell’inceneritore era il primo simbolo del movimento. Per questo è stato così evidenziato. Penso però che la linea debba essere chiara: in qualunque amministrazione locale in cui durante la campagna elettorale si prendono degli impegni bisogna poi verificare se gli impegni sono stati mantenuti. Se non lo sono stati si va a casa o quantomeno si fa una domanda. Si chiede agli elettori: dovrei andare a casa? Ma lo deve fare l’eletto, il sindaco il consigliere. Non lo dobbiamo fare noi. Non possiamo fare il giro d’Italia per verificare se le promesse fatte in campagna elettorale sono state poi mantenute.

federico-pizzarotti-matteoderricoNon si è fatta attendere la replica di Federico Pizzarotti : “Io continuo a fare il sindaco”. “Penso che non sia semplice far capire che cosa vuol dire amministrare una città. Una città che aveva 870 milioni di debito che, in meno di due anni, è stato ridotto di quasi la metà. Amministrare non è solo proporre la propria idea di politica: è attuare quell’idea. Un’idea che deve essere il più possibile compatibile con la realtà”. Il sindaco nel lungo intervento, difende anche l’eventualità di non raggiungere alcuni obiettivi: “Amministrare”, scrive, “significa affrontare problemi reali, a volte, vuol dire anche non vincere alcune battaglie. Vero. Ma questo non vuol dire tradire un ideale. Non conta solo il risultato ottenuto per i cittadini, ma anche che l’idea di politica che si vuole lasciare per la propria città. Tutto questo significa amministrare in piena sintonia con i valori del Movimento. Con umiltà, serietà e coraggio, sapendo che solo con l’esempio si possono coinvolgere veramente le persone”. Elementi che secondo Pizzarotti si possono capire solo una volta al governo: “Ma fintanto che non si governa tutte queste cose non si possono capire, senza viverle ogni giorno sulla propria pelle non si capiranno mai. Parma merita rispetto, i parmigiani meritano rispetto”.

E’ solo l’ultimo atto di una rottura interna che si consuma da tempo. Prima un silenzio di ghiaccio durato mesi (da agosto a marzo più o meno) a causa dell’accensione dell’inceneritore di Uguzzolo. Beppe Grillo nei suoi comizi in piazza disse “dovranno passare sul mio corpo prima di vedere accesso l’impianto”. Ma così non è stato e i vari ricorsi e blocchi nulla hanno potuto contro una procedura che era già andata troppo avanti per fermare l’avvio della struttura. “Un fallimento”, secondo il cofondatore del Movimento 5 Stelle, che ora nell’intervista al Fatto ribadisce l’importanza del “recall” per un politico: “Noi vogliamo il vincolo di mandato. E ora metteremo sanzioni anche economiche.

Chi è eletto dentro il movimento deve rispondere all’elettore. Il passaggio alla democrazia diretta è culturale e richiede un’adesione, ma la nostra posizione è molto semplice: se uno entra nel movimento sottoscrive dei patti, e li deve mantenere. Nessuno, dopo essere stato eletto, può pensare di entrare dentro un recinto privilegiato, dentro un’area protetta”. Una versione condivisa dai leader 5 Stelle. Anche se poche settimane prima Grillo, nell’intervista a Enrico Mentana, aveva sminuito la questione: “Inceneritore c’era già. Capisco il povero Pizzarotti. Pizzarotti è un’istituzione. Forse ha perso un po’ di vista il movimento grillino, ma….Il movimento grillino, voi lo chiamate così. Pizzarotti ha perso un po’ il senso. Ma fa quello che può. L’inceneritore se l’è trovato già lì”.

Pizzarotti è un volto conosciuto, amato dai fedelissimi e dai dissidenti al tempo stesso. E che resta un problema per i vertici. Lui sente sulle spalle “la responsabilità di chi ha contribuito a far nascere un progetto” e non ha intenzione di andarsene, ma al tempo stesso non trattiene le critiche. Si sente a casa propria e come tale si comporta. A peggiorare la situazione ci sono state le perplessità del sindaco di Parma, prima sulle espulsioni del gruppo del Movimento 5 Stelle al Senato (“Non ho capito le ragioni”), poi sul metodo di selezione online dei candidati per le Europee (“Troppi sconosciuti in lista”). Parole che hanno scatenato il blog di Grillo che dieci giorni fa ha pubblicato un post dove veniva apostrofato “Capitan Pizza“, concludendo: “Se preferisci aspettare di vedere i risultati prima di esprimerti, che cosa parli a fare?”. Seguiva un botta e risposta a suon di citazioni musicali: il grillino chiese un incontro di chiarimento, gli rispose il blog citando Guccini (“E’ difficile spiegare se non hai capito già”). Si chiuse tutto con una pace apparente: “Ci siamo sentiti, è tutto a posto”. Anche se ora le parole di Gianroberto Casaleggio potrebbero rimettere tutto in discussione.

mader

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