LA DEMOCRAZIA DI GRILLO, VIA I CARTELLI SGRADITI

cartello-piombino-grillo-matteoderrico«Troppo comodo farsi vedere ai funerali», intervengono gli attivisti e la polizia. Silvia Velo: «Il M5s finora si era occupato di Piombino per dire no al porto…»

«Troppo comodo fassi vede’ a’ funerali. Non venite a fare campagna elettorale sulla nostra pelle». Il cartello, scritto in slang piombinese, è stato al centro dell’unico vero momento di tensione della giornata. Strappato di mano, gettato lontano, poi ripreso, afferrato di nuovo, alla fine portato via dal servizio d’ordine del M5s e sequestrato dalla polizia, il cartello ha fatto subito il giro del web tra tweet e video postati su facebook.

A scriverlo e mostrarlo per prima è stata un’insegnante, Elena Masetti, quando Grillo non aveva ancora cominciato il comizio e si era perso in città (aveva sbagliato strada imboccando via della Repubblica): «Un cartellone innocuo – dice l’insegnante – voleva ricordare che la storia della vita, della morte e speriamo rinascita delle acciaierie è una storia nostra, di lotte fatte dai nostri operai, dai nostri sindacati, dal nostro sindaco. Un cartello strappato con rabbia dall’ignoranza».

Quel cartello è passato di mano in mano. A recuperarlo e sostenerlo per un po’ sono stati Gianluca Rombai e Luca Cini, operaio e impiegato Lucchini. Tra bordate di fischi e qualche applauso, alla fine quel cartello è stato afferrato da un uomo del servizio d’ordine del M5s, piegato e portato via con la scorta della polizia.

L’episodio ha acceso gli animi, i cronisti e fotografi che si sono avvicinati troppo al settore in questione sono stati offesi, minacciati oppure è stato impedito loro di riprendere. Poi Daniele Pasquinelli, il candidato sindaco dei Cinque stelle, al microfono si è raccomandato: «Chi dissente ha il pieno diritto di farlo, siamo democratici e lasciamo spazio a tutte le voci».

Il comizio è proseguito serenamente, la polemica si è trasferita sul web. E e non solo. Silvia Velo, sottosegretario all’Ambiente, ha accusato Grillo di fare campagna elettorale sul dramma di Piombino: «È del tutto evidente che sta strumentalizzando il dramma di centinaia di famiglie di Piombino. Eppure fino a oggi il M5s si era occupato di Piombino soltanto per opporsi al decreto per l’ampliamento del porto, bollando l’intera operazione come una cattedrale nel deserto. Questo comportamento da Giano bifronte da parte di Grillo e degli attivisti a 5 stelle è inaccettabile. Piombino non è una pedina del Risiko su cui piantare bandierine. Piombino e i piombinesi meritano considerazione e rispetto, non show improvvisati in perfetto stile berlusconiano. Governo, Regione, sindacati ed enti locali stanno lavorando incessantemente da mesi per salvare il polo di Piombino. Dove è stato Grillo fino a oggi?». «Questa volta il Grillo canta tardi» aveva già detto il giorno prima il presidente della Regione, Enrico Rossi.

mader

Il Tirreno

 

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