PELÙ SU RENZI: “BOY SCOUT DI GELLI? ESAGERO COME UN GIULLARE”

piero-pelù-matteoderrico“Sarà discutibile il modo in cui l’ho fatto, ma è quello che penso”. Piero Pelù parla della bufera che hanno scatenato le sue parole dal palco del Concertone del Primo Maggio.

E quindi Renzi sarebbe il “boy scout di Gelli”…
“Non è una novità, l’avevo anche scritto nel mio libro”.

E lo ridirebbe ancora?
“Certo. Il ruolo del rocker è anche quello di essere provocatorio, controcorrente. Ognuno deve fare il suo mestiere, chi è giornalista deve raccontare la realtà, chi è politico dovrebbe governare il paese cercando di far star bene un po’ tutti e il rockettaro deve rompere i coglioni. Del resto, quando parlavo di Berlusconi la stampa di destra mi attaccava, ora parlo di Renzi e mi attaccano tutti, destra e sinistra”.

Ma paragonare Renzi a Gelli non è un po’ troppo?
“Io non ho parlato male di Renzi, io l’ho provocato, come il giullare di Dario Fo, uno dei miei maestri. Ho usato, forse abusato di un linguaggio che anche Fo potrebbe utilizzare. Sono il giullare rock, quello che può dire tutto in faccia al padrone e al re, rendendolo nudo. Non si può tentare di mettere a tacere anche l’ironia: “boy scout di Gelli” è un’iperbole, è ironia. Non ho detto mai che Renzi è un piduista iscritto alla loggia”.

Ma perché ce l’ha con lui?
“Guardi io Renzi l’ho anche sostenuto, quando era giovanissimo, presidente della Provincia. Mi invitò alla presentazione di uno dei tanti progetti culturali, mi fu chiesto di sostenerlo e io lo feci. Mi pareva giusto sostenere un politico giovane, finalmente diverso dalle solite facce inglobate nel sistema”.

Perché ha cambiato idea?
“Ho guardato quello che ha fatto e non mi è piaciuto. Da quando è diventato sindaco non ci siamo più incontrati. Si, lui mi ha invitato ma io ho preso tempo. C’erano cose che non mi tornavano: il modo a mio avviso lobbystico di gestire la campagna elettorale, promettendo mari e monti a chiunque, purchè garantissero i voti. Poi ho seguito in disparte quello che era il suo programma culturale per Firenze, che non ha portato a nessun progetto concreto. Sono un deluso, non sono prevenuto nei suoi confronti”.

E così è finito per essere annoverato tra i grillini.
“Rispetto tutti ma resto nelle mie posizioni anarcoidi, felicemente e dignitosamente. Non mi identifico in nessuna formazione politica, fintanto che vedrò risultati concreti”.

mader

Ernesto Assante, articolo originale su la Repubblica

 

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