IL M5S? TANTO FUMO E POCO (O NIENTE) ARROSTO

beppe-grillo-matteoderricoClandestini. Euro. Lavoro. Tasse. Sicurezza. Tutti temi centrali e chiave per il Paese in vista delle elezioni di domenica. Bene, Beppe Grillo a Porta a Porta non ha dato una risposta concreta.

Tanti insulti e la solita litania “tutti a casa” che forse colpisce la pancia degli elettori, ma quando si tratta di passare dalla protesta alla proposta il leader del Movimento 5 Stelle o non è in grado o non può dire nulla di chiaro e definitivo. Forse perché non ha idee o forse perché i suoi sono spaccati (come sul reato di immigrazione clandestina) e quindi non vuole rischiare di dividere il movimento.

Fatto sta che Grillo sembra sempre di più il termometro della malattia dell’Italia e sempre meno la medicina in grado di far tornare in salute il Paese. Forse i grillini saranno il primo partito, forse no. Ma certamente non otterranno né le dimissioni di Renzi né quelle di Napolitano, come invece invocano lo stesso Grillo e Casaleggio un giorno sì e l’altro pure.

Processiamo i politici. Processiamo i giornalisti. Processiamo gli imprenditori. Chiudiamo l’Expo.

E dopo? Che si fa? Grillo non lo ha spiegato. Forse perché – ed è la cosa più drammatica – non lo sa nemmeno lui.

mader

Alberto Maggi per Affaritaliani

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