I “BROGLI” DI GRILLO COME QUELLI DI BERLUSCONI

grillo-berlusconi-matteoderricoI toni leggeri ed autoironici del video sul Maalox e il #vinciamopoi usati da Beppe Grillo per commentare la sconfitta alle elezioni europee sono già svaniti in pochi giorni di polemiche sulle future alleanze a Bruxelles. Sul sito organo ufficiale di comunicazione del Movimento 5 Stelle è stato ripubblicato un lungo articolo di Informare per Resistere dedicato ai brogli elettorali.

Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio hanno dunque scelto di evocare la truffa del voto dei cittadini per giustificare un passo falso alle elezioni, una caratteristica tipica del più significativo protagonista della vita politica italiana degli ultimi due decenni, Silvio Berlusconi.

Come per il leader di Forza Italia, anche per Grillo e Casaleggio i brogli possono essere evocati quando le consultazioni vanno male, come nel 2014, mentre i dati comunicati dal ministero dell’Interno e certificati dagli organismi competenti vengono invece messi in dubbio quando disegnano un quadro negativo.

Un comportamento che assimila Grillo a Berlusconi, dato che il leader di Forza Italia e Popolo della Libertà ha quasi sempre tuonato contro i brogli quando l’esito delle urne gli era sfavorevole. Dopo la sconfitta del 1996 ad opera dell’Ulivo di Romano Prodi, l’ex Cavaliere aveva rimarcato la penalizzazione nel conteggio delle schede nei collegi uninominali, troppo penalizzante rispetto al dato di lista ottenuto nel voto proporzionale. Ben più forte fu invece la polemica contro i brogli nel 2006, quando il premio di maggioranza del Porcellum andò all’Unione, ancora guidata da Prodi, per sole 24 mila preferenze su più di 38 milioni di voti validi.

All’epoca diversi esponenti della Casa della Libertà, oltre allo stesso Berlusconi, avevano evocato la procedura del recount, il riconteggio delle schede e il provvisorio invalidamento dell’esito elettorale. La Giunta per le elezioni del Senato fece una verifica campionaria delle schede non conteggiate, che confermò la veridicità del risultato elettorale.

Ora bisognerà capire se Grillo proseguirà nella sua polemica contro il dato uscito dalle elezioni europee, oppure preferirà non proseguire una battaglia che tocca una corda profonda nella società italiana. Anche il referendum del 2 giugno del 1946 che decise la forma di governo del nostro paese con la vittoria della repubblica sulla democrazia è sempre stato oggetto di sospetti e accuse di brogli. Fino ad ora erano state contestate solo elezioni politiche, mentre Grillo ha inaugurato la protesta anche per le europee.

mader

Gad Lerner

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