Monthly Archives: luglio 2014

QUANDO GRILLO DICEVA: “FACCIAMO COME L’ARGENTINA”


Dalle 6 di questa mattina l’Argentina è in default. A nulla sono valsi i disperati negoziati delle ultime ore: l’accordo con i creditori statunitensi non è stato trovato. Si tratta della seconda volta nel giro di 13 anni.

Il 23 ottobre del 2011, poche ore prima delle presidenziali che a Buenos Aires avrebbero riconfermato Cristina Kirchner alla Casa Rosada per altri 4 anni, Beppe Grillo sul suo blog lanciava una proposta per risolvere la crisi italiana: «Facciamo come l’Argentina!!!» vi si leggeva nell’incipit, con tanto di tre punti esclamativi. A seguire elogi sperticati alle politiche economiche di Buenos Aires.

“Facciamo come l’Argentina!!! In otto anni sono riusciti a spazzare via la crisi, e sapete perché? Perché nonostante fossero finiti nel buio più assoluto, non avevano Stati che hanno impedito che la loro crisi seguisse ogni livello. Noi abbiamo Francia e Germania, che pur di non farci fallire (e di non perdere i loro crediti) allungheranno la nostra agonia all’infinito. Vivremo in una situazione di “simil-default” per anni, le tasse ci prosciugheranno le tasche, i conti correnti saranno tassati più volte, la disoccupazione schizzerà ancora di più. E solo perché non possiamo fallire, ce lo impediscono. Viva l’Argentina, allora. Oggi in Argentina si vota, c’è un’euforia pazzesca. Stanno riemergendo da una crisi senza fondo, perché hanno messo in campo le loro energie. Si son rimboccati le maniche. E noi?”
Zac

Questi gli amori valutari dei 5 Stelle, l’economia della felicità dei grillini, il flirt appassionato tra Grillo e il “modello argentino”.

Modello economico fallito.
mader
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GRASSO: “CANGURO DI PELUCHE, NON VORREI DIVENTASSE SENATORE”


Il presidente del Senato, Pietro Grasso, richiama i senatori del M5S che esibiscono in segno di protesta un canguro di peluche

e chiede ai questori di rimuoverlo: “Si tolga quel canguro dal tavolo, i pupazzi non sono ammessi in Aula Non vorrei diventasse senatore il canguro”.

mader

di Alexander Jakhnagiev

QUANTO HANNO GUADAGNATO I PARLAMENTARI GRILLINI

Fino al 28 luglio sono 27 su 144 i parlamentari (40 senatori e 104 deputati) del Movimento 5 Stelle che hanno pubblicato sui siti delle relative Camere di appartenenza le dichiarazioni dei redditi relative all’anno 1013. Tra costoro, sette sono passati da una dichiarazione dei redditi a zero euro per l’anno 2012 agli oltre 70mila euro guadagnati come politici nel primo anno di legislatura. 
Dalla lettura dei dati resi pubblici fino ad oggi emerge che il grillino più ricco è il senatore Luigi Gaetti che nel 2012 aveva un reddito di circa 108 mila euro e che nel suo primo anno da senatore è arrivato a circa 113 mila euro. Segue la senatrice Paola Taverna che è passata dai 16413 euro del 2012 agli 88209 euro del primo anno a Palazzo Madama.

Colpisce che due dei capigruppo pentastellati, Vito Petrocelli al Senato e Giuseppe Brescia alla Camera nell’anno precedente alla loro elezione avessero un reddito pari a zero, ma fortunatamente per loro nel 2013 hanno guadagnato rispettivamente 81488 e 82350 euro. Oltre a loro due, altri 5 parlamentari grillini dichiaravano 0 euro nell’anno precedente all’arrivo in Parlamento, tra cui spicca il presidente della Commissione di Vigilanza sulla Rai, Roberto Fico, il quale nel 2013 ha guadagnato 78229 euro. Seguono la segretaria della Camera, Claudia Mannino che nel 2013 ha dichiarato 85 mila euro, e i deputati; Salvatore Micillo, Giuseppe L’Abbatee Vittorio Ferraresi che nel 2013 hanno dichiarato tutti circa 78 mila euro. Singolare è il caso del senatore Giuseppe Vacciano che nel 2012 dichiarava 61mila euro, mentre nel primo anno da politico ne ha guadagnati 62 mila.  La senatrice Michela Montevecchi è passata dal dichiarare circa 5000 euro nel 2012 a poco più di 80 mila l’anno successivo. Maria Elena Spadoni, invece, nel suo primo anno da deputata ha dichiarato poco più di 80 mila euro, con una bella progressione rispetto ai 9500 euro del 2012. Stesso discorso per Arianna Spessotto e Michele Dell’Orco i quali nel 2012 guadagnarono, rispettivamente, 10mila e 11mila euro ma che sono aumentati nel 2013 fino ad arrivare a 79 mila e 81 mila euro.  Anche il deputato Claudio Cominardi è passato da una dichiarazione dei redditi da 11mila euro, prima di essere eletto in Parlamento, ad una da circa 80 mila nel primo anno di legislatura.

Francesca Businarolo è passata dai 12650 euro del 2012 ai 78 mila dell’anno seguente. I senatori Gianluca Castaldi e Marco Scibonahanno visto invece crescere rispettivamente i loro redditi da 16 mila e 27 mila del 2012 agli 84 mila e 81 mila dell’anno successivo. Massimiliano Berniniè passato da poco meno di 14mila euro, di due anni fa, a quasi 84mila euro lo scorso anno. Filippo Gallinella, Roberta Lombardi e Loredana Lupoche nel 2012 dichiararono 22mila euro ciascuno, nel primo anno in Parlamento hanno guadagnato; 80mila euro il primo, 83 mila la seconda e 85 mila l’ultimo.  Davide Tripiedi, l’ultimo anno prima di essere eletto dichiarava 16771 euro, mentre il suo collega Riccardo Fraccaro 16800, ma grazie al cielo sono entrati alla Camera e lo scorso esercizio hanno dichiarato rispettivamente 81 mila e 87 mila euro. Manlio Di Stefano, Luigi Galloe Ferdinando Alberti che nei 12 mesi precedenti il loro arrivo a Montecitorio avevano dichiarato 24 mila, 29 mila e 17 mila euro, hanno archiviato il 2013 con un imponibile di 83 mila euro il primo, 78 mila il secondo e 83 il terzo. 

mader

CASALEGGIO, IL VOTO DA SUPERPROFITTI


Gianroberto Casaleggio, “guru” del Movimento 5 Stelle, festeggia un anno a fianco di Beppe Grillo contraddistinto da un boom di ricavi e profitti e dall’incasso di un lauto dividendo.


La sua società di consulenza Casaleggio Associati, basata a Milano, ha chiuso infatti il 2013 – anno del successo dei grillini, al lorpo debutto, nelle elezioni politiche – con ricavi saliti a oltre 2 milioni di euro dagli 1,3 milioni dell’anno prima, tanto che il profitto è schizzato anno su anno da poco più di 69 mila euro a oltre 255 mila euro.

L’assemblea della Casaleggio Associati svoltasi qualche giorno fa ha deciso di distribuire un dividendo di 245 mila euro. Casaleggio papà detiene il 30% della società di consulenza, quota identica la possiede il figlio Davide mentre Luca Eleuteri e Mario Bucchich hanno ciascuno il 20%.

Nello stato patrimoniale figurano crediti per 530 mila euro, liquidità per 120 mila euro e debiti per 376 mila euro.
mader

RIFORMA COSTITUZIONALE – LE PROPOSTE M5S: DALLA MOZZARELLA DI BUFALA ALLA RIFORMA MORTUALE


Ecco il videoblob con le proposte più bizzarre con cui i senatori 5 stelle fanno ostruzionismo in Aula al Senato contro la riforma Costituzionale del Senato.




Dalla mozzarella di bufala alla richiesta di una riforma mortuale fino al venerdì costituzionale: la raccolta delle proposte avanzate per ostruzionismo in aula al Senato dal Movimento Cinque Stelle.
mader

Video di Alexander Jakhnagiev

RAGUSA, LA RIVOLUZIONE A 5 STELLE? “RICHIEDE TEMPO”

La “rivoluzione” a 5 Stelle? Richiede tempo. Parola di Federico Piccitto, sindaco pentastellato di Ragusa, in sella ormai da più di un anno, dopo che al ballottaggio nel giugno del 2013 ha sconfitto con il settanta per cento dei voti Giovanni Cosentini, appoggiato da Pd, Udc e Pdl “La rivoluzione richiede tempo, noi possiamo provare a cambiare la parte politica.

Ma l’amministrazione passa anche dal rapporto coi dirigenti, con la burocrazia” spiega Piccitto, ingegnere trentottenne, camicia con le maniche svoltate e modi garbati tipici di chi è cresciuto tra i salesiani.

Dicono che nel giorno della vittoria, quando i ragusani decisero di eleggere il primo sindaco a 5 Stelle di Sicilia, davanti al Comune, in mezzo alle meraviglie barocche, si riversarono a migliaia per festeggiare la nuova era. Oggi, tredici mesi dopo quel giorno storico, gli entusiasmi nel capoluogo più a Sud d’Italia sembrano più sopiti. “Il primo anno di Piccitto? Mah, niente di straordinario per adesso.

Piccitto, però, a differenza degli altri sindaci pentastellati d’Italia, può ritenersi fortunato. La città iblea, infatti, è un caso anomalo rispetto agli altri centri che hanno deciso di affidare la poltrona di primo cittadino ad un esponente del Movimento 5 Stelle. A differenza di Bagheria e di Parma, per esempio, la situazione economica della città di Ragusa non è disastrosa: solo quest’anno nelle casse del comune sono arrivati circa 14 milioni di euro, le royalties delle aziende petrolifere che estraggono oro nero nei dintorni. È per questo che i ragusani hanno eletto Piccitto: per ottenere un cambio di passo, una rivoluzione che tramutasse la città dei ponti in un centro moderno.

Ma nei primi dodici mesi però la rivoluzione a 5 Stelle è rimasta per il momento in sonno.
mader

Articolo originale su Il Fatto Quotidiano

PARLAMENTO IN PIAZZA DI GRILLO, LO VUOLE LO 0,003 DEGLI ITALIANI

E’ terminata la consultazione online di Beppe Grillo per il parlamento in piazza. 

In  17.770 su 21.569 grillini si sono espressi perché i  deputati e senatori del  M5S vadano in strada, tra la gente, per protestare contro la riforma del Senato proposta dal governo.

17.770 persone su 60 milioni.

Neanche lo 0,003% degli italiani seguirà Grillo nella mobilitazione  contro il ddl .
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“NIK IL NERO” CENSURA IL SENATORE GRILLINO SUI RIMBORSI ELETTORALI

nik_il_nero_matteoderricoNicola Virzì, conosciuto come Nik il Nero, “comunicatore” del M5S a Palazzo Madama, ha censurato il senatore Alberto Airola.

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“NIK IL NERO” CENSURA IL SENATORE GRILLINO SUI RIMBORSI ELETTORALI

Nicola Virzì, conosciuto come Nik il Nero, “comunicatore” del M5S a Palazzo Madama, ha censurato il senatore Alberto Airola.


I giornalisti gli avevano chiesto: “Perché dite che avete rinunciato ai rimborsi elettorali quando invece (come ricorda la PD Alessandra Moretti) non ne avevate diritto?».

Il senatore M5S  sta per rispondere ai giornalisti ma viene bloccato da Nik Il Nero.

Sono questi i dettagli riportati da “la Repubblica” di oggi.

 

mader

FUCCI, SINDACO M5S, PRIMA ALLONTANA GIORNALISTE E DICHIARA SILENZIO STAMPA


Dopo le polemiche seguite alla vicenda sollevata dall’Associazione Stampa Romana, il Sindaco di Pomezia Fabio Fucci dichiara il silenzio stampa fino al 31 agosto prossimo.


“Fino a quel giorno – dichiara il Primo Cittadino – le comunicazioni dell’Amministrazione saranno veicolate esclusivamente attraverso i canali istituzionali (sito, facebook, twitter). La stampa potrà servirsi di questi per svolgere il proprio lavoro”.

Torna sull’accaduto l’Assessore Veronica Filippone: “Ho incontrato le giornaliste Prosciutti e Zanchi nel corridoio del palazzo comunale – spiega – Mi hanno chiesto dove si stava svolgendo l’incontro tra il Sindaco e la delegazione di occupanti. L’incontro non era pubblico e le giornaliste non avevano un appuntamento, per cui ho dato disposizioni affinché fossero invitate ad accomodarsi fuori e ad attendere lì la fine dell’incontro”.

“Non esistono categorie con particolari privilegi – conclude il Sindaco Fucci – I giornalisti non hanno maggiori diritti degli altri cittadini: di conseguenza possono accedere agli Uffici comunali esclusivamente se invitati o su appuntamento. Annuncio che presto saranno installate due nuove bacheche comunali – una in piazza Indipendenza e una in piazza Italia – che l’Amministrazione utilizzerà per informare direttamente e senza intermediari i cittadini”.
mader