FARAGE VUOLE AUMENTARE LO STIPENDIO AI PARLAMENTARI INGLESI

nigel-farage-beppe-grillo-matteoderricoL’alleato di Grillo, Nigel Farage vuole aumentare lo stipendio ai parlamentari inglesi: “Se l’Inghilterra uscirà dall’Europa, e dunque i deputati di Westminster si troveranno a dover votare leggi davvero importanti per i destini della propria nazione, non vedo perché non favorirli”, ha detto il leader dello Ukip, intervistato ieri dalla Lebanese Broadcasting Company. Insomma, il principale alleato di Beppe Grillo in Europa, il fustigatore della casta degli euroburocrati se ne esce con una proposta che, se portata avanti dal Movimento 5 Stelle in Italia, avrebbe certo vita breve.

L’aumento dello stipendio ai Parlamentari inglesi sarebbe da farsi, precisa Farage, solo nel momento in cui l’Inghilterra uscisse effettivamente dall’Europa di Bruxelles. Rispondendo a domanda, Farage ha detto: “Beh, voglio dire, guardi, se avessimo un parlamento sovrano che effettivamente governasse questo paese, e fosse direttamente responsabile per le regole e per le norme che controllano le nostre industrie, che determinasse se noi riusciremo a valere qualcosa nel mondo, non avrei problemi a pagare di più i parlamentari. Ma siccome il 75% delle nostre leggi vengono ora fatte a Bruxelles e in effetti, a parte il teatrino settimanale delle Prime Minister’s Question, quel che fanno i parlamentari è principalmente o occuparsi di singoli dossier, o partecipare a commissioni che sono senza poteri, non vedo motivi per aumentare lo stipendio ora come ora”.

L’aumento proposto da Farage, scrive il Daily Mail, sarebbe del 50% secco: la proposta, o più che altro la suggestione, sarebbe quella di portare lo stipendio dei Commoners a 125mila euro l’anno, contro gli attuali 84mila, dunque un aumento, appunto, di 40mila euro. “Non ci vedrei nulla di male”, rincara Nigel Farage, che diventa così l’unico leader politico inglese non solo a non dissociarsi pubblicamente dall’aumento di stipendio per i parlamentari inglesi, già approvato ed incombente per il 2016; ma anzi, a rincarare la dose, proponendo un ulteriore rialzo salariale. La decisione dell’organo autonomo che gestisce finanziariamente il Parlamento inglese è stata criticata da David Cameron, Ed Miliband e Nick Clegg, i tre leader dei partiti maggiori, e Tim Farron, presidente dei Liberal-Democratici guidati appunto da Clegg ha sostenuto che Farage si sbagli “al 100%” sulla questione dell’aumento ai parlamentari.

La vera questione, chiesta a Farage, è l’ufficializzazione della circoscrizione elettorale in cui il leader dello Ukip ha intenzione di candidarsi per la corsa del 2015. ”Datemi un altro paio di settimane”, ha detto Farage, “e vi dirò dove intendo candidarmi” per il Parlamento Inglese. La circoscrizione tenuta sotto controllo è quella, nella regione del Kent, di Thanet South, un distretto dove lo United Kingdom Independence Party è letteralmente volato alle elezioni europee; in generale, in tutto il distretto di Sud-Est, lo Ukip ha portato a casa uno dei suoi migliori risultati a livello nazionale. “Gli ultimi dati dai sondaggi indicano che i tre partiti sono a due punti percentuali l’uno dall’altro”, ha detto Nigel Farage: “Lo Ukip lotterà a Thanet per vincere Thanet”. Perché tutto questa ansia, ci si potrebbe chiedere, per una regione che le elezioni europee hanno già assegnato allo Ukip?

Secondo UkPollingReport Thanet South è un seggio che vota tradizionalmente partito Conservatore, e dunque lo scontro è proprio contro i Conservatives di David Cameron. Che, tentando il tutto per tutto, hanno già presentato il loro candidato nella circoscrizione nella quale dovrebbe correre Nigel Farage: si tratta di un ex dirigente dello Ukip. La mossa della volpe di David Cameron ha scippato Craig Mackinlay allo Ukip e ha già chiuso per la sua candidatura nel distretto: Mackinlay ha già fatto sapere che sarebbe “ridicolo” se Farage lo sfidasse in quella costituency, e secondo il Telegraph ora per il leader Ukip la partita è più difficile. Il problema, scrive il media conservatore, per il partito di Farage, è liberarsi di Farage: nel sistema elettorale inglese in cui conta moltissimo il legame del partito con il collegio, con il territorio, un unico leader nazionale non basta. “Undici mesi prima delle elezioni, lo Ukip manca di araldi, sia sulla scena nazionale ancora occupata da Farage, sia nei seggi dove il partito deve farsi strada se vuole costruirsi un ruolo significativo e duraturo nella scena politica”, dice il Telegraph: e l’uscita sugli stipendi dei parlamentari, c’è da giurarci, non aiuterà.

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Tommaso Caldarelli per Giornalettismo

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