Giorgio Napolitano, Laura Boldrini, mader, Matteo Renzi, Pietro Grasso

DENUNCIATI TUTTI: NAPOLITANO, RENZI, GRASSO, BOLDRINI ED IL PARLAMENTO AL COMPLETO


Denunciati in massa. Dal Presidente della Repubblica Giorgio passando per Renzi, Grasso, Boldrini e tutto il parlamento al completo.
Ecco la denuncia sporta presso i Carabinieri di Roma:

 
ROMA, 02/08/2014
Al Comando stazione dei Carabinieri
Alla Procura Della Repubblica  Competente
Alla Alta Corte Penale Internazionale de l’Aia
Alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo
E, p.c.  Ad  Altri
Querela/denuncia per incostituzionale, illegale ed illecita modalità di candidatura elettorale e conseguente incostituzionalità e decadenza degli eletti e dei governi succedutisi dal 21 dicembre 2005.
CONTRO :
1)             Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano;
2)             Il Presidente del consiglio dei ministri Matteo Renzi
3)             Il Presidente della Camera Laura Boldrini
4)             Il Presidente del Senato Pietro Grasso;
5)           Tutti i componenti del governo dei tecnici nominati da Giorgio Napoletano
6)            Tutti i Parlamentari proponenti e votanti la legge 270 del 21 dicembre 2005 “Porcellum”;
7)           Tutti i Parlamentari eletti a partire dal 21 dicembre 2005;
8)            Tutti i componenti di tutti i governi tecnici succedutisi dal 21 dicembre 2005;
9)         E quant’altri coinvolti nei fatti qui descritti che si ravvisassero nel corso delle indagini.
Per le ipotesi dei reati p. e p. dagli articoli:
1) Alto tradimento (art.90 Costituzione);
2)                  Concorso formale in reato continuato (art.81 c.p.);
3)                  Pene per coloro che concorrono nel reato (art.110 c.p.);
4)                  Circostanze aggravanti (art.112 c.p.);
5) Attentato contro l’integrità l’indipendenza e l’unità dello Stato (art.241 c.p.);
6) Attentato contro la Costituzione dello Stato (art.283 c.p.);
7) Usurpazione di potere politico o comando militare (art.287 c.p.):
8) Attentati contro i diritti politici del cittadino (art.294 c.p.);
9)                  Abuso d’ufficio (art.323 c.p.);
10)              Usurpazione di funzioni pubbliche (art. 347 c.p.);
11)              Associazione a delinquere (art.416 bis);
12)              Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art.476 c.p.);
13)              Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in  certificati (art.477 c.p.);
14)              Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art.479 c.p.);
15)              Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in certificati (art.480 c.p.);
16)              Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art.481 c.p.);
17)              Falsità materiale commessa dal privato (art.482 c.p.);
18)              Falsità ideologica commessa dal privato in atti pubblici (art.483 c.p.);
19)              Falsità commesse da pubblici impiegati incaricati di un pubblico servizio (art. 493 c.p.);
20)              Riduzione in schiavitù (art.600 c.p.);
21)              Furto (art.624 c.p.);
22)              Truffa (art.640 c.p.);
23)              Abuso della credulità popolare (art.661 c.p.);
24)              Ed eventuali altre fattispecie di reato che venissero rilevate nel corso delle indagini.-
LUOGO DI COMMISSIONE : Territorio nazionale
TEMPO DI COMMISSIONE : Reati in corso di esecuzione;
Persone offese:  la Repubblica italiana, tutti i Cittadini italiani, la Nazione italiana.
CARDINI E FONDAMENTA DI RIFERIMENTO :
Costituzione : Artt. 1; 3; 48.54; 56 . 58.  91; 96.-
Il testo della Costituzione all’articolo 1 comma 2 dice :  ;
Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Art. 48. Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.
Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.
….omissis …
Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.
Art. 54. Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.
Art. 56. La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto…. omissis …
Art. 58. I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età….. omissis …..
Art. 91. Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune.
Art. 96. Il Presidente del Consiglio dei ministri ed i ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale.
PREMESSA
La legge n 270 del 21 dicembre 2005 ha modificato il sistema elettorale italiano delineando la disciplina attualmente in vigore, salve le modifiche ad essa apportate dalla sentenza n. 1/2014 della Corte costituzionale (pubblicata in G.U. il 15 gennaio 2014, con effetti decorrenti dal giorno successivo) che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di alcune norme della stessa legge. La legge è stata formulata principalmente dall’allora Ministro per le Riforme Roberto Calderoli, che in seguito ad un’intervista televisiva (durante il programma Matrix, allora condotto da Enrico Mentana) fu soprannominata porcellum dal politologo Giovanni Sartori.
La norma ha sostituito le precedenti leggi numeri 276 e 277 del 1993 (cosiddetto Mattarellum) introducendo sistema radicalmente differente, in linea di principio basato sulla formula elettorale
 
proporzionale un del “quoziente intero e dei più alti resti” (metodo Hare), ma con spirito sostanzialmente maggioritario dovuto a clausole di sbarramento e al forte premio di maggioranza.
Il 17 maggio 2013 è stata depositata l’ordinanza con quale la Corte Suprema di Cassazione, I sezione civile, ha sollevato la questione di legittimità costituzionale di alcune disposizioni della vigente legge elettorale, in particolare delle modifiche introdotte dalla legge 270 del 2005 (ordinanza n. 12060/2013).
La Corte ha dichiarato rilevanti e non manifestamente infondate le questioni di legittimità costituzionale ed ha trasmesso gli atti alla Corte costituzionale.
Il giudizio ha avuto origine nell’atto di citazione in giudizio della Presidenza del Consiglio dei ministri e del Ministero dell’Interno, presentato dall’avv. Aldo Bozzi in qualità di cittadino elettore al Tribunale civile di Milano nel novembre 2009, adducendo che le disposizioni della vigente legge elettorale gli avrebbero impedito l’esercizio libero e diretto del diritto di voto nelle elezioni del 2006 e del 2008, in contrasto con gli articoli 48, 56 e 58 della Costituzione.
Nell’atto di citazione, le previsioni della legge elettorale, che non consentono la scelta del singolo candidato da parte dell’elettore, che attribuiscono premi di maggioranza e che prevedono l’indicazione del capo di ciascuna lista o coalizione condizionando l’autonomia del Capo dello Stato, sono state fatte oggetto di questioni incidentali di costituzionalità delle quali si è chiesto la rimessione alla Corte Costituzionale, motivando sul punto della rilevanza e non manifesta infondatezza.
Il 4 dicembre 2013 la Corte Costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità di alcune parti della legge formalmente annullate il 16 gennaio 2014. Le parti annullate riguardano l’assegnazione dei premi di maggioranza, poiché indipendenti dal raggiungimento di una soglia minima di voti alle liste (o coalizioni), e l’impossibilità per l’elettore di fornire un preferenza.
Insomma, l’Italicum di Renzi potrebbe essere approvato solo a fronte di nuove elezioni.
L’importantissima recente sentenza pronunciata dalla Corte di Cassazione, n. 8878/14 del 4 aprile 2014, nella quale, con l’efficacia del “giudicato erga omnes …………..
” è stato accertato e dichiarato che “…i cittadini elettori non hanno potuto esercitare il diritto di voto personale, eguale, libero e diretto secondo il paradigma costituzionale, per la oggettiva e grave alterazione della rappresentanza democratica, a causa del meccanismo di traduzione dei voti in seggi, intrinsecamente alterato dal premio di maggioranza disegnato dal legislatore del 2005, e a causa della impossibilità per i cittadini elettori di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento…”.
Dopo questa premessa, arriva la parte decisiva: “Il principio di continuità dello Stato non può legittimare fino alla fine della legislatura le Camere elette in violazione della libertà di voto e che sono il frutto della grave ferita inferta ” alla logica della rappresentanza consegnata dalla Costituzione”.
Ciò comporta una grave violazione del giudicato costituzionale e di quello della Corte di Cassazione, nonché unapersistente inammissibile violazione della Costituzione.
Si tratta di pronuncia che è destinata a spiegare i propri effetti proprio per il futuro e che, quindi, non può essere ignorata, poiché ha accertato con forza di giudicato l’avvenuta violazione del diritto di voto di tutti gli elettori italiani.
Ne consegue che l’attuale Parlamento, stante ” la oggettiva e grave alterazione della rappresentanza democratica”,non ha alcuna legittimazione democratica per apportare modifiche alla vigente Costituzione, né per  modificare la legge elettorale risultante dalla sentenza n. 1/2014 della Corte Costituzionale.
Auspichiamo, pertanto che preso atto dell’ineludibile giudicato e dell’obbligo giuridico di darvi pronta attuazione, si promuovano gli atti necessari affinché il Popolo Italiano sia finalmente messo in grado di “esercitare il diritto di voto personale, eguale, libero e diretto secondo il paradigma costituzionale”.
Nonostante le grida di allerta che andiamo urlando, lontano appare il risveglio dell’attenzione dell’opinione pubblica. Da decenni la cosiddetta Sovranità Popolare garantita dall‘art. 1 della Costituzione viene sottratta con subdole azioni di malgoverno, legiferazione lobbistica, usurpazione ed estorsione di diritti…. Tutto questo alla luce del sole ma anche in questo caso, come stiamo qui dimostrando, in modo ILLEGALEDISPOTICO, SPIETATO USURPATIVO, DITTATORIALE .
È in atto da decenni la progressiva spoliazione dei diritti dei cittadini da parte del potere arbitrario, usurpativo e discrezionale, sperequativo,  della élite finanziaria mondiale attraverso il controllo dei parlamenti nazionali e degli organismi internazionali dalla facciata apparentemente presentabile.
Si deve porre fine a questo occulto, perverso e sotterraneo lavorìo legislativo, giuridico nazionale ed internazionale di svuotamento dello Stato e della Costituzione ci ritroveremo tutti a diventare a tutti gli effetti schiavi, succubi, soggiogati, prigionieri di un regime sovranazionale ….
Questa denuncia/querela è per gridare ancora una volta che non si possono svendere senza il loro esplicito consenso, ed impunemente……., i Cittadini , lo Stato, la Nazione, … e soprattutto non si possono annullare  i loro “naturali e costituzionali diritti”…
Le violazioni alla Costituzione conteggiate ed evidenziate in apice sono previste negli almeno otto  articoli violati, stravolti, disattesi…. I tanto decantati esaltati, magnificati dalla costituzione :. l’equità legale, sociale, economica, imprenditoriale….. la parità di diritti dei cittadini di fronte alla legge ed allo Stato …. la rimozione degli ostacoli che limitano di
fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini…. ….
Il testo dell’articolo 136 della Costituzione è chiarissimo ed ininterpretabile … :
TITOLO VI – GARANZIE COSTITUZIONALI – Sezione I – La Corte Costituzionale.
Art. 136. Quando la Corte (Costituzionale) dichiara l’illegittimità costituzionale di una norma di legge o di atto avente forza di legge,la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione.
La decisione della Corte è pubblicata e comunicata alle Camere ed ai Consigli regionali interessati, affinché, ove lo ritengano necessario, provvedano nelle forme costituzionali.
È quindi è dovere di ogni cittadino degno di questo nome (anche Magistrato, giudice, …… opporsi con ogni mezzo e modo allo scempio dei diritti costituzionalmente garantiti messi
in atto da questi usurpatori ed annichilitori  dei valori costituzionali ad esempio quelli inerenti i governi di nominati …. di “non eletti”e parlamenti di abusivi.
Il diritto di resistenza ed autodifesa è implicitamente legittimato dal dovere di fedeltà (alla Repubblica), stabilito dall’art. 54 e dal principio della sovranità popolare, diritto di ogni singolo cittadino come membro del popolo, e non solo al popolo nel suo insieme. Ciò è definito all’art. 1 della Costituzione che sancisce che la resistenza attiva (non solo passiva) ad un pubblico ufficiale o ad un corpo politico è legittima.(anche il Parlamento e il Consiglio dei Ministri…
Il diritto alla resistenza è equivalente, corrispondente, analogo e simbiotico al diritto alla sicurezza ed ordine pubblico che impone al cittadino di attivarsi in carenza di interventi di ufficiali di polizia giudiziaria in presenza del verificarsi di un qualsiasi reato affinchè  se ne ostacoli ed impedisca la realizzazione, …
Occorre quindi per dare nuova legittimità e costituzionalità al parlamento dichiarare “nulle” e dunque disconoscere tutte le leggi e norme di ogni ordine e grado emanate, promulgate, ratificate dai governi e parlamenti abusivamente costituiti a partire dal 21 dicembre 2005 e ….
procedere immediatamente alla decadenza di tutte le attuali cariche parlamentari e governative e soprattutto a………urgentissime nuove elezioni politiche …
Oggi viceversa siamo al punto che dei nominati (mai eletti, neppure in un parlamento abusivo….) …  Stanno tentando finora impunemente di modificare (manu militari) le regole costituzionali della libera e democratica vita politica della Nazione.
Questo non è più accettabile, e se la magistratura non dovesse  intervenire tempestivamente per la parte che le compete, nella rimozione del vulnus qui denunciato, sarà inoppugnabilmente collusa con i non legittimati usurpatori, manipolatori, psuedo riformisti e conquistatori delle istituzioni.
Questa  condizione io la chiamo annullamento dei diritti e RIDUZIONE IN SCHIAVITU’
TUTTO CIÒ PREMESSO CHIEDIAMO :
a)      Arrestare immediatamente i volgari criminali malfattori che occupano abusivamente il tempio della democrazia e delle libertà istituzionali in attesa dei dovuti ed inderogabili processi;
b)      di voler procedere con gli atti di competenza in ordine alla configurazione della fattispecie di attentato contro la Costituzione dello Stato, rimettendosi alle valutazioni delle autorità competenti anche in ordine al gravissimo, reale pericolo di un reato quale l’attentato alla Costituzione.
c)      di procedere per la penale punizione dei colpevoli, ai fini di impedire la continuazione dei reati ravvisati in calce;
Ricordo, sottolineo ed enfatizzo ad uso di chi mi legge rammentando l’ obbligatorietà dell’azione penale (art.112 Costituzione) in caso di evidenti violazioni di legge e l’altrettanto obbligatorio arresto in caso di flagranza di reato, ricordo altresì il giuramento prestato nei confronti della Legge, delle Istituzioni, della Repubblica, dello Stato e dei Cittadini italiani tutti, a cui l’operato di questo giudice si deve uniformare e deve rispondere, e di cui noi a nostra volta saremo severi giudici.
Ci riserviamo inoltre di costituirci parte civile nell’instaurando procedimento penale;
e, ai sensi dell’ex art. 408 c.p.p., chiediamo di essere avvisati in caso di richiesta di archiviazione.
IN FEDE.
mader

Annunci
Giornalettismo, mader, Movimento 5 stelle, Palazzo Madama

M5S RESTA FUORI DA PALAZZO MADAMA, COSÌ LA RIFORMA DEL SENATO VA AVANTI VELOCE


Il Movimento 5 stelle è sull’Aventino. I pentastellati continueranno a non partecipare alle votazioni sulla riforma Costituzionale in corso a Palazzo Madama. Ad annunciarlo è Vito Petrocelli, capogruppo di turno del M5S al Senato: “Questa porcata di riforma non merita la nostra partecipazione in Aula”.


Intanto, al Senato, dopo l’approvazione dei primi due articoli, il ddl Boschi procede spedito, ed è stato approvato anche l’art 3 relativo ai senatori di nomina presidenziale, e che prevede, per questi ultimi, un mandato non rinnovabile di 7 anni. Il via libera dell’Aula giunge con 184 sì, 12 no e 11 astenuti.

Approvato anche l’articolo 4 è dedicato alla durata in carica di cinque anni della Camera dei Deputati, durata che non può essere prorogata se non per legge o in caso di guerra.

In meno di mezz’ora,poi, sono stati approvati gli articoli 5, 6 e 7 della riforma costituzionale. L’articolo 5, (188 si’, 14 no, 7 astenuti) prevede che “il regolamento stabilisce in quali casi l’elezione o la nomina alle cariche negli organi del Senato possono essere limitate in ragione dell’esercizio di funzioni di governo regionali o locali”.

L’articolo 6 riguarda i regolamenti e la tutela dei diritti delle minoranze parlamentari nonché la presenza dei membri del governo alle sedute delle Camere. Infine l’articolo 7, approvato con 189 voti a favore, 13 contrari e 11 astenuti, riguarda i titoli di ammissione dei componenti del Senato.

Infine è stato approvato anche l’articolo 9 della riforma costituzionale che abolisce l’indennità parlamentare per i senatori. Si modifica l’articolo 69 della Costituzione lasciando ai soli deputati il diritto a una “indennità stabilita dalla legge”.

mader

Marco Esposito per Giornalettismo
Beppe Grillo, Bruno Vespa, Grillo, Luigi di Maio, mader, Matteo Renzi, Movimento 5 stelle, Panorama, Renzi

LUIGI DI MAIO CERCA UN PATTO CON RENZI


“Il patto che proponiamo a Renzi sulla legge elettorale è semplice. Lui vuole che ci sia subito un governo che governi e noi glielo concediamo accettando la legge in funzione per i sindaci: primo turno proporzionale e ballottaggio tra i primi due classificati. In cambio chiediamo l’introduzione delle preferenze e l’esclusione dal Parlamento dei condannati con sentenza definitiva, tranne che per reati di opinione”. Così il Vice Presidente della Camera intervistato da Bruno Vespa.


Luigi Di Maio, 28 anni appena compiuti, vicepresidente della Camera per il Movimento 5 stelle, è uscito trionfatore dall’incontro di Beppe Grillo con i suoi parlamentari lunedì 28 luglio.  Di Maio è il leader della ristretta ala dialogante del Movimento e si temeva fortemente un suo ridimensionamento, visto che dopo le elezioni europee il capo non ha ancora riacquistato il buonumore. Grillo l’ha invece definito “straordinario” mettendo di colpo la sordina alla ribellione che avrebbe fatto a pezzi Di Maio al primo refolo di sconfessione. “Anche noi” riconosce Di Maio “commettiamo errori e determiniamo fraintendimenti e opinioni sbagliate. Ma non è mai venuto meno il sostegno di Grillo e di Gianroberto Casaleggio. Il percorso su riforme e legge elettorale è partito insieme con loro e sarà concluso insieme”.

Non c’è stata nessuna telefonata di chiarimento tra voi prima dell’incontro del 28 luglio?
No e non ce n’era bisogno. Abbiamo scritto insieme le domande a Renzi. Grillo è una persona di cui il Movimento ha grande bisogno. Non mi sarei mai buttato in questa avventura senza la convinzione di marciare insieme con quelli che hanno creato il Movimento. Quanto è successo il 28 luglio è la naturale continuazione di quello che è accaduto nell’ultimo mese e negli ultimi anni.

Non negherà che la vostra base e molti dei vostri parlamentari fossero un po’ nervosi.
Un certo nervosismo è comprensibile. Ma è dipeso in larga parte dalla lentezza di Renzi. È chiaro che se tra un “tavolo” e l’altro passano 25 giorni, qualcuno si arrabbia.

Il dialogo con la maggioranza quindi va avanti?
La lettera che il 28 luglio Renzi ha scritto a tutti i parlamentari è un segnale positivo. Ma dobbiamo vedere come intende procedere.

Il primo contrasto è sui tempi…
Noi proponiamo che la nuova legge elettorale, prima di entrare in vigore, abbia il conforto della Corte costituzionale. È evidente che se la maggioranza intende approvarla tra la prima coppia di letture e la seconda, la nostra richiesta cade.

Sono anche altri, tuttavia, i punti simbolici ai quali il M5s lega la sua battaglia.
È nota la nostra preferenza per un Senato elettivo, ma Renzi non ci sente.

Forse teme che si uccida in culla il nuovo sistema fondato su una sola Camera che fa quasi tutte le leggi.
Paura infondata. Noi abbiamo espresso più volte l’orientamento a superare il bicameralismo perfetto escludendo che il Senato voti la fiducia al governo, ma è una fissazione mediocre quella di voler portare a Palazzo Madama la classe politica più indagata d’Italia.

Lei sa che qui non si passa e reagite con l’ostruzionismo.
Ma quale ostruzionismo? Noi abbiamo presentato 200 emendamenti e sono stati respinti tutti in commissione. Possibile che non ce ne fosse uno buono? Renzi deve guardare piuttosto in casa e a chi, come Sel, è in giunta con il Pd in tutta Italia e ha presentato migliaia di emendamenti. A questo punto il problema non è se il Senato è o no elettivo, ma quello che deve o non deve fare.

Che cosa dovrebbe fare?
Rappresentare una camera di sicurezza per le questioni importanti. Per esempio dovrebbe vagliare le leggi sui diritti, oltre alle leggi di bilancio e ai trattati internazionali. E poi senza il Senato elettivo si rischia di avere una maggioranza diversa rispetto a quella della Camera.

Ma se il centrodestra accusa Renzi di volere un monocolore rosso nelle due Camere…
Adesso forse sarebbe così. Ma tra dieci anni? La verità è che la maggioranza vuole togliere troppe prerogative al Senato. Su questo punto loro sono sordi e il dialogo non si fa con i sordi.

C’è qualche proposta sulla quale la sordità di Renzi possa attenuarsi?
Cominciamo con l’abolizione dell’immunità, tranne che per le opinioni espresse in virtù del mandato parlamentare.

Non c’è il rischio di consegnare il Parlamento alla magistratura?
Oggi l’orientamento delle Camere è di non ravvisare il fumus persecutionis, perché i reati contestati sono quelli legati alla corruzione. Ma tra l’arrivo della richiesta dei magistrati e le votazioni passano un paio di mesi. Largamente sufficienti per scappare o inquinare le prove. Non capisco perché i parlamentari debbano sottrarsi alle regole valide per qualunque cittadino.

Altri punti per un possibile accordo?
Ridurre le firme per indire i referendum e le leggi di iniziativa popolare. Attivare la sfiducia successiva all’elezione come strumento di controllo. E poi c’è il problema dell’elezione del presidente della Repubblica.

Voi temete che la maggioranza se lo elegga da solo…
Se si fanno leggi elettorali molto maggioritarie, questo rischio è scontato. Noi proponiamo che si proceda sempre con la maggioranza dei due terzi.

Non si rischia la paralisi?
Sandro Pertini fu eletto al sedicesimo scrutinio. Questo significa che si possono fare salutari opere di mediazione e favorire un’intesa larga. Oggi purtroppo non è così.

Lei dice che con la vostra proposta Giorgio Napolitano non sarebbe stato eletto? (Di Maio è uomo di mediazione. Non gli va di sparare contro il capo dello Stato come quasi tutti i suoi. Deve parlare per allusioni).
Non lo so. Ma avrebbe potuto esserci un presidente che facesse sintesi dinanzi al muro contro muro che vediamo. Un presidente che avesse una certa visione di governo…

Se aveste eletto Romano Prodi lo scenario sarebbe stato diverso e voi occupereste sulle riforme il posto che oggi occupa Silvio Berlusconi.
Mi permetto di ricordare che Prodi l’ha bocciato il suo partito, il Pd. Noi avremmo voluto una figura che non appartenesse troppo alla storia politica di questo Paese. Un po’ più super partes. (Di Maio vuole ragionare, ma approfitta dell’occasione per mandare al presidente del Consiglio un paio di avvertimenti). Renzi è abituato alla legge dei sindaci. Prende il 60 per cento e minaccia: se cado io, andate tutti a casa. Adesso deve confrontarsi con la democrazia parlamentare. Modificare la Costituzione richiede passaggi delicati, stabiliti da quei padri costituenti che la sinistra invocava ripetutamente quando era Berlusconi a voler cambiare la Carta. Stiamo anche attenti a un altro passaggio: se le riforme costituzionali passano a maggioranza, c’è il rischio che vengano bocciate dal referendum confermativo che non prevede il quorum. E allora si dovrebbe ricominciare tutto daccapo.

A proposito di Berlusconi, se Renzi accettasse la vostra proposta sulle preferenze, romperebbe il Patto del Nazareno.
Francamente certe volte non capisco Forza Italia. Prima qualche apertura, poi una rigida chiusura. Eppoi, per dirla tutta, ho la sensazione che le preferenze e in genere la legge elettorale vengano usate da Berlusconi come contrappesi per altre cose.

Per esempio?
La riforma della giustizia.

Voi non la volete?
Abbiamo aperto un tavolo con il ministro Andrea Orlando per parlare del ripristino del falso in bilancio nella sua interezza. In ogni caso, la nostra legge elettorale è migliore di quella concordata al Nazareno. Noi vorremmo il doppio turno di lista, non quello delle macrocoalizioni che si mettono insieme soltanto per prendere un voto in più. Il Pd si è detto d’accordo, staremo a vedere. Non dobbiamo più consentire che si ripresentino i casi come quelli di Clemente Mastella e dello stesso Gianfranco Fini…

Lei parla di mediazioni, di tavoli, di streaming e Grillo annuncia la “guerriglia democratica” che non è esattamente un salotto di conversazione. Dunque?
Guerriglia democratica significa semplicemente far arrivare ai cittadini il massimo possibile di quel che sta succedendo in Parlamento. Far capire la contraddizione di Renzi che da un lato dice: le riforme non si sbattono in faccia all’opposizione e poi fa bocciare tutti i nostri 200 emendamenti. Questo muro contro muro ci ha fatto perdere soltanto del tempo.

Grande campagna di comunicazione e al tempo stesso volete disintossicarvi dalla televisione?
La televisione non è tossica in sé, ma rischia di diventarlo per quello che riproduce di noi. Nell’ultima campagna elettorale siamo stati troppo presenti in tv con il risultato di determinare un tifo da stadio a nostro favore o contro, senza peraltro la possibilità di approfondire i temi più seri. D’ora in poi utilizzeremo la televisione in modo chirurgico. Ci confronteremo con i cittadini sul territorio e decideremo come e quando utilizzare la televisione: per esempio, trovo molto utile che ci segua quando, come è accaduto a me in Campania, andiamo a visitare aziende in difficoltà.

A questo proposito, alcuni dicono che il governo, e il Paese, avranno un autunno difficile.
Lo penso anch’io. Renzi sta perdendo troppo tempo sulle riforme, mentre ci sono 10 milioni di poveri e 6 milioni di cittadini in povertà assoluta. A fine anno il governo dovrà fare una manovra correttiva di almeno 20-30 miliardi di euro. Il debito pubblico ha toccato il record sotto Renzi, la legge di stabilità di Enrico Letta è stata applicata soltanto al 50 per cento e non ha portato a maggiori entrate. L’aumento delle accise è stato inutile perché azzerato dalla caduta dei consumi. Meglio impegnarsi tutti insieme per superare al più presto lo scoglio delle riforme e distendere gli animi. A settembre ne avremo un gran bisogno.
mader