Beppe Grillo, Grillo, mader

PARRUCCA E BARBA GRIGIA DA BEPPE SI VENDONO GRILLO SU EBAY. PREZZO IN EURO: 21,96; PRODOTTI VENDUTI: 4


L’annuncio comparso su Ebay recita così: “Vendesi parrucca e barba grigia Beppe Grillo”. Il costo è di 21 euro e 96 centesimi, spedizione gratuita. La quantità totale del prodotto è di sette “esemplari”, di cui 4 sono già stati venduti.


La satira nei confronti di Beppe Grillo si rivolge ancora una volta alla sua fluente chioma argentata, arricchita da un’abbondante barba incolta, e questa volta trova spazio su Ebay, dove addirittura è stata messa in vendita una parrucca e una barba – accompagnata da una foto esplicativa – identiche a quelle del comico genovese.

In ogni caso la trovata sta riscuotendo successo, dato che quattro utenti hanno già eseguito l’acquisto e i prodotti ancora disponibili sono solo tre.

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Alessia Biancalana per L’Huffington Post

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Beppe Grillo, Comune di Ragusa, Federico Piccitto, Federico Pizzarotti, Grillo, Il Fatto Quotidiano, mader, Movimento 5 stelle, Ragusa

RAGUSA: IL M5S DECLASSA IL SINDACO M5S


Nella città siciliana conquistata nel 2013 scontro tra attivisti e primo cittadino. Che assicura: “Tutto rientrato, mi accusavano di scarsa attività nel movimento, ma non contavano gli impegni amministrativi”. E si ripropone l’eterno dilemma sul rapporto con gli altri partiti.

Il primo sindaco siciliano del Movimento 5 Stelle declassato da attivista a semplice “simpatizzante” del Movimento stesso. È successo a Ragusa, dove Federico Piccitto, da un anno primo cittadino della città iblea, si è visto applicare la curiosa sanzione dal Meetup che ha sostenuto la sua candidatura. “È una sciocchezza che non meritava neanche di finire sui giornali: è bastata una riunione in cui ci siamo chiariti. D’altra parte i primi attivisti sono proprio gli amministratori del Movimento”dice il sindaco, dopo aver ricordato di essere comunque lui ad avere la delega per l’utilizzo del logo del Movimento.

“Beppe Grillo? Ci sentiamo, l’ho pure invitato a Ragusa. Anche Gianroberto Casaleggio”. Insieme a Piccitto sono finiti declassati da attivisti a simpatizzanti anche molti dei consiglieri comunali eletti dal Movimento di Grillo esattamente un anno fa. “Semplicemente – spiega Piccitto – nel nostro regolamento è prevista la possibilità che un attivista venga declassato a simpatizzante per scarsa attività all’interno del meetup: qualche attivista ha fatto valere questa regola. Ma abbiamo chiarito tutto: se un attivista fa una riunione a settimana, un sindaco o un consigliere ne fanno duecento”.

Ad alcuni dei consiglieri era stato contestato anche il mancato pagamento delle quote, utilizzate poi per pagare l’affitto della sede del Movimento. “Non so chi abbia pagato o meno, io posso assicurare di aver dato quanto dovuto” garantisce Piccitto. E anche se a Ragusa, Piccitto e gli altri sono stati poi nuovamente promossi al ruolo di attivista, è un fatto che nelle città in cui il Movimento governa, i rapporti tra meetup ed eletti diventano problematici dopo qualche mese di amministrazione. Come si era già verificato nella Parma di Federico Pizzarotti. A Ragusa, invece, due dei diciotto consiglieri comunali eletti dai 5 Stelle hanno già lasciato il Movimento: sono Mirella Castro e Manuela Nicita. Intervistate dal fattoquotidiano.it sui motivi che le hanno spinte ad uscire dal Movimento rispondono all’unisono: “Potremmo avere prima la domande via mail?”

“Le piccole crisi – spiega invece Piccitto – sono momenti di crescita: è normale che accada nelle città dove il Movimento amministra”. E quando il primo cittadino parla di piccole crisi, si riferisce probabilmente allo sdoppiamento dei meetup a Ragusa, pochi mesi dopo la sua elezione. Subito dopo il siluramento dell’assessore all’ambiente Claudio Conti da parte del primo cittadino, infatti, alcuni attivisti, in disaccordo con la scelta di Piccitto, hanno deciso di fondare un secondo meetup, RagusAttiva. “Il problema è che magari qualche qualche attivista non riesce subito a passare dalla protesta alla proposta”, spiega il primo cittadino, sintetizzando la lotta intestina tutta interna ai 5 Stelle che inglobano due anime nello stesso Movimento: quella di lotta e quella di governo.

“Quando si amministra – spiega Piccitto – la proposta non deve più essere solo del Movimento 5 Stelle, ma deve diventare una proposta condivisa dalla città: la democrazia partecipata, quando si governa, si estende a tutta la comunità”. Appena entrati in municipio, infatti, i consiglieri comunali pentastellati hanno eletto sulla poltrona più alta del consiglio un loro concorrente: Giovanni Iacona, candidato primo cittadino di una lista civica di centro sinistra. Poi al ballottaggio ha appoggiato i 5 Stelle. E in cambio ha ottenuto la poltrona di presidente del consiglio comunale. “Ha un’esperienza politica importante, per noi è una figura di garanzia. Va bene anche se non è del Movimento 5 Stelle” dice Piccitto, confermando la trazione di governo del Movimento a Ragusa.

A questo punto la domanda è d’obbligo: opininioni sulle consultazioni tra M5S e Matteo Renzi? Piccitto nicchia. E risponde con una non risposta: “Bisogna avere chiari gli ambiti di intervento: io faccio l’amministratore locale, sono i deputati che si devono occupare di temi nazionali. Altrimenti si rischia di creare confusione”.

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PAOLA TAVERNA, M5S: “NON ABBIAMO GETTATO LA SPUGNA”. “I GIORNALI RACCONTANO UN’ALTRA STORIA”


L’urlatrice del M5S garantisce la linea dura del partito. E sull’opposizione alla riforma del Senato dice: «Non abbiamo gettato la spugna.

I 5 Stelle continueranno a percorrere la via delle mancate aperture alla maggioranza e al governo e dell’opposizione dura. A confermarlo sono le parole della senatrice Paola Taverna, già capogruppo dei pentastellati a Palazzo Madama, in un’intervista rilasciata alla Stampa. «Non credo – dichiara Taverna – che ci siano più spiragli per ulteriori incontri con Renzi. Almeno che non rivelino il contenuto del Patto del Nazareno. Vogliamo capire perché Forza Italia appoggia questa riforma e cosa le è stato promesso in cambio».

Taverna, in sostanza, conferma la linea del muro contro muro. All’inizio parla di riforma del Senato denunciando un «affondo alla democrazia». «Non aboliscono il Senato – dice -, ma lo trasformano in una nuova Camera di nominati. È l’ennesimo affondo della democrazia, eppure il messaggio che passa è un altro». Poi Taverna spiega l’abbandono dell’aula. «Noi – afferma ancora la deputata – non abbiamo gettato la spugna. Abbiamo preso atto dell’impossibilità di discutere i nostri emendamenti per effetto della tagliola imposta dal tandem Grasso-Zanda. Hanno addirittura conteggiato nei tempi a nostra disposizione gli interventi sui richiami al regolamento. Non ci stiamo a fare solo gli schiaccia-bottoni». «Il cosiddetto Aventino riguarda solo la riforma, su tutto il resto – assicura poi ancora Taverna – continueremo a dare battaglia ai tanti colleghi che vivono la politica come un mestiere e che hanno scelto di portare in Aula la revisione costituzionale ora che gli italiani sono al mare e le tv in vacanza, mentre i giornali raccontano un’altra storia».

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Articolo originale su Giornalettismo