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NICOLA MORRA, IL M5S IN CALABRIA: UNO DEI TANTI, VECCHI PARTITI


Il vero, indiscusso, vincitore di queste elezioni è il partito dell’astensionismo. Questo significa che chi ha scelto di contrastare i partiti è tornato a farlo attraverso l’astensione, anziché votare M5S come nel recente passato, associandosi ai tanti che non votano da sempre o da tanto senza una robusta consapevolezza di ciò che questa rinuncia comporta.

 

Pertanto dobbiamo riconoscere che il M5S in Calabria è stato percepito come un partito, uno dei tanti, vecchi, collettori di voti che in Italia si chiamano appunto “partiti”. Non è stato percepito come un Movimento!
Se è così, significa che si è andati fuori strada, che si deve ridiscutere tanto in Calabria, ammettere l’errore e ricominciare da zero.

Beppe a Bologna ha parlato di infiltrazioni nei meetup calabresi, io credo che possiamo parlare nello specifico di contaminazioni di “mentalità da VECCHIA politica”.

Questo i cittadini lo hanno percepito.
Lo hanno percepito dall’atteggiamento di chi è entrato nel M5S per tentare una carriera politica, comportandosi esattamente come i più classici politici che cerchiamo di mandare a casa, senza che noi si riuscisse a far filtro in maniera drastica.

Da cittadini normali che vogliono semplicemente il rispetto delle norme, non siamo stati credibili, quando si è cercato ad esempio di raccogliere voti per i candidati perorando la causa dell’appartenenza e non della competenza, dell’amicizia e non dell’onestà, et similia!

Così come non si può promuovere credibilmente la politica fatta da cittadini, disinteressata, non come mestiere, se quando non si superano le regionarie (primarie online) poi si scompare e si abbandona la campagna solo perché non si è stati candidati.

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Nicola Morra Portavoce M5S Senato Italia in Crisi
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GRILLO SCOMUNICA RIZZETTO. LA REPLICA: #IONONMOLLO E TU?


«Il M5S non ritorna nei talk show». È categorico Beppe Grillo sul suo blog, dove “bacchetta” il deputato M5S Walter Rizzetto, “reo” di aver preso parte, questa mattina, alla puntata di Omnibus su La7. «I talk show – scrive Grillo – stanno morendo di asfissia di ascolti. Accompagnano in questo, in modo naturale e parallelo, il percorso della disaffezione al voto alla politica».

«Il M5S ha partecipato in passato a trasmissioni televisive nelle quali poteva esprimere la propria opinione su temi specifici e lo farà in futuro soprattutto a livello di emittenti locali dove si trattano aspetti vicini ai cittadini come quello dell’ambiente o a confronti elettorali come è avvenuto con Giulia Gibertoni su Sky. La partecipazione di Rizzetto al talk “Omnibus” è stata a titolo del tutto personale: Rizzetto non rappresenta la posizione del M5S, nè qualcuno gli ha dato questa responsabilità. Libero di dire la sua opinione e di partecipare ai talk, ma non a nome del M5S», conclude Grillo.  

Immediata la replica del deputato pentastellato: «Caro Beppe Grillo, vorrei capire innanzitutto chi scrive i post sul blog e come mai non si firma, quasi mai. Dai feedback ricevuti mi pare evidente che il problema ora sia più tuo che mio… Fare sana autocritica è sintomo di maturità, non solo politica, e non sono l’unico a pensarlo. Se ritieni che “Rizzetto parla a nome suo e non rappresenta il MoVimento” è altrettanto evidente che io e te abbiamo un problema (#houston ndr)», ha scritto sul suo blog Rizzetto. «Ti dico una cosa – aggiunge Rizzetto – io a questa “maglia” ci tengo e non ho detto nulla di sconveniente e non in linea con il M5S, anzi. Se uno vale uno, ciò lo é anche nell’esprimere le opinioni. Rinnovo: a 39 anni, in gran parte lavorati e grazie a Dio lavorati bene, non chiedo il permesso ai tuoi cortigiani per parlare del lavoro che stiamo facendo e comunicarlo a più gente possibile. Il dato elettorale dovrebbe far riflettere te, in primis. #iononmollo e tu?», conclude il deputato pentastellato.  

In molti hanno preso le difese del deputato M5S. Tra questi Tancredi Turco, che trova «incomprensibile» la “scomunica” di Beppe Grillo. Turco lancia poi la proposta di un referendum online tra la base che decida sulla partecipazione o meno dei pentastellati in tv. «Trovo incomprensibile il post – sostiene Turco, tra le voci critiche nel Movimento – Rizzetto è un deputato del M5S e lo rappresenta egregiamente. Tra l’altro, ha detto cose totalmente condivisibili». Quindi il deputato M5S propone che sia il web a decidere: «Il fatto se andare o non andare in tv deve essere una decisione presa con una consultazione sul blog, in modo da dare a tutti gli attivisti la possibilità di esprimersi».  

Molti inoltre i deputati, spesso considerati voci critiche nel Movimento, che non si nascondono dietro l’anominato e invadono i social per difendere il collega. La deputata 5 stelle Gessica Rostellato twitta: «#siamotutticonRizzetto #anchenoisiamomovimento» e posta la foto di Rizzetto ospite in studio a Omnibus su La 7. La collega Eleonora Bechis aggiunge: «Ancora una volta ci si rinchiude nel blog invece di ascoltare #siamotuttirizzetto». 
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