M5S, SCARSE RESTITUZIONI ED ESPULSIONI


M5S nuove espulsioni in vista. Le espulsioni dal partito di Grillo sembrano non finire mai. Ora a rischiare, dopo Artini e Pinna, ci sarebbero altri 20 eletti delle liste del Movimento 5 Stelle. La causa: la mancata rendicontazione delle spese.

Al momento dell’elezione, gli eletti del partito di Grillo, hanno sottoscritto l’impegno di moderare l’uso dei soldi dei contribuenti italiani loro spettanti. Un impegno che pare sia stato rispettato solo in parte da quanto emerge dai dati diffusi dall’amministrazione della Camera dei Deputati: i cinque stelle rinuncerebbero solo al 10% dei rimborsi.

Come riporta un’inchiesta del Corriere, i soldi che spettavano ai deputati grillini tra il 15 marzo ed il 31 dicembre 2013, ammontavano a 19 milioni e 395.218 euro. Di questi risultano ufficialmente erogati 18 milioni e 912.552 euro. Si evince che l’effettivo risparmio per le casse dello Stato non è andato oltre i 305.581 euro. Un risparmio esiguo. Bisogna tener però presente che, pur volendo, i parlamentari grillini non avrebbero potuto rinunciare a gran parte di quei soldi: 14 milioni circa, poiché a tanto ammontano le somme delle indennità e delle diarie alle quali per regolamento non è possibile rinunciare.

Anche tenente presente questo aspetto, le rinunce volontarie sembrano essere state davvero poche. Solo il 5,7% dei 5 milioni e 319.064 euro restanti è rimasto a fare cassa. E per quest’anno le cose non sembrano andare diversamente. Il mese di novembre appena conclusosi ha fatto registrare rinunce per un totale di 27.930 euro. Numeri non lontani dal 5% del totale a cui sarebbe possibile rinunciare. Cifre davvero esigue che si contrappongono invece alle rinunce alle indennità d’ufficio: l’83,5% dei cinque stelle non ha ritirato la somma che, in aggiunta allo stipendio, gli spettava per altri incarichi.

Ma agli eletti del M5S non è possibile non riconoscere un grande merito. Dell’indennità totale, pari a 5.246 euro, i deputati grillini hanno deciso di prendere solo 2.500 euro. La differenza, quello che lo Stato va a risparmiare, viene destinato ad un fondo di garanzia per i finanziamenti alle piccole imprese. Un fondo che ogni tre mesi, come spiega il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, viene alimentato attraverso il “Restitution Day”. L’iniziativa firmata M5S ha già raccolto 7 milioni e 984 mila euro. Non pochi soldi e per una nobile causa: aiutare le piccole imprese. Una nobile causa nell’intento e che per ora rimane tale. Da oltre un anno infatti, grazie ad un decreto sottoscritto dal Ragioniere generale dello Stato, Daniele Franco, quei soldi risultano bloccati. Così il ministero dello Sviluppo Economico non può giovarsene. Non ne giovano le piccole imprese e non ne giovano nemmeno i contribuenti italiani. Un risparmio nullo insomma, almeno per ora.

Sembrerebbe così crollare un’altra importante premessa del movimento fondato da Beppe Grillo. Un fatto che di certo non aiuta ad arrestare il calo di partecipanti ai forum sul famoso blog. Diminuiscono i partecipanti e diminuiscono anche i temi posti in discussione. Un calo al quale fa eco anche lo stallo in cui versano i profili Facebook e Twitter del movimento: i seguaci sembrano non aumentare ormai da molto tempo.
 
mader
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