Grillo, la Repubblica, Lega, Lega Nord, mader, Matteo Salvini

SALVINI IL PADRE DELLA PATRIA


L’abilità di Matteo Salvini, e la ragione del suo successo personale destinato a crescere divorando Forza Italia e rosicchiando via via pezzi della sempre più confusa Armata Brancaleone grillista, stanno nell’avere colto l’occasione per strappare la Lega al ridotto alpino e al ghetto padano dove Bossi l’aveva rinchiusa con le puttanate dell’acqua santa del Po, i carri armati di cartone, la scuola in dialetto e i giuramenti con le salamelle e le corna celtiche.

Ne sta facendo un movimento nazionale cavalcando con molta più decisione delle fumisterie referendarie di Grillo. Munge il rancore contro l’Europa.

Prende a prestito teorie di professorini di economia delle quali non capisce nulla e che sono tutte da dimostrare, ma coltivano l’illusione che fuori dall’Euro ci sia la Terra Promessa del latte e del miele.

Grazie all’ antieuropeismo, Salvini ha buttato i logori stracci e gli orpelli secessionisti e antimeridionalisti dei fondatori per riscoprire, appunto in chiave anti Europa, il nazionalismo. Il paradosso tragicomico del momento è che l’unico partito italiano dichiaratamente nazionalista è la Lega.
mader
Vittorio Zucconi per la Repubblica
Annunci
Il Giornale, Lega, mader, Matteo Salvini, Nicola Morra

IL GRILLINO MORRA ALLA CORTE (SEGRETA) DELL’ESTREMA DESTRA


Viaggio nel Foro 753, centro sociale di estrema destra, dove si sono recati il senatore grillino e il leader della Lega Nord (prima delle Europee).

Uncentro sociale? Un movimento politico o una palestra? Il Foro 753 è tutto questo ma anche molto di più. Nasce originariamente nel 2003 in via Capo d’Africa, vicino al Colosseo, con l’occupazione di un ex casa del popolo di cinque piani, abbandonata dagli anni ’50.

Un po’ un paradosso che un edificio che nel Dopoguerra ha ospitato compagni e partigiani, nel ventunesimo secolo sia stato riqualificato da un gruppo di militanti di estrema destra.

Il nome del centro sociale, infatti, richiama l’anno di fondazione di Roma e il concetto di foro romano come luogo di incontro e scambio di idee e posizioni differenti. L’esperienza di via Capo d’Africa dura però solo due anni, come spiega Giacomo Mondini, uno dei responsabili del Foro: “L’edificio era di proprietà della Regione ma Storace non ebbe difficoltà a chiederci di andarcene e anche la sinistra con alcuni suoi esponenti, risultati poi indagati nell’indagine di Mafia Capitale, abitavano in quella zona e premevano affinché noi venissimo sgomberati”.

Il più attivo nel fare quotidianamente queste richiesta era Luca Odevaine, ex vice capo di gabinetto di Walter Veltroni. Ma è proprio all’ex sindaco che si deve il salvataggio del Foro: “Veltroni – racconta Mondini – è l’unico che capiva, a differenza di tanti altri, l’universalità di Roma e ci assegnò questo stabile riconoscendo che le attività che avevamo posto in essere erano valide”. Nel 2007, infatti, il Foro 753 si trasferisce in via Beverino in zona Torrevecchia a pochi metri dal raccordo anulare, in una struttura non agibile che prima fungeva da garage e che è stato rimesso apposto “solo con il nostro impegno”, spiega Mondini. “Nel corso di quei due anni abbiamo posto le basi per attività che attualmente svolgiamo con una palestra di pugilato, una sala conferenza e una cucina”.

Il locale viene messo a disposizione anche degli abitanti per le feste di quartiere a prezzi agevolati, per la donazione del sangue o per le cene di raccolta fondi per Sol.id (Solidarietà Identitaria), l’associazione umanitaria del Foro che ha operato in Paesi come Siria, Kossovo e Birmania. Il Foro 753, a differenza di Casa Pound, non nasce quindi con uno scopo abitativo e non è espressione di alcun partito. “A noi – chiarisce Mondini – interessa relativamente il progetto di un singolo partito però riteniamo che sia opportuno far valere alcune istanze dentro le istituzioni e perciò guardiamo con interesse al discorso della Lega”. Molti militanti del Foro, infatti, sono stati eletti in differenti partiti di centrodestra e il centro sociale apre i suoi dibattiti a esponenti di ogni area politica tanto è vero che di recente è andato in visita strettamente privata anche il grillino Nicola Morra. Curioso è il fatto che mentre ministri come Beatrice Lorenzin e sindaci come Flavio Tosi hanno accettato gli inviti in maniera pubblica, l’ex capogruppo dei Cinque Stelle al Senato ha invece voluto tenere segreta tale partecipazione ma non è stato l’unico. Matteo Salvini, che proprio ieri ha presentato il suo progetto per il Sud, prima delle Europee è stato ad una cena del Foro durante la quale aveva prospettato la nascita di una Lega nazionale.

“Noi – prosegue Mondini – non aspettiamo nessun messia e non crediamo sia vantaggioso fare il tifo per Salvini o per Tosi né ci siamo infatuati di parole d’ordine contro la globalizzazione e per la difesa delle identità e che il mondo non conforme della destra identitaria ha sempre usato”. A telecamere spente Mondini rivela di essere alquanto deluso dalle ultime mosse del segretario della Lega da cui si aspettava molto di più di una semplice lista con il proprio nome fatta con l’intento di “ricostruire insieme alla Meloni e a Forza Italia il centrodestra”.

È il Front national l’orizzonte politico cui guarda il Foro 753 che circa un mese ha ospitato il deputato francese Nicolà Bei secondo cui: “il mondo – come racconta Mondini alla fine del suo ragionamento – non è più distinguibile tra destra, sinistra e centro ma tra identitari e fautori della globalizzazione. Sta all’uomo libero sapere dove posizionarsi e non è pensabile essere a favore dell’abolizione della famiglia tradizionale, della delocalizzazione o del lavoro a basso costo nonostante ciò che dicono Renzi o Berlusconi”.
mader
Beppe Grillo, Giorgio Napolitano, mader, Napolitano, Presidente della Repubblica

ERMANNO OLMI A GRILLO: "DOVREBBE FARSI RICOVERARE"


Il regista Ermanno Olmi in una lettera al Corriere della Sera difende il Presidente della Repubblica dagli attacchi di Beppe Grillo: “Se il Presidente Napolitano dovrebbe costituirsi, lei Grillo e tutti gli altri dovreste farvi ricoverare”. 

Olmi ricorda le enormi difficoltà che il Paese incontrò nel dopoguerra, l’Italia era considerata dagli Alleati fra i Paesi nemici.
Caro direttore – scrive Olmi – alla fine della Seconda guerra mondiale, l’Italia era considerata dagli Alleati fra i Paesi nemici e pertanto priva di ogni libertà. Quando il 10 agosto del 1946 Alcide De Gasperi intervenne alla Conferenza di pace a Parigi, esordì dicendo: Prendendo la parola in questo Consesso, sento che tutto è contro di me, tranne la vostra personale cortesia. Questo bastò a salvare l’Italia dall’umiliazione di essere sotto tutela”. Olmi allora si chiede: “Sarebbe stata la stessa cosa se al posto di De Gasperi ci fosse stato Beppe Grillo? O Salvini o Civati o altri dei nostri attuali politici? È fin troppo facile rispondere: se il presidente Napolitano dovrebbe costituirsi, lei Grillo e tutti gli altri dovreste farvi ricoverare. E una volta per tutte: la smetta di fare del protagonismo becero insultando Napolitanoaltrimenti la denuncerò per vilipendio nei confronti del Capo dello Stato che i cittadini italiani amano e rispettano”.
mader