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IL M5S DI RAGUSA CONTRO IL SINDACO 5 STELLE


Quelle villette sono da abbattere. Il meetup 5 Stelle “RagusAttiva” manda un chiaro messaggio al sindaco Federico Piccitto e lo invita a non tergiversare. Nel mirino le circa quaranta villette costruite tra Branco Piccolo e Passo Marinaro per le quali la Regione ha formalmente diffidato il comune perchè i luoghi siano ripristinati.

Si tratta, in sostanza, di abbattere gli immobili perchè realizzati a meno di 150 metri dalla battigia in piena zona protetta. Le villette furono realizzate tra il 1977 e l´anno successivo e la Procura della Repubblica ha accertato che si tratta di immobili abusivi. Il meetup richiama il sindaco ai suoi doveri per ripristinare la legalità in una fascia di territorio dove è stata perpetrato di tutto. Scrive il meetup: “Si tratta di un´area dove prevale l´illegalità più assoluta. Mentre l´attenzione dell´opinione pubblica è incentrata sullo stabilimento balneare che il Donnafugata Resort sta tentando di realizzare, ecco che a pochi chilometri di distanza continua ad operare un altro stabilimento balneare del tutto abusivo costruito durante la sindacatura Dipasquale.

Si continua a fare scempio di quel territorio e si continua a deturpare il paesaggio e l´ambiente tramite la persistenza di circa 30 immobili abusivi. Tali immobili ricadono in contrada Branco Piccolo. Inoltre, sempre nello stesso territorio, insistono i ruderi di un villaggio turistico abbandonato. Ai proprietari di tali ruderi, in modo proprio, il Comune di Ragusa ha negato definitivamente un´altra concessione edilizia. Quello che turba noi di RagusAttiva è la totale assenza di decisioni puntuali e di legalità da parte delle precedenti e dell´attuale amministrazione comunale. Cosa si aspetta a ripristinare la legalità in questa area? Ristabilire la legalità equivale ad acquisire al patrimonio del Comune di Ragusa tali costruzioni abusive, cui deve fare seguito l´abbattimento. A distanza di un anno dall´esame delle pratiche, che giacevano sulle scrivanie degli uffici da decenni, la procedura di notifica ai proprietari dell´insanabilità degli immobili non è stata eseguita. Cosa si aspetta a dare seguito?

Perché il Comune di Ragusa è intervenuto, seppur in modo molto equivoco, per gli scandalosi fatti dello stabilimento balneare di Randello, sulle ali dell´indignazione dei cittadini e del Comitato Randello Libera, e non si attiva a procedere per lo stabilimento balneare abusivo di Passo Marinaro? I proprietari appartengono ai poteri forti della Ragusa bene? Perché non iniziare a verificare le modalità per abbattere gli scheletri del villaggio turistico abusivo di Passo Marinaro, come fatto per la Scala dei Turchi ad Agrigento? E´ ora che il Movimento 5 Stelle cittadino e l´amministrazione comunale, che dichiarano che nel loro Dna è incastonato il valore della legalità, agiscano di conseguenza”. Al di là del fatto specifico e del merito della vicenda delle villette abusive il meetup non esita a sferrare un attacco politico ad una amministrazione che vede un sindaco ed un M5S in maggioranza assoluta in consiglio. Più che una tirata di orecchi il documento appare come uno schiaffo sonoro in faccia a Piccitto ed alla sua giunta.

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RAGUSA: IL M5S DECLASSA IL SINDACO M5S


Nella città siciliana conquistata nel 2013 scontro tra attivisti e primo cittadino. Che assicura: “Tutto rientrato, mi accusavano di scarsa attività nel movimento, ma non contavano gli impegni amministrativi”. E si ripropone l’eterno dilemma sul rapporto con gli altri partiti.

Il primo sindaco siciliano del Movimento 5 Stelle declassato da attivista a semplice “simpatizzante” del Movimento stesso. È successo a Ragusa, dove Federico Piccitto, da un anno primo cittadino della città iblea, si è visto applicare la curiosa sanzione dal Meetup che ha sostenuto la sua candidatura. “È una sciocchezza che non meritava neanche di finire sui giornali: è bastata una riunione in cui ci siamo chiariti. D’altra parte i primi attivisti sono proprio gli amministratori del Movimento”dice il sindaco, dopo aver ricordato di essere comunque lui ad avere la delega per l’utilizzo del logo del Movimento.

“Beppe Grillo? Ci sentiamo, l’ho pure invitato a Ragusa. Anche Gianroberto Casaleggio”. Insieme a Piccitto sono finiti declassati da attivisti a simpatizzanti anche molti dei consiglieri comunali eletti dal Movimento di Grillo esattamente un anno fa. “Semplicemente – spiega Piccitto – nel nostro regolamento è prevista la possibilità che un attivista venga declassato a simpatizzante per scarsa attività all’interno del meetup: qualche attivista ha fatto valere questa regola. Ma abbiamo chiarito tutto: se un attivista fa una riunione a settimana, un sindaco o un consigliere ne fanno duecento”.

Ad alcuni dei consiglieri era stato contestato anche il mancato pagamento delle quote, utilizzate poi per pagare l’affitto della sede del Movimento. “Non so chi abbia pagato o meno, io posso assicurare di aver dato quanto dovuto” garantisce Piccitto. E anche se a Ragusa, Piccitto e gli altri sono stati poi nuovamente promossi al ruolo di attivista, è un fatto che nelle città in cui il Movimento governa, i rapporti tra meetup ed eletti diventano problematici dopo qualche mese di amministrazione. Come si era già verificato nella Parma di Federico Pizzarotti. A Ragusa, invece, due dei diciotto consiglieri comunali eletti dai 5 Stelle hanno già lasciato il Movimento: sono Mirella Castro e Manuela Nicita. Intervistate dal fattoquotidiano.it sui motivi che le hanno spinte ad uscire dal Movimento rispondono all’unisono: “Potremmo avere prima la domande via mail?”

“Le piccole crisi – spiega invece Piccitto – sono momenti di crescita: è normale che accada nelle città dove il Movimento amministra”. E quando il primo cittadino parla di piccole crisi, si riferisce probabilmente allo sdoppiamento dei meetup a Ragusa, pochi mesi dopo la sua elezione. Subito dopo il siluramento dell’assessore all’ambiente Claudio Conti da parte del primo cittadino, infatti, alcuni attivisti, in disaccordo con la scelta di Piccitto, hanno deciso di fondare un secondo meetup, RagusAttiva. “Il problema è che magari qualche qualche attivista non riesce subito a passare dalla protesta alla proposta”, spiega il primo cittadino, sintetizzando la lotta intestina tutta interna ai 5 Stelle che inglobano due anime nello stesso Movimento: quella di lotta e quella di governo.

“Quando si amministra – spiega Piccitto – la proposta non deve più essere solo del Movimento 5 Stelle, ma deve diventare una proposta condivisa dalla città: la democrazia partecipata, quando si governa, si estende a tutta la comunità”. Appena entrati in municipio, infatti, i consiglieri comunali pentastellati hanno eletto sulla poltrona più alta del consiglio un loro concorrente: Giovanni Iacona, candidato primo cittadino di una lista civica di centro sinistra. Poi al ballottaggio ha appoggiato i 5 Stelle. E in cambio ha ottenuto la poltrona di presidente del consiglio comunale. “Ha un’esperienza politica importante, per noi è una figura di garanzia. Va bene anche se non è del Movimento 5 Stelle” dice Piccitto, confermando la trazione di governo del Movimento a Ragusa.

A questo punto la domanda è d’obbligo: opininioni sulle consultazioni tra M5S e Matteo Renzi? Piccitto nicchia. E risponde con una non risposta: “Bisogna avere chiari gli ambiti di intervento: io faccio l’amministratore locale, sono i deputati che si devono occupare di temi nazionali. Altrimenti si rischia di creare confusione”.

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