Archivi Categorie: Marco Fabbri

DATEMI UN CLICK E VI SOLLEVERO’ IL MONDO


di Daniele Berti
Ieri sera, mi sono imbattuto in un pezzo di video in cui si vedeva quel pover uomo di Casaleggio a Roma mentre prometteva per l’ennesima volta ‘il porcale per le decisioni democratiche’…


Ho pensato: ma questo è veramente peggio del Silviuccio, a furia di dire balle si convince anche lui che per miracolo questo porcale arriverà…E la folla ad applaudirlo (folla, 4 amici supporter presenti al circus).

Questo qui, sarebbe l’ideatore della nuova democrazia, la democrazia del click, quello della rivoluzione culturale, annientatore dei partiti tradizionali…Questo essere che usa le persone per poi buttarle in un cestino a piacimento se non sei d’accordo con lui, un cialtrone che ora se ne viene fuori con gli stessi slogan della Lega contro i negri e i banchieri ladroni…

Più passa il tempo e più mi rendo conto che non ne usciamo più da questo marasma con questi personaggi che si procurano una flotta di lacchè per conquistarsi una fetta di potere e se ne fottono del resto, in primis degli elettori che li hanno voluti e salutati come salvatori della Patria…

Poveri Noi, poracci quelli che ancora fanno banchetti promettendo alla gente comune la rivoluzione, poracci quelli che beatificano in terra i ‘bellocci’ del parlamento scambiandoli per ‘rivoluzionari’.

E in Europa ?  Un cinema, na risata per non affondare in un sudario di lacrime…

E questo post lo dedico a Marco Fabbri di Comacchio, un ragazzo, un sindaco, che come me aveva sposato la causa 5 stelle nel 2012.

Usato, e buttato fuori anche lui come una cartaccia inutile, quell’uomo col cappello fa veramente andar di stomaco, molto di più di una macchietta vista e rivista sugli schermi dei TG nazionali.

Ci risolleveremo da questo punto basso basso ??
mader

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IL CONTRAPPASSO DI POPULISTI E MANETTARI


I populisti giustizialisti sono non sull’orlo, ma in piena crisi. Di nervi e di missione.

Sclerano in diretta televisiva Santoro e Travaglio anche se, in considerazione della caduta libera di ascolti che subiscono dall’inizio di stagione ‘Servizio pubblico’ e i talk show politici è forte il dubbio che la lite tra le due comari manettare di ieri sera sia stata una sceneggiata messa su allo scopo di cercare di recuperare un po’ di visibilità, soprattutto in rete, per ricordare al pubblico televisivo, in overdose di vaniloqui e urla da Vucciria, che esistono ancora.

 Dopo il flop del Circo Massimo e gli sberleffi dei ragazzi genovesi a “o sciu Grillo”, il M5S sembra aver imboccato definitivamente la strada del “cupio dissolvi”.

Non passa giorno che Dio manda in terra che non giungano notizie di litigi o, più semplicemente cattive notizie come quella arrivata da Bruxelles che racconta della dissoluzione dello stravagante gruppo Grillo/Farage al Parlamento europeo. Un bel guaio per i grillini in trasferta perché il regolamento del PE relega i deputati non iscritti ad una sorta di limbo permanente.

Sarà un film interessante seguire le transumanze dei “cittadini europei” in gruppo o singolarmente in cerca d’autore (e di casa) nell’aula del consesso continentale.

In Italia intanto, l’ineffabile deputato Di Battista, dopo qualche settimana di (apprezzato) silenzio, a seguito della demenziale uscita sulle ragioni dei macellai dell’Isis, ha amabilmente apostrofato il sen. Orellana (quello che un anno fa era candidato di bandiera alla presidenza della repubblica per il M5S) definendolo “un uomo che fa schifo”.

Pochi giorni prima al Circo Massimo, il sempre più inquietante Casaleggio, ben noto per il suo scarso bon ton, aveva invitato i giornalisti a “levarsi dai coglioni” e infine ieri il capo supremo, in evidente debito di argomenti e probabilmente ancora sotto choc dopo la fallita spedizione mediatica genovese, non ha trovato niente di meglio che cacciare, con tanto di gogna telematica, il sindaco grillino di Comacchio Marco Fabbri che oggi piagnucola e strilla contro la deriva “fascista” del Movimento ritenendo forse che chi lo legge o lo ascolta non si ponga la domanda: “ma non lo sapevi prima in che razza di compagnia di giro che ti sei candidato?”

Della considerazione in cui è tenuto dall’inner circle grillista il sindaco di Parma Federico Pizzarotti è meglio non parlare mentre da San Ferdinando di Rosarno, comune della provincia di Reggio Calabria giunge la notizia del fermo, non certo per un divieto di sosta ma per bazzecole come concorsi esterno in associazione mafiosa, traffico di droga, estorsioni, danneggiamenti, intimidazioni, del consigliere comunale Giovanni Pantano, tra i fondatori nel 2013, del locale meet up.

Non c’è male per un movimento nato e cresciuto issando la bandiera della democrazia orizzontale, della legalità e della trasparenza.

Il contrappasso che sta colpendo populisti e giustizialisti è pesantissimo perché il moltiplicarsi di episodi imbarazzanti e gaffes da dilettanti, la deriva fatta di urla e strepiti contro chi osa accennare a recitare un ruolo diverso da quello di corifeo sta mettendo a nudo da lato un il vuoto di cultura politica che è la cifra che caratterizza il carro di Tespi messo su dal duo Grillo Casaleggio, dall’altro l’usura imbarazzante dei professionisti della legalità alla Travaglio che, uscito Berlusconi dalla comune, appaiono in evidente deficit di argomenti che abbiano sostanza.

Probabilmente l’opinione pubblica sta aprendo gli occhi e sta scoprendo l’altra faccia della medaglia. Anni di chiacchiere degli uni e poco più di un anno di inutile presenza in parlamento degli altri hanno messo a nudo la loro dannosa inutilità.
mader
Emanuele Pecheux per Avanti!

M5S IN LISTA CON PD, FI E LEGA PER LA PROVINCIA DI FERRARA


Il primo cittadino grillino di Comacchio Marco Fabbri: “E’ una lista fatta di persone che tutti i giorni lavorano sul territorio: è questo lo spirito. Questo lavoro lo faremo non solo gratis, ma pagando di tasca nostra”.


Ci sarà anche un sindaco Cinque Stelle nel nuovo consiglio provinciale di Ferrara. Nella cittadina emiliana è già da tempo pronto un listone onnicomprensivo, che spazia per l’intero arco costituzionale, con la sola eccezione di Fratelli d’Italia che, scornata dall’impossibilità di avere un seggio nella grande spartizione, correrà da sola assieme a una civica di destra. La lista pigliatutto, che si chiamerà “Provincia Insieme” ed è capitanata dal sindaco Pd di Ferrara Tagliani, verrà votata il 29 settembre. E assieme a primi cittadini di marca Pd, Lega, Forza Italia avrà anche una presenza grillina.

Marco Fabbri, fascia tricolore a Comacchio, ha già spiegato più volte la decisione. “Questa è la lista degli amministratori, fatta di persone che tutti i giorni lavorano nel territorio per i propri cittadini: questo è lo spirito con cui sono entrato in questa lista”. Questa la sua ‘difesa d’ufficio’, cui si aggiunge “una spinta in tal senso anche da parte degli operatori turistici, ad esempio riguardo al ruolo della Provincia all’interno dell’Ente Parco (il Delta del Po, ndr), che dopo una paralisi di un anno e mezzo non può permettersi di essere ulteriormente ingessato. Questo lavoro in Provincia non soltanto verrà fatto gratuitamente, ma ci rimetteremo anche di tasca nostra, visto che non ci saranno rimborsi per gli spostamenti. Lo spirito da parte mia è di massima collaborazione”.

Dichiarazioni però che oggi, alla luce delle indicazioni via blog di Beppe Grillo, rischiano di spaccare l’elettorato pentastellato. Tant’è che i 5 consiglieri eletti a Ferrara hanno già fatto sapere di non voler essere della partita. “La nostra linea è quella ufficiale del M5S e non ci abbiamo nemmeno lontanamente pensato di entrare nel listone”, fa sapere Ilaria Morghen la capogruppo che, così come i 4 colleghi in consiglio non andrà nemmeno a votare. “Io non voglio condannare nessuno – aggiunge – ma Comacchio dovrà spiegare questa decisione ai suoi elettori”. In soccorso del primo cittadino lagunare arriva il suo omonimo, Alan Fabbri di Bondeno, del Carroccio. Che rifiuta a priori le accuse di “inciuci” e spiega che “avere la propria provenienza politica è un valore aggiunto per amministrare, anche se qualche movimento non l’ha capito. Probabilmente non hanno capito di cosa sono espressione le istituzioni”. Lo stesso Tagliani si spende per precisare che “nessuno è a caccia di poltrone o privilegi. Per il lavoro in consiglio regionale non saranno previsti rimborsi e compensi, anzi sarà una responsabilità molto pesante soprattutto per i sindaci dei Comuni molto lontani (come Comacchio, ndr), ma è chiaro che i cittadini si aspettano che attraverso la costituzione di questo consiglio continuiamo ad assicurare i servizi che competono alla Provincia, come la viabilità, l’agricoltura, la pesca, il turismo o la formazione professionale”.

Dal canto suo Fabbri non si scompone di fronte alle indicazioni che arrivano da Genova, ricordando che “è la legge che ci impone di essere presenti, se non in consiglio in assemblea” e che “la Provincia che si è delineata è qualcosa di diverso dall’ente che chiedevamo di abolire e questo consiglio fa parte di una fase, speriamo, transitoria”. Chissà se Grillo, dopo questa notizia, chiamerà il sindaco “ribelle”. Sarebbe la seconda volta in due anni e mezzo. “La prima e unica volta – confida a ilfattoquotidiano.it il diretto interessato – è stata una telefonata di cortesia”.

mader