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SALVINI: “LA LOMBARDIA E IL NORD L’EURO SE LO POSSONO PERMETTERE, IL SUD NO”


“La Lombardia e il Nord l’euro se lo possono permettere. Io a Milano lo voglio, perché qui siamo in Europa. Il Sud invece è come la Grecia e ha bisogno di un’altra moneta”, lo ha detto il segretario del Carroccio Matteo Salvini.

I meridionali? “L’euro non se lo meritano”. “La Lombardia e il Nord l’euro se lo possono permettere. Io a Milano lo voglio, perché qui siamo in Europa. Il Sud invece è come la Grecia e ha bisogno di un’altra moneta. L’euro non se lo può permettere”.
Queste le parole pronunciate dall’allora segretario lombardo della Lega Nord, Matteo Salvini, due anni fa, era l’ottobre del 2012.  La proposta era stata già anticipata dal segretario leghista Roberto Maroni, facendo anche riferimento a un articolo del Financial Times che aveva ipotizzato lo scenario del Vecchio Continente diviso in due aree con monete diverse.
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MATTEO SALVINI E IL CORO CONTRO I NAPOLETANI


Festa di Pontida 2009. Un bicchiere di birra in mano, il deputato ed europarlamentare della Lega Matteo Salvini, con un bicchiere di birra in mano e attorniato da con un gruppo di persone lancia un ritornello: «Senti che puzza,scappano anche i cani. Sono arrivati i napoletani…».


Il video risale al 13 giugno 2009 e Salvini, noto soprattutto per provocazioni razziste come quella di creare vagoni della metropolitana separati per gli extracomunitari, è attorniato da un gruppo di militanti con i bicchieri in mano che scattano foto con lui e gli intonano un coretto. Poi l’esponente leghista alza il bicchiere e canta, seguito dai presenti che lo chiamano “capogruppo” (Salvini è consigliere comunale a Milano e segretario provinciale della Lega Nord): «Senti che puzza, scappano anche i cani. Sono arrivati i napoletani…Son colerosi e terremotati…Con il sapone non si sono mai lavati…».

l leghista si è poi dimesso da deputato del parlamento italiano dopo la lunga giornata di polemiche.L’esponente del Carroccio, che è eletto anche al Parlamento europeo non rinuncia però all’incarico comunitario.

Matteo Salvini, in una nota, torna a precisare che le sue dimissioni da deputato sono dovute «solo ed esclusivamente a motivi burocratici» legati all’elezione al Parlamento europeo «e alla scadenza dei termini per l’opzione». «Non sono assolutamente riconducibili – aggiunge – alle polemiche relative alla mia persona».

Salvini rivolge quindi «i migliori auguri» a Marco Desiderati, sindaco di Lesmo, che gli subentrerà alla Camera. «Mi preparo – conclude – a lavorare come parlamentare europeo nell’interesse del Nord, di Napoli e dei napoletani»
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DAI SALVINI, RIMETTITI LA FELPA


Alcune settimane orsono, prima delle regionali in Emilia che hanno visto un’affermazione della Lega, in tono scherzoso raccomandai a Matteo Salvini di rinunciare, almeno nelle comparsate televisive, al suo look abituale piuttosto trasandato (maglioni, felpe, camicie sbottonate) e di adottare un abbigliamento tradizionale.

Motivo: per strappare voti alle sciure della piccola, media e alta borghesia italiana, servono parole persuasive e dirette, ma è altresì utile avere una presenza rassicurante, la qual cosa si ottiene indossando abiti un po’ diversi da quelli esibiti dai clandestini che sbarcano a Lampedusa.

Salvini in alcune circostanze si è attenuto al mio consiglio, apparendo sul video nei panni acconci al ruolo di leader intento a scalare il vertice del centrodestra. Mi ha fatto piacere constatare la buona volontà della nuova stella ex nordista e ora quasi nazionalista. Ma all’improvviso, come quelli che smettono di fumare un mese, poi ricominciano e raddoppiano il numero delle sigarette aspirate in precedenza, Salvini è ricaduto nella sciatteria peggio che prima. Un tonfo rovinoso per la sua immagine. Addirittura si è sbiottato davanti all’obbiettivo del reporter, e la fotografia che lo ritrae ignudo quale verme (dalla testa alla cintola) spicca sulla copertina di Oggi, rivista Rizzoli.

Lo strazio estetico provocato dall’orrida istantanea è aggravato da una cravatta color verde padano con cui egli si è cinto il collo, forse per ricordare a tutti di essere ancora piazzato al timone del Carroccio. Immagino che i lettori dello storico periodico rimarranno basiti nell’osservare il villoso petto del politico emergente, e si domanderanno il perché di una simile scelta contrastante con i costumi d’ordinanza dei suoi colleghi, avversari o amici che siano.

Persino i grillini, a forza di frequentare il Palazzo, si sono convinti per spirito imitativo ad abbandonare i golfini da bancarella e i jeans d’importazione cinese (che portavano appena giunti a Roma) e si sono convertiti, assumendo l’aspetto di impiegatucci bancari. Salvini invece persiste, forse provocatoriamente, nei suoi atteggiamenti stravaganti, e non escludo che la sua tenacia anticonformistica alla lunga, e magari alla breve, paghi in termine di suffragi.

Infatti una parte cospicua, e in crescita, della popolazione è talmente nauseata dagli inconcludenti politici di maniera che non mi stupirei se gradisse un leader pronto, per sottolineare le proprie diversità, a ostentare la peluria ascellare quasi che fosse un marchio di autenticità. D’altronde chiunque ricorda Benito Mussolini a torso nudo impegnato personalmente nella battaglia del grano. Certi cinegiornali ripescati in archivio lo hanno immortalato mentre maneggiava non fasci littori, ma fasci di frumento.

L’iniziativa del Duce, all’epoca, ebbe un successo notevole, tant’è che se ne discute ancora. Nel caso in cui Salvini desnudo dovesse mietere consensi nella stessa quantità del dittatore, ritirerei, scusandomi, ogni mio biasimo, dicendo che il fine giustifica i pazzi.
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SALVINI RUBA LA SCENA A GRILLO


Caro Movimento 5 Stelle, voglio parlarvi della mia vicina, di gas e di termodinamica. La mia vicina, signora sulla sessantina, non ha il computer, si informa con un quotidiano (non il Fatto) e soprattutto con la tv (come la maggioranza degli italiani). Cosa sa del vostro lavoro? Quello che le viene raccontato, secondo le due linee guida imperanti: oblio o attacco.

Non fate nulla o, se fate qualcosa, la fate male; non esistete o, quando esistete, è solo perché avete fatto una gaffe, o siete fascisti, squadristi, razzisti, potenziali stupratori… Se si parla di voi, è per sparare a zero.

Anche se, bisogna ammettere, talvolta ci mettete del vostro, con uscite imbarazzanti e, soprattutto, con la scelta (discutibile) di non partecipare ai talk . Vi fanno neri e voi non ci siete a dire “non è così, è falso”; sicché i vostri detrattori continuano tranquilli a darsi di gomito.

Gas e termodinamica. La politica è un po’ come i gas: tende a occupare lo spazio disponibile, appena si crea un vuoto va a riempirlo. E mira all’equilibrio, cioè a creare un sistema stabile. Così il vostro vuoto mediatico viene occupato dalla Lega di Salvini, che imperversa ovunque e cresce nei sondaggi, e ricrea il sistema politico e informativo (stabile) che ci ha accompagnato negli ultimi 20 anni (ahimè).

Voi fate paura, lui no; voi siete fascisti, squadristi, razzisti, potenziali stupratori, lui – anche se ce l’ha con immigrati, rom, meridionali, è alleato con l’estrema destra di Le Pen, minaccia la rivolta fiscale, sogna la secessione – è solo un “provocatore” che fa “sparate”, “boutade” (gli eufemismi usati per la Lega negli anni), e se “visita” un campo nomadi gli “estremisti” sono quelli che protestano e vengono investiti (generando una reazione comunque sbagliata, sia chiaro); voi venite attaccati per aver bloccato i messaggi vergognosi contro Bersani ricoverato, lui può permettersi di non censurare nella sua pagina Fb commenti come “Chel mora”, “Uno di meno”, “Larva, se muori, non sarai utile neanche come concime”. Salvini è un passato noto, in quanto tale tranquillizzante e tollerato. E ha anche due pregi inestimabili: fa apparire di sinistra pure Renzi e fa lievitare gli ascolti malandati dei talk.

Caro M5S, capisco le difficoltà, ma avete un patrimonio di milioni di voti, e – come avete sempre detto giustamente – siete riusciti a incanalare una protesta che altrove è finita nell’estrema destra: allora perché ora lasciate questa prateria a Salvini? Perché gli regalate il ruolo mediatico di unica opposizione a Renzi? Perché alle loro due voci non aggiungete quella di un Di Maio?

Volete davvero cambiare il Paese o solo i nomi (Renzi al posto di Rutelli-D’Alema, Salvini al posto di Bossi-Berlusconi)? Capisco la coerenza, ma come hanno dimostrato la legge elettorale e la Consulta, potete modificare la termodinamica del Nazareno (anche senza denunce), o almeno stanare Renzi, mostrando agli italiani con chi è in equilibrio. Perché non fate lo stesso sul nuovo capo dello Stato, stanandolo sui candidati (Prodi, Rodotà)? Non vorrei che il vuoto, dalla tv, passasse anche nelle urne. Un cordiale saluto.
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GRILLO HA FALLITO. ITALIANI SCELGONO RENZI-SALVINI


“Grillo prende voti, ma non ha più fiducia, presa, consenso emotivo”. Lo spiega ad Affaritaliani.it il massmediologo Alessandro Amadori, dopo le contestazioni ricevute a Genova dal leader di M5S. “E’ percepito come uno che ha fallito contro la casta. Inefficace. A modo suo, paradossalmente, ci sta riuscendo di più Renzi. Almeno su un certo pezzo di casta. E poi Salvini…”.

 “Grillo prende voti, ma non ha più fiducia, presa, consenso emotivo. Lo si vota turandosi un po’ il naso, per esprimere protesta e alternativa a questo sistema. Ma lui in quanto personaggio ha un po’ stancato. E così pure un certo mood grillino”. Lo spiega ad Affaritaliani.it il massmediologo Alessandro Amadori, dopo le contestazioni ricevute a Genova dal leader di M5S.

Non è che ora Beppe Grillo a questo punto corre il rischio di essere percepito da una fetta di italiani come parte della stessa casta?
“Più che lui dentro la casta, è il non essere riuscito a scardinarla. A modo suo, paradossalmente, ci sta riuscendo di più Matteo Renzi. Almeno su un certo pezzo di casta. No, non penso che Grillo sia percepito come parte di essa. Però è pecepito come qualcuno che di fatto ha contribuito a mantenerla, anziché a ridimensionarla. Inefficace rispetto all’obiettivo iniziale”

La colpa di Grillo: non è riuscito a farla cadere
“Ha reso poco utilizzabile una grande carica di protesta. Rispetto alle premesse ha ottenuto poco. Meno di Renzi”.

Perché Grillo non ce l’ha fatta?
“Perchè non è voluto andare al governo, non ha saputo tradurre in azione politica-riformatrice l’emorme consenso che ha avuto. Come se qualcuno gli avesse dato una grande delega e lui non l’avesse sfruttata. Renzi – pur essendo parte del potere – almeno alcune parti del potere stesso ha iniziato a demolirle. E questo piace”

Secondo lei chi potrebbe essere il politico su cui potrebbe girare questo consenso emozionale contro la casta?
“Nell’offerta politica attuale di oggi – ripeto – la maggioranza degli italiani pensa sia Renzi. Perché l’articolo 18 lo ha smantellato, i sindacati li ha ridimensionati. E ha messo in disparte la vecchia guardia del Pd. E’ un potere che lotta contro altri pezzi, ma che li sta smantellando. Ma una nicchia più piccola, più di territorio e segmentata invece pensa che possa esserlo Salvini”

I due Matteo…
“Esatto. Salvini su una nicchia che, tra l’altro, comincia a essere attorno all’8%. E’ in crescita….”
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Giordano Brega per Affaritaliani

SALVINI (LEGA): "NON POSSIAMO PERMETTERCI DIVISIONI INTERNE CHE FORTUNATAMENT CI SONO"


Durante il suo comizio alla Bèrghem Fest di Alzano Lombardo, alle porte di Bergamo, Matteo Salvini parla per la prima volta dell’espulsione dei dissidenti, che Maroni aveva introdotto, ma che Bossivoleva cancellare:

“Nei prossimi mesi servirà compattezza, chi rompe le palle fuori dalla Lega a calci in culo”. Ma quando gli vengono chiesti dettagli si sbaglia: “Non possiamo permetterci divisioni interneche fortunatamente al momento ci sono”.

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BOSSI DENUNCIA SALVINI PER IL MANCATO VITALIZIO


Umberto Bossi denuncia Matteo Salvini. Proprio così, il Senatur che ha fondato la Lega Nord ha deciso di portare in tribunale l’attuale segretario del Carroccio. È quanto riporta il quotidiano la Repubblica

Il motivo della lite è pecuniario: Salvini avrebbe infatti negato a Bossi un vitalizio annuo di 900mila euro, ridotto a 400mila, poi a 200 e infine negato da Salvini venendo meno ai patti messi nero su bianco in una scrittura privata. Nella ricostruzione di Repubblica, Bossi aveva ottenuto un sequestro cautelativo di 6 milioni di euro sui conti leghisti per assicurarsi il vitalizio e pagare la parcella del proprio avvocato, Matteo Brigandì.

Approda in Tribunale la querelle tra le due anime della Lega: quella di Umberto Bossi e quella del nuovo corso di Matteo Salvini. 
Oggetto del contendere il vitalizio di 900 mila euro al ‘Senatur’ percepito dalla Lega che, secondo il quotidiano ‘La Repubblica’, dopo varie trattative sarebbe stato ridotto a 400 mila euro, poi a 200 e infine negato da Salvini a Bossi il quale ha citato davanti al Tribunale di Milano il suo partito. Nella ricostruzione di Repubblica, Bossi aveva ottenuto un sequestro cautelativo di 6 milioni di euro sui conti leghisti per assicurarsi il vitalizio e pagare la parcella del proprio avvocato, Matteo Brigandì.
Grazie alla mediazione del tesoriere del partito, Stefano Stefani, si era giunti una scrittura privata con la quale Bossi svincolava i sei milioni e si assicurava un vitalizio di 400 mila euro, poi ridotti a 200 per le difficoltà di cassa del Carroccio. L’accordo prevedeva anche la rinuncia da parte della Lega di costituirsi parte civile nel procedimento penale contro il Senatur e i suoi due figli per i presunti fondi sottratti alla Lega. La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso sarebbe appunto stata l’annuncio della decisione del Carroccio di volersi costituire parte civile nel procedimento, la cui prima udienza è prevista il 10 ottobre. Da qui l’atto di citazione, di cui il quotidiano pubblica la fotografia della prima pagina, mentre, sul piano penale, Bossi si sarebbe riservato di denunciare Salvini per truffa.
Nonostante la citazione pubblicata da Repubblica e la fotografia dell’atto, sul proprio profilo su Facebook Matteo Salvini ha però smentito la faida interna, annunciando querele:      

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INSULTI TRA 5 STELLE E LEGA


Ora lo scontro è tra Lega Nord e M5s, dopo un post sul blog di Beppe Grillo che critica i commenti, all’uscita di Di Battista, da parte di Matteo Salvini, il segretario del Carroccio.

«L’On. Salvini ha detto che: «Di Battista è un poveretto e fa schifo». I più pericolosi sono stati quelli della lega lombardo veneta che con le loro magliette e i loro maiali hanno istigato odio contro gli arabi ed hanno fatto scaturire gravi disordini, soprattutto in Libia, se non erro». È quanto si legge nel post pubblicato sul blog di Beppe Grillo a firma di john f.e intitolato «I maiali leghisti», in cui si replica alle critiche giunte da Matteo Salvini al post di Alessandro Di Battista sull’Isis. «Attendiamo con ansia il ritorno dell’On. Salvini a Napoli per ribadirgli il nostro affetto e la nostra stima. Soprattutto in merito ad un nuovo movimento che vorrebbe creare al sud, collegato alla lega lombardoveneta», sottolinea ancora il post, al quale si accompagnano diversi commenti che non risparmiamo critiche e offese al partito leghista.

Non è tardata la replica del Carroccio con il posto su Twitter del capogruppo della Lega Nord alla Camera, Massimiliano Fedriga: «Beppe Grillo da dei maiali ai leghisti per difendere i terroristi islamici. È un onore essere insultati dagli amici degli assassini di #Isis».

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