Carroccio, L'Intraprendente, Lega, Lega Nord, mader, Matteo Borghi, Matteo Salvini

IL LIBERISMO DI MATTEO SALVINI


Partiamo dalla considerazione che un politico, qualunque politico di qualsivoglia colore, punta a dire quel che porta voti. La gente pensa che le tasse siano troppo alte? Abbassiamole; l’immigrazione inizia a rappresentare un problema per molti? Riduciamola; l’Europa è vista come un ente burocratico che soffoca cittadini e imprese con tasse e regolamenti? Usciamone o controlliamola, a seconda degli orientamenti.

Lo fanno tutti da Matteo Renzi a Silvio Berlusconi fino a Beppe Grillo e Matteo Salvini ovviamente non fa eccezione. Giusto questa mattina l’amico Giancarlo Pagliarini faceva notare l’abbandono da parte della nuova Lega di alcune tematiche proprie del Carroccio dei primi tempi. Il che è lapalissiano. Dalla nostra, però, non possiamo non notare nelle dichiarazioni di Salvini un’evoluzione in senso liberalese non addirittura liberista, che non può che farci piacere.

Prendiamo i post della sua pagina Facebook delle ultime ore. «Invece di fare e disfare leggi pro o contro Berlusconi – scriveva qualche ora fa – un governo serio dovrebbe lavorare per cancellare gli STUDI DI SETTORE. In un momento di crisi come questo, sono una follia! Sono l’unico a pensarla così. Sicuramente no, anche noi la pensiamo così. «Nel 2014 sono diminuite dello 0,4% le entrate tributariestatali. Più le tasse aumentano, meno la gente lavora, e quindi non paga. Perché la Sinistra non riesce a capirlo?», ribadiva qualche ora prima citando, forse inconsciamente, la Curva di Laffer. Due giorni fa scriveva: «Flat Tax, via gli studi di settore e la legge Fornero, liberazione dall’Euro. La crisi si combatte così, le vite si salvano così: chi lo spiega a Renzi?».

Il programma, letto superficialmente, appare quasi perfetto. Il problema sta nel fatto che, a fronte dei giusti tagli si imposte, non si prevede una sola riduzione di spesa. Riprendiamo l’ultimo post: Flat Tax e abolizione degli studi di settore riducono i fondi al fisco, l’abolizione della legge Fornero non riduce le uscite. La Fornero andrebbe abolita, per carità, tagliandoperò le pensioni di chi riceve un assegno benpiù pingue di quanto ha versato durante la vita. Ovvero si dovrebbero ricalcolare tutti gli assegni con sistema contributivo. Se non lo si fa l’abolizione della Fornero non farebbe che gravare, ancor di più, le precarie casse dell’Inps; un debito che ricadrebbe sulle future generazioni che già vedono la pensione col binocolo.  E non parliamo solo del post in questione. Nelle 35 pagine del pamphlet Basta Euro, Claudio Borghi Aquilini non sostiene la necessità di alcun taglio di spesa pubblica. Anzi in un’intervista a Liberodel giugno scorso Borghi ha dichiarato: «Intendiamo sposare la filosofia opposta a quella di Mario Monti, che ha aumentato le tasse diminuendo la spesa. Vogliamo fare il contrario». Aumentare la spesa e tagliare le tasse.

Ma è possibile. Sì, direbbe il maître à penser della Lega, perché grazie alla lira uno Stato «se è in difficoltà può spendere di più per sostenere la propria economia» (da Basta Euro). Eppure dovrebbe spiegarci un paio di cose. Come mai in occasione della grande svalutazione della lira del 1992 l’allora presidente del Consiglio Giuliano Amato fu “costretto” (avrebbe potuto tagliare la spesa) a prelevare il sei per mille dai nostri conti e introdurre l’Ici sugli immobili? Perché mai alzare le tassequando si può creare moneta virtuale sfruttando la sovranità monetaria?

La storia dell’aumento dell’Iva dovrebbe farci riflettere: era al 12% nel 1973 (prima non esisteva) poi fu portata al 14% nel 1977, al 15% nel 1980, al 18% nel 1982, al 19% nel 1988, al 20% nel 1997. Con la lira è aumentata dell’otto per cento in 24 anni, con l’euro del due per cento in dodici, esattamente la metà. Come mai? La risposta è semplice: le tasse si alzano quando si alza la spesa, indipendentemente dalla valuta adottata.

Ecco l’unica piccola grande fallacia nel pensiero di Salvini.
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Carroccio, Lega, Lega Nord, mader, Matteo Salvini, Roberto Maroni

SALVINI: “LA LOMBARDIA E IL NORD L’EURO SE LO POSSONO PERMETTERE, IL SUD NO”


“La Lombardia e il Nord l’euro se lo possono permettere. Io a Milano lo voglio, perché qui siamo in Europa. Il Sud invece è come la Grecia e ha bisogno di un’altra moneta”, lo ha detto il segretario del Carroccio Matteo Salvini.

I meridionali? “L’euro non se lo meritano”. “La Lombardia e il Nord l’euro se lo possono permettere. Io a Milano lo voglio, perché qui siamo in Europa. Il Sud invece è come la Grecia e ha bisogno di un’altra moneta. L’euro non se lo può permettere”.
Queste le parole pronunciate dall’allora segretario lombardo della Lega Nord, Matteo Salvini, due anni fa, era l’ottobre del 2012.  La proposta era stata già anticipata dal segretario leghista Roberto Maroni, facendo anche riferimento a un articolo del Financial Times che aveva ipotizzato lo scenario del Vecchio Continente diviso in due aree con monete diverse.
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Bossi, Carroccio, la Repubblica, Lega, Lega Nord, mader, Matteo Salvini

BOSSI DENUNCIA SALVINI PER IL MANCATO VITALIZIO


Umberto Bossi denuncia Matteo Salvini. Proprio così, il Senatur che ha fondato la Lega Nord ha deciso di portare in tribunale l’attuale segretario del Carroccio. È quanto riporta il quotidiano la Repubblica

Il motivo della lite è pecuniario: Salvini avrebbe infatti negato a Bossi un vitalizio annuo di 900mila euro, ridotto a 400mila, poi a 200 e infine negato da Salvini venendo meno ai patti messi nero su bianco in una scrittura privata. Nella ricostruzione di Repubblica, Bossi aveva ottenuto un sequestro cautelativo di 6 milioni di euro sui conti leghisti per assicurarsi il vitalizio e pagare la parcella del proprio avvocato, Matteo Brigandì.

Approda in Tribunale la querelle tra le due anime della Lega: quella di Umberto Bossi e quella del nuovo corso di Matteo Salvini. 
Oggetto del contendere il vitalizio di 900 mila euro al ‘Senatur’ percepito dalla Lega che, secondo il quotidiano ‘La Repubblica’, dopo varie trattative sarebbe stato ridotto a 400 mila euro, poi a 200 e infine negato da Salvini a Bossi il quale ha citato davanti al Tribunale di Milano il suo partito. Nella ricostruzione di Repubblica, Bossi aveva ottenuto un sequestro cautelativo di 6 milioni di euro sui conti leghisti per assicurarsi il vitalizio e pagare la parcella del proprio avvocato, Matteo Brigandì.
Grazie alla mediazione del tesoriere del partito, Stefano Stefani, si era giunti una scrittura privata con la quale Bossi svincolava i sei milioni e si assicurava un vitalizio di 400 mila euro, poi ridotti a 200 per le difficoltà di cassa del Carroccio. L’accordo prevedeva anche la rinuncia da parte della Lega di costituirsi parte civile nel procedimento penale contro il Senatur e i suoi due figli per i presunti fondi sottratti alla Lega. La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso sarebbe appunto stata l’annuncio della decisione del Carroccio di volersi costituire parte civile nel procedimento, la cui prima udienza è prevista il 10 ottobre. Da qui l’atto di citazione, di cui il quotidiano pubblica la fotografia della prima pagina, mentre, sul piano penale, Bossi si sarebbe riservato di denunciare Salvini per truffa.
Nonostante la citazione pubblicata da Repubblica e la fotografia dell’atto, sul proprio profilo su Facebook Matteo Salvini ha però smentito la faida interna, annunciando querele:      

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Beppe Grillo, Carroccio, Grillo, Lega, Lega Nord, mader, Matteo Salvini, Movimento 5 stelle

INSULTI TRA 5 STELLE E LEGA


Ora lo scontro è tra Lega Nord e M5s, dopo un post sul blog di Beppe Grillo che critica i commenti, all’uscita di Di Battista, da parte di Matteo Salvini, il segretario del Carroccio.

«L’On. Salvini ha detto che: «Di Battista è un poveretto e fa schifo». I più pericolosi sono stati quelli della lega lombardo veneta che con le loro magliette e i loro maiali hanno istigato odio contro gli arabi ed hanno fatto scaturire gravi disordini, soprattutto in Libia, se non erro». È quanto si legge nel post pubblicato sul blog di Beppe Grillo a firma di john f.e intitolato «I maiali leghisti», in cui si replica alle critiche giunte da Matteo Salvini al post di Alessandro Di Battista sull’Isis. «Attendiamo con ansia il ritorno dell’On. Salvini a Napoli per ribadirgli il nostro affetto e la nostra stima. Soprattutto in merito ad un nuovo movimento che vorrebbe creare al sud, collegato alla lega lombardoveneta», sottolinea ancora il post, al quale si accompagnano diversi commenti che non risparmiamo critiche e offese al partito leghista.

Non è tardata la replica del Carroccio con il posto su Twitter del capogruppo della Lega Nord alla Camera, Massimiliano Fedriga: «Beppe Grillo da dei maiali ai leghisti per difendere i terroristi islamici. È un onore essere insultati dagli amici degli assassini di #Isis».

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Attualità

L’ASINO DEI CONSIGLIERI LOMBARDI DELLA LEGA

proresta-Lega-consiglio-lombardia-2Un’asinella con un cartello attaccato alla groppa su cui si legge «Il Consiglio regionale che vuole Renzi» è la nuova protesta dei consiglieri regionali della Lega che, questa mattina, hanno cercato di portare l’asina nell’Aula del Consiglio regionale della Lombardia.

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Attualità

FRANCA EQUIZI: “SUL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA BOSSI E’ STATO UN MAESTRO DI GRILLO”

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Franca Equizi, presidente dell’associazione “Sos Giustizia e Legalità” di Vicenza nel 2005 chiese l’adesione ai pentastellati dopo aver lasciato la Lega. Il Sussidiario l’ha intervistata dopo il post di Grillo sulla teoria geopolitica cara al Carroccio. Continua a leggere “FRANCA EQUIZI: “SUL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA BOSSI E’ STATO UN MAESTRO DI GRILLO””

Attualità

GRILLO ADERISCE ALLA LEGA

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Beppe Grillo diventa leghista e teorizza un ritorno alla geografia politica preunitaria, senza più l’Italia ma con raggruppamenti di regioni, tante piccole patrie indipendenti. Proprio l’idea da sempre sostenuta da Gianfranco Miglio, storico ideologo del Carroccio, e dalla stessa Lega. Continua a leggere “GRILLO ADERISCE ALLA LEGA”

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LA DOPPIA FACCIA DELLA LEGA

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Il leghista Roberto Maroni ha definito “un errore” il referendum contro l’immigrazione che si è tenuto in Svizzera.  “Si tratta di persone che svolgono la loro professione, rendendo un servizio alla società ticinese”, ha aggiunto il presidente della Lombardia. Continua a leggere “LA DOPPIA FACCIA DELLA LEGA”

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MARONI, L’AMICO, L’AFFARE SUL GARDA

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da  espresso repubblica.it/

di Paolo Biondani e Francesca Sironi

Un imprenditore molto vicino a leader leghista. Che anni fa trovava sponsor per le sue barche. E ora appoggia un suo mega progetto di cementificazione attorno al lago. Insomma, una gran brutta storia. Continua a leggere “MARONI, L’AMICO, L’AFFARE SUL GARDA”