mader, Movimento 5 stelle

IL GRILLINO SALVO MANDARÀ CAMBIA IDEA SULL’ECCIDIO DI CHARLIE HEBDO: “POLIZIOTTI UCCISI VERAMENTE”


l grillino Salvo Mandarà, inizialmente convinto che la strage di Charlie Hebdo fosse una messinscena, sta cambiando idea.

 

A un utente che gli chiede se crede almeno nella morte dei vignettisti francesi, Mandarà risponde: “Purtroppo temo che siano stati uccisi veramente. E anche il suicidio del poliziotto sarà vero. Nutro dubbi sul resto”.  

All’indomani dell’attentato di Parigi, Mandarà aveva lanciato l’ipotesi che il poliziotto freddato dai fratelli Kouachi, Ahmed Merabet, fosse in realtà un attore.

Subito dopo l’attentato, Mandarà aveva sostenuto che Ahmed Merabe, il poliziotto ucciso fosse un attore, confezionando un video nel quale metteva in dubbio la morte dell’agente.
mader
Annunci
Beppe Grillo, mader, Movimento 5 stelle

SALVO MANDARÀ, COMPLOTTISTA GRILLINO: “ISRALELE DIETRO LA STRAGE DI PARGI”


Continua il delirio complottista dei grillini sui fatti di Parigi. L’ultima teoria sconclusionata su twitter di Salvo Mandarà, videoreporter dei comizi di Beppe Grillo,  è che dietro la strage di Charlie Hebdo potrebbe esserci Israele.

Dopo quella che secondo lui è stata “la messinscena dello sparo”  a Ahmed Merabet, il  poliziotto a terra, che purtroppo è stato assassinato dai terroristi, Mandarà  è alla ricerca di nuovi complotti.

Aspettiamo di conoscere il prossimo complotto.

mader
La Zanzara, Lega, Lega Nord, mader, Matteo Salvini, Radio24, Roberto Calderoli, Roberto Maroni

QUANDO I LEGHISTI GIUSTIFICAVANO I TERRORISTI


Oggi Matteo Salvini e la Lega Nord sono in prima fila a sciacallare sulla strage di Charlie Hebdo: “L’Islam è pericoloso: nel nome dell’Islam ci sono milioni di persone in giro per il mondo e anche sui pianerottoli di casa nostra pronti a sgozzare e a uccidere.”

E il governatore leghista della Lombardia Roberto Maroni ha persino chiesto di chiudere Schenghen (lui ha scritto Shenghen) per fermare l’orda terroristica.

Una bella figuraccia, visto che i due sospettati dell’attentato sono nati a Parigi.

Ma oggi che la Lega sta lì a sentenziare, in pochi ricordano chi ebbe il coraggio di giustificare un atto di terrorismo come quello di Breivik a Oslo: sì, proprio lui, l’onorevole Mario Borghezio.    Durante   la   trasmissione
La Zanzara di Radio24, nel luglio del 2011, a proposito dell’assassino terrorista norvegese: “E’ una vicenda esemplare che fa capire che le strade del buonismo portano all’inferno, quello vero”, afferma il leghista. Secondo Borghezio, questa tragedia “se l’è cercata una parte dei norvegesi, come i socialisti”, verso i quali il magnanimo europarlamentare ammette di dover esprimere “un minimo di umanità”. E continua: “L’ideologia della società aperta crea mostri. Il killer Breivik è il risultato di questa società aperta, multirazziale, direi orwelliana. Questo tipo di società è criminogeno. Certe situazioni di disagio e di insofferenza è inevitabile che sfocino in tragedia. Quando una popolazione si sente invasa, poi nascono dei fenomeni di reazione, anche se gli eccessi sono da condannare. Quando si diceva prima che la Norvegia e la Svezia accoglievano decine di migliaia di tunisini, bisognava tener conto dell’impatto che un afflusso di questo genere poteva generare. La società aperta e multirazziale non è quel paradiso terrestre che ci voglion far credere coloro che comandano l’informazione. La società aperta e multirazziale fa schifo”.


Borghezio, inoltre, ribadisce le dichiarazioni già ribattute nel pomeriggio dall’agenzia di stampa AgenParl: “”Il “no” alla società multirazziale, la critica dura alla viltà di un’Europa che pare rassegnata all’invasione islamica e financo la necessità di una risposta identitaria e cristiana di tipo templare al dilagare delle ideologie mondialiste, sono ormai patrimonio comune degli europei, fra cui il sottoscritto”. Ricordiamo che Brevik aveva messo all’indice tutti i partiti italiani nel suo “Manifesto”, tranne la Lega.

Dopo la fregnaccia di Borghezio, Calderoli dovette scusarsi con la Norvegia (e prima ancora cercare sull’Atlante dove fosse).
mader
Il Tempo, mader

COMPLOTTI E CONTROCOMPLOTTI


Da Grillo ai fan della jihad sul web impazzano le teorie della cospirazione I punti: passamontagna, agenti indifesi, mitra, parole e vana caccia all’uomo. Sul web serpeggiano teorie complottistiche e ricostruzioni più o meno surreali sulla strage di Parigi. Sul blog di Beppe Grillo, l’esperto di intelligence Aldo Giannuli parla addirittura di «conti che non tornano». È la meccanica classica del complotto.
In tutti i fatti di cronaca epocali spuntano zone d’ombra, ma spesso per diradare il fumo basta solo un po’ di buonsenso, come il delirio sul web sul sangue del poliziotto ucciso non visibile nel video. Ecco allora le 10 dietrologie dell’attentato raccattate qua e là nella Rete. In tondo troverete la teoria del complotto, in corsivoquella della logica e della realtà.

 1) INDIRIZZO SBAGLIATO
I killer, i fratelli (in fuga) Chérif e Said Kouachi, hanno colpito proprio di mercoledì, a quell’ora, perché sapevano che la riunione sarebbe stata particolarmente affollata e la sede poco difesa dalla polizia nonostante le minacce e gli attacchi precedenti. Anche la strada, nonostante la zona centrale, resta clamorosamente libera e non trafficata. C’era dunque un basista o, comunque, qualcuno che ha fatto il doppio gioco o ha dato un’imbeccata precisa.
 
2) KILLER “CENERENTOLA”
Si muovono con troppa sicurezza e dimostrano una spiccata preparazione paramilitare: non sono semplici estremisti.

3) APPELLO IN REDAZIONE
La mossa di chiedere il nome ai giornalisti prima di ucciderli serve a depistare le indagini. Sapevano bene chi erano (Proprio perché non c’è un basista, gli assassini non conoscono le vittime di persona:devono ammazzare solo le firme “blasfeme” comparse sulle vignette).
 
4) POSA PROFESSIONISTICA
I terroristi hanno una grande precisione di tiro. E sembrano padroneggiare i fucili mitragliatori con una tecnica e postura da professionisti: petto in fuori, colpi secchi e polso fermo. I fori sul parabrezza della volante fanno impressione per la precisione. Impossibile che non siano stati preparati per questa missione.
 
5) L’ACCENTO
I sicari – a detta dei testimoni – parlano un perfetto francese nella redazione e poi, una volta in strada, urlano «Allah è grande» in arabo, come a lasciare un firma ad alta voce.
 
6) CARTA D’IDENTITÀ
Come si fa a portarsi dietro un documento (e perderlo in auto) dopo aver fatto una strage? È un altro depistaggio? (In previsione dei posti di blocco, i terroristi avrebbero destato meno sospetti esibendo la carta d’identità piuttosto che nulla. E il fatto che abbiano dovuto rubare due auto in corsa, dimostra che il piano di fuga non era ben organizzato) .
 
7) MITRAGLIATRICI
Come hanno fatto i due fratelli a procurarsi fucili mitragliatori così potenti? C’è qualcuno – in alto – che glieli ha forniti. (Armi del genere, ormai, si trovano ovunque: gli arsenali russi e dell’ex Cortina di Ferro offrono pezzi micidiali a prezzi stracciati. Persino in Italia qualsiasi clan malavitoso può procurarseli). 
 
8) 007 DEVIATI O INUTILI?
Com’è possibile che i servizi segreti non si siano accorti della preparazione dell’agguato? (Gli obiettivi in Europa sono potenzialmente infiniti e la strategia dei lupi solitari è quella di attaccare con cellule separate che non entrano in contatto con organizzazioni più strutturate: impossibile controllare tutto e monitorare tutti). 

9) PASSAMONTAGNA
Indossano il «mefisto» perché non sono terroristi, ma fanno parte dei gruppi speciali e dunque devono nascondere la loro vera identità. I veri terroristi colpiscono a volto scoperto.

10) CACCIA ALL’UOMO
Senza copertura è impossibile sfuggire a 88mila poliziotti. E poi sono così scemi da tornare a casa, a Reims, dove poi la polizia – con una grancassa mediatica incomprensibile che di fatto aiuta i terroristi divulgando notizie di blitz imminenti – fa una perquisizione? Non sarebbe un caso se i due fratelli morissero in un conflitto a fuoco: in questo modo la verità (quella vera) nessuno la conoscerebbe mai. 
mader
Simone Di Meo per  Il Tempo
Facebook, mader, Movimento 5 stelle

CARLO SIBILIA, COMPLOTTISTA, CONQUISTA IL PREMIO DI “MEZZADRO DEL GIORNO”


Carlo Sibilia, membro del direttorio grillino anche stavolta prova a sorprenderci con l’ennesimo complotto “smascherato” su Twitter, dove stavolta dichiara che la vera ragione dell’atroce attentato al giornale satirico “Charlie Hebdo”, potrebbe essere quella di mandanti dei “poteri forti” che avrebbero voluto eliminare, Bernard Maris, un giornalista per loro scomodo.

Incredibileche a #CharlieHebdo sia rimasto ucciso l’economista Maris che denunciava irregolarità su emissione moneta”.

Così Sibilia ha commentato, a tarda notte su Twitter, l’assalto al giornale satirico parigino nel quale hanno perso la vita 12 persone, 10 giornalisti e 2 poliziotti. Già “incredibile”. “Invece gli altri assassinati sono tipici esempi di morte credibile?”, si chiede Gisella Ruccia.

Il deputato grillino ha cercato di metterci una pezza con un successivo post sulla pagina Facebook:

“Si aggiunge un ancor più incredibile senso di tristezza e sgomento nello scoprire che nella strage di ‪#‎CharlieHebdo sia rimasto ucciso anche l’economistaBernard Maris. Per me era un punto di riferimento che avevo imparato a seguire a seguito delle sue denunce in relazione alle irregolarità dell’emissione della moneta da parte delle banche. In particolare mi ha colpito la sua semplicità nello spiegare “la creazione a partire da nulla della moneta” in questo video […] Bernard Maris era anche membro del consiglio generale della Banca di Francia. Non mi resta che sperare in un errore del cronista. Ciao Bernard”.

la pezza non ha risparmiato a Carletto Sibilia  la conquista del premio Mezzadro del giorno, assegnato da “Mezzadri d’Italia”, perchè “sul filo rosso svela il complotto dei #NVO! Uniti!”

Al prossimo, imminente, complotto.
mader