Beppe Grillo, Giornalettismo, Grillo, mader, Movimento 5 stelle

LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI DI BEPPE GRILLO


La villa di Marina di Bibbona, un appartamento a Megève, nel cuore dell’Alta Savoia, una casa a Lugano. Sono solo alcuni dei dettagli della dichiarazione patrimoniale di Beppe Grillo, ora disponibile su parlamento.it che conta un reddito complessivo di 147.531 euro nel 2013.

Niente soldi da Rockfeller però: il “tesoro” del leader del Movimento al netto delle imposte, si aggira sui 91.511 euro l’anno, poco più di 7.500 euro al mese.

Nella sezione Anagrafe patrimoniale sono ora disponibili le dichiarazioni di tesorieri e dirigenti di partito. Una Mercedes Classe A del 2001 e una moto Suzuky Burgman del 2001 fanno parte dei beni mobili del leader 5 stelle.

Grillo poi possiede qualche partecipazione in società: 10 azioni della Banca Popolare Etica; una quota, corrispondente al 98%, della Bellavista società semplice di Genova (di cui è anche amministratore) e una quota (99%), della Gestimar S.r.l, a Genova.
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Beppe Grillo, Giornalettismo, Grillo, mader, Movimento 5 stelle, Nicola Morra

#MANCULICANI PER GRILLO IN CALABRIA


«Fate uno scatto di curiosità, provate una giunta 5 Stelle! Provateci, magari mettiamo lì due-tre consiglieri, non si tratta di prendersi la Regione» – Più che un appello al voto, quello di Beppe Grillo è un drappo bianco in segno di resa: a una settimana dalle elezioni regionali in Calabria, il leader del Movimento 5 Stelle affida le ultime dichiarazioni a un video in cui chiede ai calabresi di votare il Movimento per evitare di «rimanere lì con mancu li cani».

«Alle Comunali abbiamo scherzato per noi il 2,5% è una enormità. Con le Regionali magari prenderemo il 2,2%». Ma nonostante il tono rassegnato Grillo assicura che «è solo una questione di tempo, ce la faremo anche in Calabria».
Come sottolinea oggi Emanuele Buzzi sul Corriere della Sera, Grillo non sarà presente in Calabria durante la prossima tornata elettorale. Ennesimo segnale del fatto che il Movimento 5 Stelle sta mollando il colpo sul Sud Italia? Secondo Nicola Morra non è così, anzi, l’assenza di Grillo è da considerarsi come un test di maturità: «È una sfida che dobbiamo imparare a gestire – dice Morra – È una questione di maturità. Se abbiamo necessità della balia ancora un pochino, dobbiamo crescere». Poi minimizza sul video: «Ha solo usato l’ironia per smuovere i calabresi».
Ma se per Morra la partita in Calabria è ancora aperta, l’onorevole delle Cinque Stelle Sebastiano Barbanti è meno ottimista: «Capisco Beppe, ma ci è mancato e ci mancherà. Un suo giro elettorale sarebbe stato un toccasana». A supplire all’assenza del leader restano quindi i parlamentari del movimento, che cercano di dare una scossa: «Dobbiamo crescere, imparare dagli errori e presentarci pronti per governare tra cinque anni» – dice Max Bugani. La questione, però, restano le regionali in Calabria di domenica prossima.
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Beppe Grillo, Giornalettismo, Grillo, mader, Movimento 5 stelle

GRILLO E LA BUFALA DEI 40 AGENTI CON LA TUBERCOLOSI



Allarme tubercolosi? Ieri sul blog di Beppe Grillo si è riparlato della denuncia del Consap che riportava la positività di circa 40 agenti al test di Mantoux

Nei sindacati del corpo la problematica (perenne) della protezione e della dotazione degli agenti di polizia ritorna sui tavoli di riunione. «Siamo venuti a conoscenza dei casi – confermano dall’ufficio stampa Siulp – ne parleremo anche stasera
È stata diramata recentemente una circolare dal Dipartimento di pubblica sicurezza e ci risulta che gli agenti adottino tali circolari. 
Certo, sarebbe meglio discutere sulle precauzioni più idonee anche con noi. Non c’è solo la Polizia coinvolta, ma anche altre realtà come i volontari, la Guardia Costiera». 
Dal sindacato si indica legittimo il comunicato emanato dai colleghi di Silp-Cgilche parlano di screening sanitario senza particolari condizioni d’allarme: «I test finora praticati sul personale rientrano tra quelli attesi nella media della popolazione generale: non risultano, ad oggi, operatori ammalati ovvero affetti da patologia attiva». Eppure sull’altro fronte sindacale si parla di numeri potenziali. 
Dei 40 casi denunciati dal Consap solo tre agenti sono in fase di incubazione. «Ringrazio Beppe Grillo e il Movimento 5 stelle per l’attenzione che ci ha voluto dedicare ma il dato è inesatto», spiega a Giornalettismo il segretario Sap Gianni Tonelli che conferma i casi accertati dopo le ulteriori verifiche dopo il test di Mantoux. 
I casi si trovano rispettivamente a Bologna, Ferrara e Terni. «Persone – spiega il segretario – che dovranno comunque subire una cura pesante».
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Stefania Carboni per Giornalettismo
Giornalettismo, mader, Matteo Renzi, Movimento 5 stelle, Palazzo Madama, Paola Taverna, Renzi

PAOLA TAVERNA, M5S: “NON ABBIAMO GETTATO LA SPUGNA”. “I GIORNALI RACCONTANO UN’ALTRA STORIA”


L’urlatrice del M5S garantisce la linea dura del partito. E sull’opposizione alla riforma del Senato dice: «Non abbiamo gettato la spugna.

I 5 Stelle continueranno a percorrere la via delle mancate aperture alla maggioranza e al governo e dell’opposizione dura. A confermarlo sono le parole della senatrice Paola Taverna, già capogruppo dei pentastellati a Palazzo Madama, in un’intervista rilasciata alla Stampa. «Non credo – dichiara Taverna – che ci siano più spiragli per ulteriori incontri con Renzi. Almeno che non rivelino il contenuto del Patto del Nazareno. Vogliamo capire perché Forza Italia appoggia questa riforma e cosa le è stato promesso in cambio».

Taverna, in sostanza, conferma la linea del muro contro muro. All’inizio parla di riforma del Senato denunciando un «affondo alla democrazia». «Non aboliscono il Senato – dice -, ma lo trasformano in una nuova Camera di nominati. È l’ennesimo affondo della democrazia, eppure il messaggio che passa è un altro». Poi Taverna spiega l’abbandono dell’aula. «Noi – afferma ancora la deputata – non abbiamo gettato la spugna. Abbiamo preso atto dell’impossibilità di discutere i nostri emendamenti per effetto della tagliola imposta dal tandem Grasso-Zanda. Hanno addirittura conteggiato nei tempi a nostra disposizione gli interventi sui richiami al regolamento. Non ci stiamo a fare solo gli schiaccia-bottoni». «Il cosiddetto Aventino riguarda solo la riforma, su tutto il resto – assicura poi ancora Taverna – continueremo a dare battaglia ai tanti colleghi che vivono la politica come un mestiere e che hanno scelto di portare in Aula la revisione costituzionale ora che gli italiani sono al mare e le tv in vacanza, mentre i giornali raccontano un’altra storia».

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Articolo originale su Giornalettismo
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M5S RESTA FUORI DA PALAZZO MADAMA, COSÌ LA RIFORMA DEL SENATO VA AVANTI VELOCE


Il Movimento 5 stelle è sull’Aventino. I pentastellati continueranno a non partecipare alle votazioni sulla riforma Costituzionale in corso a Palazzo Madama. Ad annunciarlo è Vito Petrocelli, capogruppo di turno del M5S al Senato: “Questa porcata di riforma non merita la nostra partecipazione in Aula”.


Intanto, al Senato, dopo l’approvazione dei primi due articoli, il ddl Boschi procede spedito, ed è stato approvato anche l’art 3 relativo ai senatori di nomina presidenziale, e che prevede, per questi ultimi, un mandato non rinnovabile di 7 anni. Il via libera dell’Aula giunge con 184 sì, 12 no e 11 astenuti.

Approvato anche l’articolo 4 è dedicato alla durata in carica di cinque anni della Camera dei Deputati, durata che non può essere prorogata se non per legge o in caso di guerra.

In meno di mezz’ora,poi, sono stati approvati gli articoli 5, 6 e 7 della riforma costituzionale. L’articolo 5, (188 si’, 14 no, 7 astenuti) prevede che “il regolamento stabilisce in quali casi l’elezione o la nomina alle cariche negli organi del Senato possono essere limitate in ragione dell’esercizio di funzioni di governo regionali o locali”.

L’articolo 6 riguarda i regolamenti e la tutela dei diritti delle minoranze parlamentari nonché la presenza dei membri del governo alle sedute delle Camere. Infine l’articolo 7, approvato con 189 voti a favore, 13 contrari e 11 astenuti, riguarda i titoli di ammissione dei componenti del Senato.

Infine è stato approvato anche l’articolo 9 della riforma costituzionale che abolisce l’indennità parlamentare per i senatori. Si modifica l’articolo 69 della Costituzione lasciando ai soli deputati il diritto a una “indennità stabilita dalla legge”.

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Marco Esposito per Giornalettismo
Attualità, Politica

GRILLO IN GITA A PALAZZO MADAMA

Beppe Grillo in tribuna al Senato durante il dibattito sulle riforme costituzionaliIl comico genovese ha assistito al dibattito dalla tribuna poi ha incontrato i senatori del Movimento 5 Stelle. E ai giornalisti ha detto: «La riforma del Senato? Parole al vento».

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Attualità, Politica

EUROPARLAMENTO: NESSUNA COMMISSIONE AL M5S PER COLPA DI FARAGE

grillo-farage-matteoderricoNulla contro il partito di Beppe Grillo. La scelta di negare al Movimento 5 Stelle presidenze e vicepresidenze di commissione al Parlamento Europeo è dovuta all’alleanza con l’Ukip di Nigel Farage nella formazione di un gruppo euroscettico. Se i pentastellati avessero deciso di confluire nel gruppo dei Verdi tutto sarebbe stato diverso.

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Attualità, Politica

FARAGE VUOLE AUMENTARE LO STIPENDIO AI PARLAMENTARI INGLESI

nigel-farage-beppe-grillo-matteoderricoL’alleato di Grillo, Nigel Farage vuole aumentare lo stipendio ai parlamentari inglesi: “Se l’Inghilterra uscirà dall’Europa, e dunque i deputati di Westminster si troveranno a dover votare leggi davvero importanti per i destini della propria nazione, non vedo perché non favorirli”, ha detto il leader dello Ukip, intervistato ieri dalla Lebanese Broadcasting Company. Insomma, il principale alleato di Beppe Grillo in Europa, il fustigatore della casta degli euroburocrati se ne esce con una proposta che, se portata avanti dal Movimento 5 Stelle in Italia, avrebbe certo vita breve.

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Attualità, Politica

GRILLO ROTTAMATO DA DI MAIO

di-maio-grillo-matteoderricoAlla fine il vero primo rottamato della cosiddetta era Renziana sembra essere proprio Beppe Grillo, che ieri è uscito molto ridimensionato dai giochi sull’Italicum, sconfessato dai suoi sulla linea dura e pura contro la “dittatura” da lui evocata nel pomeriggio, ma poi ridimensionata dopo pochi minuti sullo stesso blog.

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