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CAOS NEI 5 STELLE EMILIANI PER LA CANDIDATURA ALLE REGIONALI


Il leader dei pentastellati vorrebbe strappare la regione ai democratici e apre alle selezioni per la presidenza. Ma a queste non potrà partecipare il consigliere Defranceschi, accusatore di Richetti e scelta considerata più ovvia fino ad oggi. Perché anche lui forse è indagato per le spese e il regolamento gli vieta di presentarsi.


Gongola, Beppe Grillo, e infierisce sui guai del Partito democratico. «Ma un candidato non indagato e sconosciuto alle procure non ce l’avete?», scrive in un post sul suo blog, a commento delle ultime novità emiliane, nell’inchiesta sulle spese pazze.

Due candidati alle primarie del Pd, i renziani Stefano Bonaccini e Matteo Richetti, risultano indagati , e Beppe Grillo inizia così la campagna elettorale, incurante del fatto che anche il suo capogruppo («È una pura formalità», ha detto Andrea Defranceschi) sia oggetto di controlli. «L’ex presidente Pd della Regione Emilia Romagna Vasco Errani» scrive Grillo, «si è dimesso dopo la condanna per falso ideologico nell’ambito del processo relativo al finanziamento da 1 milione di euro alla coop agricola Terremerse presieduta nel 2006 dal fratello Giovanni». Dopo Errani, difeso dal premier Renzi proprio inoccasione della chisura della festa nazionale del Pd, «il Pd ha annunciato le primarie tra Richetti (attualmente deputato) e Bonaccini», che adesso sono «indagati per peculato nelle inchieste sulle spese pazze dei consiglieri regionali in Emilia Romagna». «La logica» accusa l’ex comico «è semplice: sostituire un condannato con un indagato e lasciare che il tempo faccia la sua parte, sulla pelle dei cittadini».

Richetti e Bonaccini, comunque, incassano il sostegno di Matteo Orfini,presidente del Pd, del ministro Boschi, del Pd di Modena, e quello – forse meno gradito – di Fabrizio Cicchitto: «Giustamente» ha detto il senatore alfaniano, «il ministro Boschi dice che un avviso di garanzia non significa affatto sicurezza di colpevolezza e quindi non può comportare nessun passo indietro sul piano politico». «Questa cosa» aggiunge polemico, «deve però valere non solo per il Pd ma per chiunque faccia politica».

Il Movimento 5 stelle, intanto, proprio oggi ha aperto poi le consultazioni per trovare il proprio candidato. Gli aventi diritto hanno due giorni di tempo per avanzare la propria candidatura, che poi verrà valutata e votata dagli iscritti. A quanto risulta all’Espresso, proprio l’accusatore di Matteo Richetti, autore del dossier sull’uso delle auto blu, e capogruppo 5 stelle Andrea Defranceschi, avrebbe desiderato una candidatura, che però sembrerebbe impedita dal regolamento del Movimento che pare fatto apposta per escluderlo: chi vuole candidarsi in Regione non dovrà, infatti, «aver riportato sentenze di condanna in sede penale, anche non definitive, né essere inquisito». Un problema, questa nuova regola, qualora fosse confermata la posizione di Defranceschi.

Il consigliere 5 stelle – che però a quanto risulta all’Espresso non ha ancora ricevuto la comunicazione della Procura, così come, prima della richiesta di informazioni avanzata degli avvocati, non avevano ricevuto nessuna notizia Richetti e Bonaccini – ha sempre parlato di «formalità», e ha sempre rimandato alle spese rendicontate sul sito del gruppo, almeno per quella che è la sua gestione, che è iniziata dopo l’espulsione del collega Favia.

Ma poco importa, e nel Movimento emiliano sono ore di agitazione per una candidatura che sembrava naturale e che ora rischia di saltare per una stretta decisa ai piani alti del Movimento. Poco importerebbe anche che il consigliere, sospeso dal Movimento in seguito alla richiesta di risarcimento indirizzata a lui e ai colleghi consiglieri dalla Corte dei conti, sia stato riammesso a pieno titolo, quando è stato accolto, il 25 giugno, il suo ricorso. A Defranceschi era stato chiesto di rifondere poco meno 22.000 euro che, lo stesso capogruppo a 5 Stelle, aveva dichiarato di aver speso per pagare due contratti di collaborazione, per prestazioni effettivamente erogate.

Il Pd, invece, dovrebbe sciogliere il nodo della candidatura, valutando un’eventuale nome unitario, nella direzione che è slittata a martedì.

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Luca Sappino per l’Espresso
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LO SFOGO DI SONIA ALFANO: “CONTRO DI ME IL FANGO DEI 5 STELLE”

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«Sono pazzi». L’eurodeputata Sonia Alfano (ex Idv, eletta da indipendente grillina) che ha risposto sì ai renziani che la vorrebbero nel Pd ricandidata alle europee, è alle prese con gli ex compagni del Movimento 5 stelle.

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M5S, FUORI ALTRI CINQUE

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Grillo caccia altri cinque senatori, quelli che avevano rassegnato le loro dimissioni da parlamentari dopo le ultime espulsioni, manifestando il loro disagio. La risposta di Beppe Grillo è però senza scampo e non offre spazi di mediazione: «I senatori dimissionari si sono pertanto isolati dal Movimento 5 Stelle e non possono continuare ad esserne rappresentanti ufficiali nelle istituzioni. Bencini, Bignami, Casaletto, Mussini e Romani sono fuori dal M5S». Continue reading “M5S, FUORI ALTRI CINQUE”

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FRANCESCO CAMPANELLA (M5S): “IL SONDAGGIO DI BEPPE GRILLO È UNA FARSA”

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Non una farsa, peggio. Il sondaggio che Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo hanno lanciato sul blog chiedendo agli iscritti di scegliere se partecipare o meno alle consultazioni di Matteo Renzi, «è surreale», dice il senatore Francesco Campanella, che è considerato uno dei dissidenti, nel Movimento 5 stelle: «È inutile chiedere agli iscritti qualcosa, se nel porre la domanda dai già la risposta». Campanella oggi non ha partecipato, in polemica, alla riunione del gruppo parlamentare: «non mi sono perso nulla la decisione mi pare sia già stata presa». Continue reading “FRANCESCO CAMPANELLA (M5S): “IL SONDAGGIO DI BEPPE GRILLO È UNA FARSA””

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RODOTÀ SU BERLUSCONI: “PERICOLO SVENTATO”

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di Luca Sappino

L’ex candidato al Quirinale per i pentastellati commenta la nota del Presidente della Repubblica sulla condanna a Berlusconi.

«Napolitano è stato chiarissimo: Berlusconi deve riconoscere la sentenza, la legge Severino gli va applicata, l’interdizione dai pubblici uffici anche. Ora è il Pd che deve trarne le conseguenze in Parlamento». Continue reading “RODOTÀ SU BERLUSCONI: “PERICOLO SVENTATO””