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TRIBUNALE DI GENOVA A BEPPE GRILLO: “CONSEGNI ELENCO ISCRITTI M5S”

I giudici di Genova hanno ordinato a Beppe Grillo, garante del Movimento di consegnare entro 30 giorni al curatore speciale l’elenco dei vecchi iscritti, prevedendo anche una multa di 3 mila euro per ogni giorno di ritardo.

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LA RAI FINANZIA IL BLOG DI GRILLO


La società del servizio pubblico radiotelevisivo che paga la pubblicità al sito di un movimento politico. Tradotto: la Rai che sborsa soldi per comparire nei banner pubblicitari del blog di Beppe Grillo, lo stesso leader del Movimento 5 Stelle che, tra le sue battaglie, ha proprio la cancellazione del canone. A risollevare il caso quest’oggi è stato Renzi in persona: «Ho letto che la Rai ha dato dei denari al sito di Grillo. Immaginate cosa sarebbe successo se avessero dato soldi a noi…», ha provocato il premier dal palco della direzione nazionale del Pd. La notizia è subito rimbalzata dalle parti di viale Mazzini: «Non ne so nulla, mi informerò», dice il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi. Subito, e stizzita, è arrivata la replica dei Cinque Stelle: «Tutta colpa del servizio di advertising di Google, la Rai non ha comprato direttamente pubblicità nel blog».  

L’inghippo è presto spiegato. La Rai per farsi pubblicità su Internet ha usato il servizio di advertisement di Google. Il gigante di Mountain View gestisce con dei prodotti (fra cui AdSense, AdWords, Google Analytics) i banner pubblicitari che compaiono sui diversi siti del web. In pratica, come giustamente sostiene Carlo Sibilia, membro del direttorio M5S: «Beppe Grillo non ha preso soldi dalla Rai, ma si trattava di un AdSense irrisorio».  

Però, c’è un però. Un’azienda che fa pubblicità sul web può decidere in quali siti non comparire, come specifica Google. In pratica, la Rai (servizio pubblico, meglio ricordarlo) avrebbe potuto evitare di finire sul blog del leader di un partito (il Movimento 5 Stelle). «A che serve avere 300 dirigenti – ha denunciato la deputata del Partito democratico Lorenza Bonaccorsi – se poi si verificano queste leggerezze?». Rispondendo all’interrogazione della stessa Bonaccorsi, e componente della commissione di Vigilanza Rai, Viale Mazzini ha ammesso l’errore e si è impegnata «a fornire indicazioni correttive a Google per evitare che si ripetano episodi di questo tipo». Niente più banner sul blog di Grillo, dunque. Una «leggerezza», insomma. Che però potrebbe essere costata cara anche agli italiani. Quelli che il canone lo pagano ancora.  
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Davide Lessi per La Stampa
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LA LEGGE FOTOCOPIA DI PAOLA TAVERNA


Lo scorso mese di maggio Emanuele Prataviera deputato della Lega Nord, presentava un disegno di legge dal titolo “Disposizione in materia di Ferie da parte dei lavoratori in favore di colleghi con figli disabili o affetti da gravi malattie.“

La proposta di un solo articolo, così composto:  “In ottemperanza al diritto del lavoratore al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite di cui al terzo comma dell’articolo 36 della Costituzione, un dipendente può, su sua richiesta e in accordo con il datore di lavoro, cedere anonimamente e senza contropartita fino al 50 per cento dei giorni di riposo maturati e non utilizzati, in favore di un collega con un figlio di età inferiore a 20 anni, affetto da grave malattia, o da handicap grave ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero vittima di un incidente di gravità tale da rendere indispensabile una presenza e cure costanti.”

La senatrice grillina Paola Taverna, insieme ad altri colleghi del M5S, ritenuta condivisibile l’iniziativa del collega del carroccio, all’inizio di agosto presenta un disegno di legge con il titolo uguale, e formata anch’essa da un solo articolo e con una sola piccola variante nel testo, ma con lo stesso identico preambolo: “Nel rispetto dei limiti al diritto del lavoratore al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite di cui al terzo comma dell’articolo 36 della Costituzione, un dipendente può, su sua richiesta e in accordo con il datore di lavoro, cedere anonimamente e senza contropartita fino al 50 per cento dei giorni di riposo maturati e non utilizzati, in favore di un collega con un figlio di età inferiore a venti anni, affetto da grave malattia, o da handicapgrave ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero vittima di un incidente di gravità tale da rendere indispensabile una presenza e cure costanti.”
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articolo originale su repubblica.it/espresso
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GRILLO RIMUOVE DAL M5S ANGELO FERRILLO PRESIDENTE DELLA “TERRA DEI FUOCHI”


Angelo Ferrillo, blogger e presidente dell’associazione “La Terra dei Fuochi”, è stato sospeso dal Movimento 5 Stelle per la selezioni a candidato per le prossime elezioni regionali perchè in passato avrebbe criticato le modalità di reclutamento politico del movimento di Beppe Grillo.

A Ferrillo è arrivata una mail dallo staff nella quale si parla di alcune segnalazioni che sarebbero arrivate su di lui. “Il rispetto per le procedure per candidarsi nelle liste del M5S è una regola  essenziale. Se un candidato manifesta pubblicamente, come risulta lei abbia fatto, di ritenere una “truffa” la procedura di candidatura della votazione in cui si candida (e quelle utilizzare in precedenti votazioni), disconosce la validità della procedura, e ne turba il regolare svolgimento. Per questo motivo viene sospeso con effetto immediato dal Movimento”.

“Ho la possibilità di dimostrare – replica Ferrillo – che ho rispettato le procedure per candidarmi e pertanto non capisco cosa mi si addebita. Produrrò una replica per chiedere a Grillo e allo staff del M5S la revoca immediata della mia sospensione dalla lista per le prossime Regionali. Ho la coscienza pulita, da anni mi batto per il territorio, per la legalità e la fine dei roghi tossici nella cosiddetta Terra dei fuochi”.
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LA COSTITUZIONE SECONDO GRILLO


Il Movimento 5 Stelle vive di contraddizioni a prescindere: “Napolitano rinunci alla carica di senatore a vita” hanno affermato oggi i capigruppo grillini di Camera e Senato, Andrea Cecconi e Alberto Airola, replicati in tarda mattinata da Beppe Grillo.

Dicono che la Costituzione non si tocca, ma Napolitano, per i pentastellati, non dovrebbe diventare senatore a vita. La Costituzione vigente, quella che non si tocca, prevede che un Presidente alla fine del mandato diventi di diritto senatore a vita.

Così dice la Costituzione che non si tocca.
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mader, Movimento 5 stelle

IL GRILLINO SALVO MANDARÀ CAMBIA IDEA SULL’ECCIDIO DI CHARLIE HEBDO: “POLIZIOTTI UCCISI VERAMENTE”


l grillino Salvo Mandarà, inizialmente convinto che la strage di Charlie Hebdo fosse una messinscena, sta cambiando idea.

 

A un utente che gli chiede se crede almeno nella morte dei vignettisti francesi, Mandarà risponde: “Purtroppo temo che siano stati uccisi veramente. E anche il suicidio del poliziotto sarà vero. Nutro dubbi sul resto”.  

All’indomani dell’attentato di Parigi, Mandarà aveva lanciato l’ipotesi che il poliziotto freddato dai fratelli Kouachi, Ahmed Merabet, fosse in realtà un attore.

Subito dopo l’attentato, Mandarà aveva sostenuto che Ahmed Merabe, il poliziotto ucciso fosse un attore, confezionando un video nel quale metteva in dubbio la morte dell’agente.
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FUGA CONTINUA DA GRILLO


Altro esodo per il M5S. Succede nell’Empolese Valdelsa, in provincia di Firenze, dove il movimento di Beppe Grillo sparisce dalle assise comunali di Empoli, Montelupo Fiorentino e Gambassi Terme.

Hanno infatti lasciato il M5S i tre eletti empolesi Lavinia Gallo, Sabrina Ciolli e Umberto Vacchiano, il montelupino Matteo Palanti e il gambassino Simone Capezzoli. Con loro anche Gabriella Giugni di Montaione.

I fuoriusciti dal M5S hanno dato vita a un nuovo gruppo politico, “Linea Civica“, non aderendo, almeno per adesso, al Percorso Comune fondato a Firenze dall’ex capogruppo pentastellato a Palazzo Vecchio Miriam Amato. Linea Civica avrà rappresentanza anche all’Unione dei Comuni Empolese Valdelsa in quanto Palanti e Gallo sono eletti anche in quella sede.

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BEPPE GRILLO E LA CARICA DEI RADICAL CHIC


C’è stato un periodo in cui dire di aver votato Beppe Grillo andava perfino di moda. Pochi mesi, attorno alle elezioni politiche del 2013sotto la  neve, in cui la “x” sul simbolo del M5S provocava approvazioni e consensi.

Poi, dopo qualche mese dei vari Sibilia, Di Battista e Bernini in Parlamento, la solfa è cambiata in breve: liberi professionisti, piccoli imprenditori, commercianti, dipendenti, piccola e media borghesia hanno iniziato ad alzar le braccia e rispondere con un risentito “no” all’accusa di aver votato il comico. Come nessuno negli anni settanta votava la Dc nessuno aveva votato Beppe.

Eppure c’è una categoriache pare aver mantenuto il proprio sostegno inossidabile ai 5 Stelle: i vip. Mondo in cui, pare, dire di votare e sostenere Beppe fa ancora figo. Direttamente dal Blog di Beppe Grillo veniamo a sapere che alla manifestazione #lanottedellonestàdel 24 gennaio a Roma parteciperà tutto il gotha radical chic: dalla sempreverde Sabina Guzzanti, i cui post su Facebook sono ormai più visti dei film, all’intramontabile Dario Fo, che persa da tempo la guida spirituale della gauche nostrana trova nuovo spazio nel nuovo partito della “gente”. E poi il magistrato di Mani Pulite (ex senatore di Pci e Pds) Ferdinando Imposimato, il già supporter di Ingroia Salvatore Borsellino fratello del più noto Paolo, l’attore ed ex europarlamentare dell’occhettiano Pds Enrico Montesano e altri tre colleghi attori: Andrea Sartoretti, Claudio Santamaria e Claudio Gioè, tutti quarantenni. E ovviamente l’ormai (dato per) scontato Fedez. Se va avanti così finirà che riuscirai a dare un nome a tutti gli elettori di Grillo.

Mancherebbero giusto le note di Francesco Guccini e la penna di Antonio Pennacchi per completare l’opera della sinistra al caviale intellettuale. Ma a ben vedere per loro non ci sarebbe neppure stato spazio. Tutti i vip presenti, infatti, avranno ben altro compito che mostrare la propria arte perché – scrive il blog – «reciterannobrani tratti dalle intercettazioni di Mafia Capitale».

Ammazza che divertimento. Roba da rimpiangere le vecchie feste dell’Unità con Guccini, i panini con la salamella ed ettolitri di buon vino rosso.
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Beppe Grillo, mader, Movimento 5 stelle

SALVO MANDARÀ, COMPLOTTISTA GRILLINO: “ISRALELE DIETRO LA STRAGE DI PARGI”


Continua il delirio complottista dei grillini sui fatti di Parigi. L’ultima teoria sconclusionata su twitter di Salvo Mandarà, videoreporter dei comizi di Beppe Grillo,  è che dietro la strage di Charlie Hebdo potrebbe esserci Israele.

Dopo quella che secondo lui è stata “la messinscena dello sparo”  a Ahmed Merabet, il  poliziotto a terra, che purtroppo è stato assassinato dai terroristi, Mandarà  è alla ricerca di nuovi complotti.

Aspettiamo di conoscere il prossimo complotto.

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La Zanzara, Lega, Lega Nord, mader, Matteo Salvini, Radio24, Roberto Calderoli, Roberto Maroni

QUANDO I LEGHISTI GIUSTIFICAVANO I TERRORISTI


Oggi Matteo Salvini e la Lega Nord sono in prima fila a sciacallare sulla strage di Charlie Hebdo: “L’Islam è pericoloso: nel nome dell’Islam ci sono milioni di persone in giro per il mondo e anche sui pianerottoli di casa nostra pronti a sgozzare e a uccidere.”

E il governatore leghista della Lombardia Roberto Maroni ha persino chiesto di chiudere Schenghen (lui ha scritto Shenghen) per fermare l’orda terroristica.

Una bella figuraccia, visto che i due sospettati dell’attentato sono nati a Parigi.

Ma oggi che la Lega sta lì a sentenziare, in pochi ricordano chi ebbe il coraggio di giustificare un atto di terrorismo come quello di Breivik a Oslo: sì, proprio lui, l’onorevole Mario Borghezio.    Durante   la   trasmissione
La Zanzara di Radio24, nel luglio del 2011, a proposito dell’assassino terrorista norvegese: “E’ una vicenda esemplare che fa capire che le strade del buonismo portano all’inferno, quello vero”, afferma il leghista. Secondo Borghezio, questa tragedia “se l’è cercata una parte dei norvegesi, come i socialisti”, verso i quali il magnanimo europarlamentare ammette di dover esprimere “un minimo di umanità”. E continua: “L’ideologia della società aperta crea mostri. Il killer Breivik è il risultato di questa società aperta, multirazziale, direi orwelliana. Questo tipo di società è criminogeno. Certe situazioni di disagio e di insofferenza è inevitabile che sfocino in tragedia. Quando una popolazione si sente invasa, poi nascono dei fenomeni di reazione, anche se gli eccessi sono da condannare. Quando si diceva prima che la Norvegia e la Svezia accoglievano decine di migliaia di tunisini, bisognava tener conto dell’impatto che un afflusso di questo genere poteva generare. La società aperta e multirazziale non è quel paradiso terrestre che ci voglion far credere coloro che comandano l’informazione. La società aperta e multirazziale fa schifo”.


Borghezio, inoltre, ribadisce le dichiarazioni già ribattute nel pomeriggio dall’agenzia di stampa AgenParl: “”Il “no” alla società multirazziale, la critica dura alla viltà di un’Europa che pare rassegnata all’invasione islamica e financo la necessità di una risposta identitaria e cristiana di tipo templare al dilagare delle ideologie mondialiste, sono ormai patrimonio comune degli europei, fra cui il sottoscritto”. Ricordiamo che Brevik aveva messo all’indice tutti i partiti italiani nel suo “Manifesto”, tranne la Lega.

Dopo la fregnaccia di Borghezio, Calderoli dovette scusarsi con la Norvegia (e prima ancora cercare sull’Atlante dove fosse).
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