Il Fatto Quotidiano, mader, Marco Travaglio, Movimento 5 stelle

DI MAIO, DI BATTISTA, ROMANO, SIBILIA, CHE NE PENSATE DEI SOLDI DI PANTALONE PER LA FESTA DEL FATTO QUOTIDIANO?


A margine della festa del Fatto Quotidiano, in Versiliana a Pietrasanta Ligure il 6 settembre scorso, Fiorella Mannoia si esibisce in un concerto il cui incasso non riesce a coprire le spese sostenute.


La Fondazione, organizzatrice dell’evento chiede al sindaco, Domenico Lombardi, ai sensi della convenzione stipulata tra le parti, di corrispondere a favore della Fondazione medesima, La Versiliana, parte del mancato incasso per la festa del Fatto Quotidiano, che è evidentemente costata troppo rispetto ai ricavi sperati. Nonostante la presenza eccellente della cantante Fiorella Mannoia.

Il comune aveva già elargito ben 15.000 euro «come contributo alle spese tecniche» per la kermesse del giornale del grande inquisitore e moralista Marco Travaglio.

Sarebbe istruttivo sapere cosa pensano gli onorevoli parlamentari e tutti i seguaci del Movimento 5 Stelle sulla questione, perché mai i contribuenti di Pietrasanta Ligure devono farsi carico delle perdite della festa del Fatto Quotidiano?

In attesa di risposte dai rivoluzionari a 5 stelle condivido in pieno l’osservazione del Tirreno:
Al di là dell’importo, minimo, richiesto per coprire il disavanzo, sembra alquanto inusuale il ruolo del Comune chiamato a rispondere di un “rischio di impresa” legato all’esito di un concerto. Non fosse altro perché di quello stesso rischio deve farsi carico la comunità“.
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Avanti!, Beppe Grillo, Federico Pizzarotti, Gianroberto Casaleggio, Grillo, mader, Marco Travaglio, Michele Santoro, Movimento 5 stelle

IL CONTRAPPASSO DI POPULISTI E MANETTARI


I populisti giustizialisti sono non sull’orlo, ma in piena crisi. Di nervi e di missione.

Sclerano in diretta televisiva Santoro e Travaglio anche se, in considerazione della caduta libera di ascolti che subiscono dall’inizio di stagione ‘Servizio pubblico’ e i talk show politici è forte il dubbio che la lite tra le due comari manettare di ieri sera sia stata una sceneggiata messa su allo scopo di cercare di recuperare un po’ di visibilità, soprattutto in rete, per ricordare al pubblico televisivo, in overdose di vaniloqui e urla da Vucciria, che esistono ancora.

 Dopo il flop del Circo Massimo e gli sberleffi dei ragazzi genovesi a “o sciu Grillo”, il M5S sembra aver imboccato definitivamente la strada del “cupio dissolvi”.

Non passa giorno che Dio manda in terra che non giungano notizie di litigi o, più semplicemente cattive notizie come quella arrivata da Bruxelles che racconta della dissoluzione dello stravagante gruppo Grillo/Farage al Parlamento europeo. Un bel guaio per i grillini in trasferta perché il regolamento del PE relega i deputati non iscritti ad una sorta di limbo permanente.

Sarà un film interessante seguire le transumanze dei “cittadini europei” in gruppo o singolarmente in cerca d’autore (e di casa) nell’aula del consesso continentale.

In Italia intanto, l’ineffabile deputato Di Battista, dopo qualche settimana di (apprezzato) silenzio, a seguito della demenziale uscita sulle ragioni dei macellai dell’Isis, ha amabilmente apostrofato il sen. Orellana (quello che un anno fa era candidato di bandiera alla presidenza della repubblica per il M5S) definendolo “un uomo che fa schifo”.

Pochi giorni prima al Circo Massimo, il sempre più inquietante Casaleggio, ben noto per il suo scarso bon ton, aveva invitato i giornalisti a “levarsi dai coglioni” e infine ieri il capo supremo, in evidente debito di argomenti e probabilmente ancora sotto choc dopo la fallita spedizione mediatica genovese, non ha trovato niente di meglio che cacciare, con tanto di gogna telematica, il sindaco grillino di Comacchio Marco Fabbri che oggi piagnucola e strilla contro la deriva “fascista” del Movimento ritenendo forse che chi lo legge o lo ascolta non si ponga la domanda: “ma non lo sapevi prima in che razza di compagnia di giro che ti sei candidato?”

Della considerazione in cui è tenuto dall’inner circle grillista il sindaco di Parma Federico Pizzarotti è meglio non parlare mentre da San Ferdinando di Rosarno, comune della provincia di Reggio Calabria giunge la notizia del fermo, non certo per un divieto di sosta ma per bazzecole come concorsi esterno in associazione mafiosa, traffico di droga, estorsioni, danneggiamenti, intimidazioni, del consigliere comunale Giovanni Pantano, tra i fondatori nel 2013, del locale meet up.

Non c’è male per un movimento nato e cresciuto issando la bandiera della democrazia orizzontale, della legalità e della trasparenza.

Il contrappasso che sta colpendo populisti e giustizialisti è pesantissimo perché il moltiplicarsi di episodi imbarazzanti e gaffes da dilettanti, la deriva fatta di urla e strepiti contro chi osa accennare a recitare un ruolo diverso da quello di corifeo sta mettendo a nudo da lato un il vuoto di cultura politica che è la cifra che caratterizza il carro di Tespi messo su dal duo Grillo Casaleggio, dall’altro l’usura imbarazzante dei professionisti della legalità alla Travaglio che, uscito Berlusconi dalla comune, appaiono in evidente deficit di argomenti che abbiano sostanza.

Probabilmente l’opinione pubblica sta aprendo gli occhi e sta scoprendo l’altra faccia della medaglia. Anni di chiacchiere degli uni e poco più di un anno di inutile presenza in parlamento degli altri hanno messo a nudo la loro dannosa inutilità.
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Emanuele Pecheux per Avanti!
Beppe Grillo, Casaleggio, Federico Pizzarotti, Gianroberto Casaleggio, Grillo, Il Fatto Quotidiano, mader, Marco Travaglio, Movimento 5 stelle

TRAVAGLIO: ASSURDO ESCLUDERE PIZZAROTTI DAL CIRCO MASSIMO


L’altro giorno, all’aeroporto, incontro un sondaggista molto in voga. Che mi domanda: “Ma secondo lei Grillo lo sa che il Movimento 5Stelle è ancora il primo partito fra gli italiani sino a 45-50, e sopra quella soglia crolla, regalando a Pd e Forza Italia tutto il resto del paese più vecchio d’Europa?”.

Giro volentieri la domanda a Grillo, a Casaleggio e ai 5Stelle tutti, con un paio di aggiunte: oltre a ripetere continuamente che siete la principale e spesso unica forza di opposizione in Parlamento e nel Paese, vi rendete conto della responsabilità che avete?

E che fate per comunicare la vostra quotidiana battaglia di opposizione in Parlamento e fuori, soprattutto a quella fascia di età che non sa niente di voi oppure sa cose false o molto parziali perché non usa la Rete e s’informa quasi soltanto dalle tv e dai giornaloni governativi, che se parlano di voi è per dipingervi come inaffidabili, litigiosi, inconcludenti, inutili? La tre giorni al Circo Massimo è un’ottima occasione per riflettere su questi temi, anzi è forse l’ultima spiaggia per rilanciare un Movimento che ha suscitato tante aspettative e solo in parte, nella realtà e soprattutto nella percezione, le ha soddisfatte.

Se invece diventerà l’ennesima seduta di autocoscienza, l’ennesimo sfogatoio di risentimenti interni, personalismi vacui e guerricciole intestine, si rivelerà un’occasione perduta e forse irripetibile. Il caso Pizzarotti è esemplare. Capitan Pizza, come lo chiama Grillo, s’è rivelato un onesto, oculato e concreto amministratore: chi prevedeva che Parma, nelle mani dei barbari “grillini”, sarebbe finita nel baratro, è rimasto deluso. Il baratro è quello che Pizzarotti ha ereditato dai suoi dissennati e spesso corrotti predecessori.

E, costretto a fare le nozze con i fichi secchi, ha tutt’altro che sfigurato. La sua veste di sindaco, obbligato a fare i conti con la realtà, gli ha alienato le simpatie dei vertici e della parte più movimentista della base, che sognavano rivoluzioni impossibili: tipo sull’inceneritore che, carte bollate alla mano, era ormai impossibile bloccare.

Quando, a giugno, un gruppo di duri e puri avviarono una raccolta di firme per sfiduciarlo, Grillo e Casaleggio ebbero il merito di fermarli, anche perché licenziare il primo sindaco di capoluogo eletto dai 5Stelle sarebbe stato un autogol clamoroso mentre il Movimento s’accingeva a espugnare la rossa Livorno.

La frattura sembrò ricomporsi, salvo riesplodere un mese fa, stavolta per colpa di Pizzarotti, che pareva incline a un accordo col Pd per le famigerate “nuove province” contro la scelta pentastellata di disertare un’istituzione che si vuole abolire per davvero (non per finta come ha fatto Renzi). Ora ci risiamo, con l’assurda decisione di escluderlo dai relatori sul palco del Circo Massimo e con l’altrettanto assurdo sms che il sindaco di Parma ha inviato ad alcuni parlamentari invitandoli a “mollare” Grillo e Casaleggio, additati come sentina di tutti i guai dei 5Stelle.

Grillo e Casaleggio si sono inventati il movimento, che senza di loro non sarebbe esistito e non esisterebbe. È inevitabile che, a un certo punto della vita, i figli si liberino dei padri: ma quel momento per i 5Stelle non è ancora arrivato.

Ciò che serve oggi, l’abbiamo scritto e lo ripetiamo, è un portavoce o un gruppo ristretto di portavoce, eletto dai parlamentari o dagli iscritti al blog, che rappresenti la “linea” ufficiale e ogni sera vada a spiegare attività e proposte alternative a quelle del governo nei tg ed eventualmente in qualche talk show giudicato praticabile. Senza paura di dialogare con le altre opposizioni, quando si manifestano, e di sposarne le iniziative, quando sono buone: per esempio il referendum della sinistra contro il pareggio di bilancio in Costituzione o quello della Lega (sostenuto anche dalla Fiom) contro la legge Fornero.

Del resto furono proprio Grillo e Casaleggio a firmare il documento di Libertà e Giustizia contro la svolta autoritaria di Renzusconi. Le forze governative sono talmente numerose e schiaccianti che le opposizioni o si fanno sentire tutte insieme, oppure è come se non esistessero.
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Marco Travaglio per Il Fatto Quotidiano
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GRILLO E IL PREMIO “GIORNALISTA DELL’ANNO”. A SORPRESA SCOMPARE TRAVAGLIO


Il popolo grillino del web ha votato per il giornalista dell’anno. A sorpresa Marco Travaglio, che qualche ora fa superava il “detestato” Zucconi, è scomparso dalla classifica.


Il  vicedirettore del Fatto Quotidiano, manca dalla classifica dei top ten. Il suo nome non era stato inserito nella rosa proposta dal Blog di Beppe Grillo, ma ha comunque ottenuto più di 600 voti nella sezione “Indica un altro giornalista che non è nella lista”, attestandosi al settimo posto.

Il blog di Grillo, però, non ne fa menzione.


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Attualità, Politica

TRAVAGLIO E ER CICORIA

Travaglio-ErCicoria-matteoderrico“La presunzione di innocenza è gargarismo che non c’entra nulla con quello di cui stiamo parlando”. Parole e musica di Marco Travaglio. Il giustizialista per eccellenza, l’uomo dei soprannomi a mano armata, dalle battute fulminanti in monologhi da stand up comedian della fedina penale di politici e potenti. E alla fine te lo ritrovi a farsi una foto, presumibilmente al rinfresco della trasmissione Anno Uno (si evince dalla bocca piena, perché si sa, è tutto un magna magna), con un ex spacciatore.

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Attualità, Politica

IL GRILLOTALPA

beppe-grillo-matteoderricoCi sono tre modi per riaversi da una sconfitta. 1) Negarla, autoconsolandosi con formulette e scuse da Prima Repubblica (la sostanziale tenuta, lo zoccolo duro, il consolidamento della base, la presenza sul territorio, la stampa cattiva, gli elettori che non hanno capito, il destino cinico e baro). 2) Piangersi addosso, crogiolandosi, arroccandosi e incattivire in un dorato e sdegnoso isolamento dal mondo esterno, visto immancabilmente come ostile e incomunicabile. 3) Analizzare le cause dell’insuccesso, magari con l’aiuto di qualche esperto vero, e ripartire di slancio per rimuoverle, facendo tesoro degli errori e guardando avanti. Le prime due reazioni non portano lontano: sia i comodi alibi sia le lacrime appannano la vista. Eppure è proprio altalenando fra la prima e la seconda che si muovono i 5 Stelle dopo la batosta europea.

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Attualità, Politica

CASALEGGIO E GRILLO SMENTISCONO TRAVAGLIO: “MAI DETTO CHE SAREMO MINISTRI”

casaleggio-grillo-matteoderricoIl Fatto Quotidiano pubblica a sorpresa una intervista a firma Travaglio in cui Gianroberto Casaleggio sembra sbilanciarsi su una eventuale partecipazione sua e di Grillo come ministri di un altrettanto eventuale governo 5 Stelle.

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Attualità, Politica

VAURO: “NEL MOVIMENTO 5 STELLE SENTO PUZZA DI FASCISMO”

vauro-matteoderrico“Nel Movimento 5 Stelle sento una gran puzza di fascismo”. È un affondo davvero pesante quello del vignettista Vauro nei confronti di Beppe Grillo durante la trasmissione “L’aria che tira” (LA7).

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Attualità

QUANDO TRAVAGLIO MANDÒ A QUEL PAESE IL GURU A CINQUE STELLE

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Casaleggio per realizzare il sito del Fatto chiese 700mila euro. Poi predisse: “Fare un giornale è da sciocchi”. Ecco tutti gli strani intrecci dello stratega del comico. Continua a leggere “QUANDO TRAVAGLIO MANDÒ A QUEL PAESE IL GURU A CINQUE STELLE”

Attualità

FRANCESCO BOCCHINO RISPONDE A TRAVAGLIO

SENATO, I NUOVI PARLAMENTARI     SENATE, NEW PARLIAMENT MEMBERS

LETTERA APERTA A MARCO TRAVAGLIO

Caro Marco,

ti scrivo in merito al tuo articolo “Peccatori e Verginelle” apparso recentemente sul Fatto. Quell’articolo è diviso in due parti. Nella prima, sostanzialmente si stigmatizza il processo della nostra espulsione definendolo “anti-democratico”, mentre nella seconda si mette in dubbio la nostra dignità, criticandoci per il fatto di aver tradito la volontà degli elettori non dimettendoci anzitempo. Continua a leggere “FRANCESCO BOCCHINO RISPONDE A TRAVAGLIO”