Beppe Grillo, mader, Michele Santoro, Movimento 5 stelle

SANTORO CONTRO GRILLO: “NON SI TRATTA PIÙ DI ANTIPOLITICA A 5 STELLE, MA DI FASCISMO”


Announo, spin-off di AnnoZero, comincia puntata dopo puntata con un editoriale del deus ex machina, Michele Santoro. Questa volta sopra le righe. L’antipolitica è centrale nel discorso del giornalista ed ex eurodeputato de L’Ulivo.

E’ tempo dell’anti politica, è noto. Da vent’anni e più. Dall’inchiesta Mani Pulite, che sconvolse la Prima Repubblica. L’inchiesta giudiziaria che sta terremotando il Comune di Roma – la cosiddetta ‘Mondo di mezzo’ – finisce sulla bocca anche di Santoro, il quale, parla senza peli sulla lingua, affermando: “ma come hanno fatto i politici a non accorgersi di niente? E chi sarebbero oggi i politici? Se mi chiedeste di dirvene 50, non riuscirei a fornirvi un elenco completo. Non li conosce nessuno, non sono legati al territorio e gli unici che veramente si interessano a loro sono lobbysti e mafiosi”.

Poi Santoro riprende le parole del Capo dello Stato, quelle sull’antipolitica che infuria: “fa bene – afferma il volto Rai – a essere preoccupato. Non si tratta più dell’antipolitica a 5 stelle, è voglia di fascismo. E chi dovrebbe contrastare questa rabbia? La Costituzione dice che è la politica”.

La società civile, si chiede Santoro, dove si trovava? La cittadinanza attiva non ha frenato il malaffare: “e gli italiani?”, si chiede retoricamente Santoro. “Non si sono accorti cosa succedeva? Se ne sono accorti. Ma gli italiani se possono trovare il loro posticino al sole, si adattano. Urlano ‘negro’ a Balotelli e poi dicono al parrucchiere di copiargli il taglio di capelli”.

Poi conclude i cinque minuti e poco più in un attacco a Beppe Grillo. Si rivolge direttamente all’ex comico genovese e leader del Movimento 5 Stelle: “volevo dirgli che non sono morto, ‘Servizio Pubblico’ continuerà. La sua ‘cosa’, la sua tv non la ricorda più nessuno, anche lui fa finta di non ricordarsene. E quando stavamo meglio, stava meglio anche il M5S. Per Grillo la mafia non esiste. Oggi Di Battista è il sogno quindi non c’è da disperarsi: il futuro dev’essere per forza migliore”.
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Daniele Errera per Termometro Politico
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Avanti!, Beppe Grillo, Federico Pizzarotti, Gianroberto Casaleggio, Grillo, mader, Marco Travaglio, Michele Santoro, Movimento 5 stelle

IL CONTRAPPASSO DI POPULISTI E MANETTARI


I populisti giustizialisti sono non sull’orlo, ma in piena crisi. Di nervi e di missione.

Sclerano in diretta televisiva Santoro e Travaglio anche se, in considerazione della caduta libera di ascolti che subiscono dall’inizio di stagione ‘Servizio pubblico’ e i talk show politici è forte il dubbio che la lite tra le due comari manettare di ieri sera sia stata una sceneggiata messa su allo scopo di cercare di recuperare un po’ di visibilità, soprattutto in rete, per ricordare al pubblico televisivo, in overdose di vaniloqui e urla da Vucciria, che esistono ancora.

 Dopo il flop del Circo Massimo e gli sberleffi dei ragazzi genovesi a “o sciu Grillo”, il M5S sembra aver imboccato definitivamente la strada del “cupio dissolvi”.

Non passa giorno che Dio manda in terra che non giungano notizie di litigi o, più semplicemente cattive notizie come quella arrivata da Bruxelles che racconta della dissoluzione dello stravagante gruppo Grillo/Farage al Parlamento europeo. Un bel guaio per i grillini in trasferta perché il regolamento del PE relega i deputati non iscritti ad una sorta di limbo permanente.

Sarà un film interessante seguire le transumanze dei “cittadini europei” in gruppo o singolarmente in cerca d’autore (e di casa) nell’aula del consesso continentale.

In Italia intanto, l’ineffabile deputato Di Battista, dopo qualche settimana di (apprezzato) silenzio, a seguito della demenziale uscita sulle ragioni dei macellai dell’Isis, ha amabilmente apostrofato il sen. Orellana (quello che un anno fa era candidato di bandiera alla presidenza della repubblica per il M5S) definendolo “un uomo che fa schifo”.

Pochi giorni prima al Circo Massimo, il sempre più inquietante Casaleggio, ben noto per il suo scarso bon ton, aveva invitato i giornalisti a “levarsi dai coglioni” e infine ieri il capo supremo, in evidente debito di argomenti e probabilmente ancora sotto choc dopo la fallita spedizione mediatica genovese, non ha trovato niente di meglio che cacciare, con tanto di gogna telematica, il sindaco grillino di Comacchio Marco Fabbri che oggi piagnucola e strilla contro la deriva “fascista” del Movimento ritenendo forse che chi lo legge o lo ascolta non si ponga la domanda: “ma non lo sapevi prima in che razza di compagnia di giro che ti sei candidato?”

Della considerazione in cui è tenuto dall’inner circle grillista il sindaco di Parma Federico Pizzarotti è meglio non parlare mentre da San Ferdinando di Rosarno, comune della provincia di Reggio Calabria giunge la notizia del fermo, non certo per un divieto di sosta ma per bazzecole come concorsi esterno in associazione mafiosa, traffico di droga, estorsioni, danneggiamenti, intimidazioni, del consigliere comunale Giovanni Pantano, tra i fondatori nel 2013, del locale meet up.

Non c’è male per un movimento nato e cresciuto issando la bandiera della democrazia orizzontale, della legalità e della trasparenza.

Il contrappasso che sta colpendo populisti e giustizialisti è pesantissimo perché il moltiplicarsi di episodi imbarazzanti e gaffes da dilettanti, la deriva fatta di urla e strepiti contro chi osa accennare a recitare un ruolo diverso da quello di corifeo sta mettendo a nudo da lato un il vuoto di cultura politica che è la cifra che caratterizza il carro di Tespi messo su dal duo Grillo Casaleggio, dall’altro l’usura imbarazzante dei professionisti della legalità alla Travaglio che, uscito Berlusconi dalla comune, appaiono in evidente deficit di argomenti che abbiano sostanza.

Probabilmente l’opinione pubblica sta aprendo gli occhi e sta scoprendo l’altra faccia della medaglia. Anni di chiacchiere degli uni e poco più di un anno di inutile presenza in parlamento degli altri hanno messo a nudo la loro dannosa inutilità.
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Emanuele Pecheux per Avanti!
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MIRKO LAMI, L’OPERAIO DI PIOMBINO ATTACCATO DA GRILLO: “LA PESTE ROSSA DILAGA”

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“La miglior risposta a tutti quei messaggi di offese, arrivati dopo la trasmissione di Santoro ‘Servizio pubblico’. Come era il motto? O noi, o loro? Beh, voi di 5 stelle NO di certo. La ‘Peste Rossa’ dilaga!!!!”. Lo scrive su Facebook Mirko Lami, l’operaio della Lucchini attaccato dal blog di Beppe Grillo dopo un suo intervento nella trasmissione di Michele Santoro.

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STANDING OVATION AL CONGRESSO DELLA CGIL PER MIRKO LAMI, L’OPERAIO ATTACCATO DA BEPPE GRILLO

Tutti in piedi al Palacongressi di Rimini per applaudire Mirko Lami, delegato di Piombino. Nel suo appassionato intervento ha chiesto unità al sindacato e, soprattutto, di non lasciar morire il polo industriale toscano.

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SERVIZIO PUBBLICO, LAMI RISPONDE A GRILLO: “CONFRONTIAMOCI, NON HO PIÙ TESSERA DEL PD”

mirco_lami_matteoderricoMirko Lami, l’operaio della Lucchini di Piombino ospite ieri nella trasmissione di Michele Santoro, Servizio Pubblico, e oggetto del post pubblicato oggi sul blog di Beppe Grillo, ha risposto a Grillo in un video pubblicato sulla pagina Facebook e ripubblicato dal programma di La7.

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VAURO: “NEL MOVIMENTO 5 STELLE SENTO PUZZA DI FASCISMO”

vauro-matteoderrico“Nel Movimento 5 Stelle sento una gran puzza di fascismo”. È un affondo davvero pesante quello del vignettista Vauro nei confronti di Beppe Grillo durante la trasmissione “L’aria che tira” (LA7).

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Attualità, Politica

PER BEPPE GRILLO SANTORO È “GIORNALISTA DEL GIORNO”

michele-santoro-matteoderricoIl conduttore di “Servizio pubblico” reo di aver ospitato un operaio della Lucchini molto critico con Beppe.

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BEPPE GRILLO ALZA I TONI PER ARRIVARE PRIMO ALLE EUROPEE

grillo-matteoderricoPer arrivare primo alle Europee, Beppe Grillo deve alzare i toni. Alza che ti rialza, però, arrivi a chiederti «a quando il reato penale per menzogna pubblica aggravata? Renzie andrebbe subito al 41 bis». E’ vero lo dice a Napoli durante il suo spettacolo, nei panni di comico dunque, ma ormai da tempo Beppe è un leader politico.

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QUANDO BERLUSCONI DICEVA: “GLI EVASORI CONDANNATI DEVONO FARSI DA PARTE!”

berlusconi

Dopo la condanna definitiva per frode fiscale, di lasciare non ci pensa nemmeno. Ma in questo video d’annata sembrava pensarla diversamente, riguardo agli evasori patentati… Continua a leggere “QUANDO BERLUSCONI DICEVA: “GLI EVASORI CONDANNATI DEVONO FARSI DA PARTE!””