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LA COSTITUZIONE SECONDO GRILLO


Il Movimento 5 Stelle vive di contraddizioni a prescindere: “Napolitano rinunci alla carica di senatore a vita” hanno affermato oggi i capigruppo grillini di Camera e Senato, Andrea Cecconi e Alberto Airola, replicati in tarda mattinata da Beppe Grillo.

Dicono che la Costituzione non si tocca, ma Napolitano, per i pentastellati, non dovrebbe diventare senatore a vita. La Costituzione vigente, quella che non si tocca, prevede che un Presidente alla fine del mandato diventi di diritto senatore a vita.

Così dice la Costituzione che non si tocca.
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Beppe Grillo, Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, Grillo, mader, Movimento 5 stelle, Napolitano, Presidente della Repubblica

GRILLO RITENTA IL FLOP COL CONTRO DISCORSO DI FINE ANNO


Lo scorso 31 dicembre Beppe Grillo aveva inaugurato il suo contro discorso di fine anno, una sorta di parodia del più noto “discorso” del presidente della Repubblica. Nel suo intervento di un anno fa, il leader dei Cinque Stelle aveva tuonato contro il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,chiedendone le dimissioni, ipotizzato la vittoria del M5S alle Europee e ventilato l’ipotesi di un referendum contro l’euro.

A 365 giorni di distanza le cose sono cambiate. Il capo dello Stato si dimetterà sì, ma di sua sponte e per via dell’età avanzata, intorno a metà gennaio, le Europee hanno ridimensionato le aspettative dei Cinque Stelle mentre solo poche settimane fa il Movimento ha presentato il suo referendum contro la moneta unica.

Chi saranno i nemici contro cui sbraiterà questa volta Grillo? Il primo indiziato degli attacchi probabilmente sarà la sua nemesi politica, il ribattezzato “Renzie” che a inizio anno ha preso il posto di Enrico Letta. Poi non mancheranno critiche all’Europa dell’austerity e dei burocrati e le ironie sulle dimissioni di “Re Giorgio“.

Ci sarà silenzio totale sugli espulsi e i dissidenti che hanno lasciato il Movimento. Gran spazio verrà dato invece alla nuova “era” del Movimento, con il referendum contro l’euro e l’istituzione del direttorio Cinque Stelle a far da padroni. Per seguire il discorso di Beppe Grillo basterà cliccare sul link dedicato della web tv  del M5S.

L’anno  scorso il discorso del Presidente Napolitano, un flop secondo Grillo, ha avuto 13mila e 500 ascoltatori per ogni voto ricevuto in parlamento per la sua rielezione. Beppe Grillo, con il contro discorso, ha fatto il vero flop. Ha perso 100 ascoltatori per ogni voto ricevuto alle politiche dal M5S.
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Carlo Azelio Ciampi, Giorgio Napolitano, mader, Napolitano, Presidente della Repubblica, Quirinale

NAPOLITANO E CIAMPI. IL PRESIDENTE SECONDO GLI ITALIANI


Con buona pace di Grillo e dei grillini l’elezione del nuovo presidente della Repubblica risulta meno importante agli italiani: sono fiduciosi in quanto ritengono che l’inquilino del Colle è sempre stato un galantuomo e continuerà a esserlo. Ne sono prova gli indici di gradimento degli ultimi due presidenti, con Carlo Azeglio Ciampi che ha concluso il suo mandato oltre l’80% e Giorgio Napolitano che nel corso dei suoi nove anni ha raggiunto la punta massima del 90%. Sono i dati forniti dal sondaggista Nicola Piepoli, fondatore e presidente dell’Istituto Piepoli.

Quale presidente della Repubblica vogliono gli italiani?

Gli italiani vogliono un presidente della Repubblica non dissimile da quelli che ci sono stati in passato, cioè un gentiluomo o – se sarà una donna – una gentildonna. Gli italiani sanno che al Quirinale sarà eletta una persona degna. E’ sempre stato così e continuerà a esserlo, questa è la fiducia che hanno gli italiani.

Preferiscono un uomo o una donna? Un presidente politico o uno non politico?

Non ci sono preferenze rispetto al fatto che il nuovo inquilino del Colle sia un uomo o una donna. Tra un presidente politico e uno non politico, automaticamente si sceglie il secondo.

In termini di priorità agli italiani quanto interessa la partita per il Quirinale?

Agli italiani interessa una sola cosa: il reddito. Se il governo garantisce agli italiani pane e companatico ha l’appoggio degli elettori, altrimenti non ce l’ha. Gli italiani inoltre sono estremamente favorevoli agli investimenti, non perché auspichino di per sé che si facciano strade, case o alta velocità, bensì perché in questo modo aumenta il Pil e quindi il reddito individuale. All’interno di una lista di priorità, il reddito assorbe quasi il 90% delle preferenze.

Qual è stato in questi anni il gradimento di Napolitano?

In alcune fasi Napolitano ha raggiunto il 90% di gradimento. Significa superare i re d’Europa, il cui gradimento è tra l’80 e il 90%. In tutta la storia repubblicana del nostro Paese, solo Carlo Azeglio Ciampi ha avuto lo stesso gradimento di Napolitano. Ciampi è arrivato all’86% e ha concluso il suo mandato oltre l’80%, mentre Napolitano dopo nove anni finisce al 58% dimostrandosi un primatista in termini di fiducia.

Nel corso del 2014 ci sono state variazioni consistenti?

Tra gennaio e dicembre di quest’anno la fiducia nei confronti di Napolitano è sempre stata oscillante intorno al 60%. La punta massima nel 2014 l’ha raggiunta a maggio quanto è stata pari al 64%, quella minima a luglio con il 49%. Ai primi di dicembre ha toccato il 61%, a marzo era al 60%. L’ultimo dato risulta pari al 58%.

A riconoscersi nel presidente della Repubblica sono gli elettori di tutti i partiti politici?

Su una media del 58%, ad avere fiducia nel presidente della Repubblica è il 76% degli elettori di centrosinistra, il 43% di quelli di centrodestra e il 26% dell’M5S. Fatta eccezione per i Cinque Stelle, si tratta comunque di un dato elevato: quando supera il 40% la fiducia è infatti piuttosto alta. Data la fiducia che gli italiani hanno nella loro stella, la probabilità che il nuovo presidente sia un galantuomo o una gentildonna come in passato è piuttosto elevata.

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Pietro Vernizzi per Il Sussidiario
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ERMANNO OLMI A GRILLO: "DOVREBBE FARSI RICOVERARE"


Il regista Ermanno Olmi in una lettera al Corriere della Sera difende il Presidente della Repubblica dagli attacchi di Beppe Grillo: “Se il Presidente Napolitano dovrebbe costituirsi, lei Grillo e tutti gli altri dovreste farvi ricoverare”. 

Olmi ricorda le enormi difficoltà che il Paese incontrò nel dopoguerra, l’Italia era considerata dagli Alleati fra i Paesi nemici.
Caro direttore – scrive Olmi – alla fine della Seconda guerra mondiale, l’Italia era considerata dagli Alleati fra i Paesi nemici e pertanto priva di ogni libertà. Quando il 10 agosto del 1946 Alcide De Gasperi intervenne alla Conferenza di pace a Parigi, esordì dicendo: Prendendo la parola in questo Consesso, sento che tutto è contro di me, tranne la vostra personale cortesia. Questo bastò a salvare l’Italia dall’umiliazione di essere sotto tutela”. Olmi allora si chiede: “Sarebbe stata la stessa cosa se al posto di De Gasperi ci fosse stato Beppe Grillo? O Salvini o Civati o altri dei nostri attuali politici? È fin troppo facile rispondere: se il presidente Napolitano dovrebbe costituirsi, lei Grillo e tutti gli altri dovreste farvi ricoverare. E una volta per tutte: la smetta di fare del protagonismo becero insultando Napolitanoaltrimenti la denuncerò per vilipendio nei confronti del Capo dello Stato che i cittadini italiani amano e rispettano”.
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Giorgio Napolitano, mader, Movimento 5 stelle, Napolitano, Presidente della Repubblica

ALESSANDRO DI BATTISTA POLEMIZZA CON NAPOLITANO PER LA SOLIDARIETÀ A DON CIOTTI


Il M5S polemizza con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per la telefonata di solidarietà a don Ciotti dopo le minacce di morte da parte del boss dei corleonesi Totò Riina. Alessandro Di Battista, finite le vacanze, ironizza su Fb: “Perbacco, Presidente! In un colpo solo, oltre ad aver fatto il suo dovere, ci ha comunicato che ritiene plausibili le minacce di Riina. Insomma occorre prendere sul serio le parole dell’ex-Capo dei Capi”.


“Totò Riina, il capo dei capi di Cosa Nostra, colui che fece ammazzare Stefano Bontade, il partner di Berlusconi nel famoso patto di non belligeranza sancito grazie a Dell’Utri, ultimamente ha fatto due cose.

Durante la sua ora d’aria ha confessato che B. pagava 500 milioni di vecchie lire all’anno alla mafia e ha poi minacciato Don Ciotti augurandogli di fare la stessa fine di Don Pino Puglisi, il prete anti-mafia ammazzato da Cosa Nostra il 15 settembre del 1993.

Ebbene il Presidente Napolitano ha (giustamente) espresso solidarietà a Don Ciotti. Lo ha chiamato ribadendogli che lo Stato non si ferma di fronte alle minacce mafiose. Perbacco Presidente! In un colpo solo, oltre ad aver fatto il suo dovere, ci ha comunicato che ritiene plausibili le minacce di Riina. Insomma occorre prendere sul serio le parole dell’ex-Capo dei Capi.

Se sono plausibili le minacce a Don Ciotti sono plausibili le ammissioni sulla vicinanza di B. a Cosa Nostra e anche le minacce che sempre Riina ha rivolto più volte al giudice Di Matteo.

Un Capo dello Stato serio a questo punto farebbe altre 2 telefonate: la prima al pm Di Matteo per esprimergli la stessa solidarietà espressa a Don Ciotti, la seconda al Premier Renzi (e magari anche un sms alla Serracchiani), chiedendogli, gentilmente, se non sia il caso di interrompere la profonda e amorevole collaborazione con B., un uomo che, pagando miliardi su miliardi alla mafia, ha contribuito alla sua crescita economica, strategica e organizzativa.

P.S. Da parte mia massima solidarietà a Don Ciotti e a Di Matteo.”

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NAPOLITANO ‘COMMISSARIA’ RENZI. TORNA L’IPOTESI DELLA MANOVRA BIS


È una vera e propria convocazione quella del Capo dello Stato, che si prepara all’imminente incontro con il premier al Colle. Al Presidente non è piaciuta l’uscita di Renzi contro la Troika e Bruxelles. Non solo. Napolitano vuole anche capire come il governo intenda evitare di sforare i parametri Ue e non è escluso che faccia pressioni per una manovra correttiva. Che cosa farà il leader del Pd? Scontro istituzionale in vista?


E’ imminente la salita di Matteo Renzi al Quirinale. Quella del Capo dello Stato è una vera e propria convocazione, tanto che il premier non si aspettava un faccia a faccia con il presidente della Repubblica. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, Giorgio Napolitano non ha gradito affatto l’uscita del primo ministro contro la Troika, la Bce e l’Unione europea. “Non bisogna alimentare tensioni con i partner Ue”, avrebbe confidato il Presidente ai suoi più stretti collaboratori commentando l’uscita “fuori luogo” del leader del Partito Democratico.
 

Ma l’incontro, che si preannuncia teso, arriva anche all’indomani della durissima mazzata di Moody’s sul nostro Paese: nel 2014 la crescita sarà negativa e quindi l’Italia non uscirà dalla recessione. Napolitano, che tiene moltissimo ai rapporti con le istituzioni comunitarie, vuole sentire da Renzi come intende mantenere gli impegni con Bruxelles alla luce del Pil negativo. Il rischio di sforare il 3% nel rapporto deficit-Pil starebbe spingendo il Capo dello Stato a chiedere al premier di rivedere la sua chiusura nei confronti della manovra correttiva.
 

Non possiamo permetterci di litigare con l’Europa“, è il ragionamento di Napolitano. A questo punto bisogna vedere che cosa farà Renzi, che sulle riforme costituzionali ha elogiato la “lungimiranza” del Presidente, ma sui conti pubblici potrebbe tenere il punto e ribattere al numero uno del Quirinale. Per il momento resta soltanto sullo sfondo l’ipotesi di un rimpasto (Padoan a rischio?) e quella di un rilancio delle larghe intese con un eventuale ingresso di Forza Italia nell’esecutivo.

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GRILLO PLAUDE A PINOCHET


Bestialità di grillo sul blog: trasforma Renzi in un ‘bimbominkia’ e Napolitano e Berlusconi dei «sepolcri imbiancati» e sostiene che fosse meglio avere Pinochet al governo. 

“Gli italiani hanno il sacrosanto diritto di sapere e i giudici di indagare sui colloqui privati del trio Napolitano-Renzie-Berlusconi dato che riguardano il futuro della Nazione. Meglio Pinochet di questi sepolcri imbiancati e bimbominkia assortiti”. E’ quanto si legge sul blog di Beppe Grillo in un post dal titolo “I due segreti di Fatima”, alludendo alle “conversazioni tra Mancino e il signor Napolitano” e al “Patto del Nazareno”. 

“Ci sono due segreti di Stato, due nuovi segreti di Fatima che al confronto Ustica e Piazza Fontana sbiadiscono. Il primo sono le conversazioni tra Mancino e il signor Napolitano avvenute nell’ambito dell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia. Il secondo è il patto del Nazareno tra un piduista condannato in via definitiva e un ex sindaco mai eletto in Parlamento”, si legge.

“Segreti con i timbri della P2 e della mafia. Con la sostanziale abolizione del Senato siamo giunti all’epilogo di un percorso iniziato con Gelli e proseguito con l’omicidio di Falcone e Borsellino”, prosegue l’articolo. “Gli italiani – conclude – hanno il sacrosanto diritto di sapere e i giudici di indagare sui colloqui privati del trio Napolitano-Renzie-Berlusconi dato che riguardano il futuro della Nazione. Meglio Pinochet di questi sepolcri imbiancati e bimbominkia assortiti. Chi sa parli, chi può denunci. O dovremo fare un appello a Riina per sapere la verità?”.

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Attualità, Politica

IL VILIPENDIO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA È REATO

Fabrizio-Moro-matteoderricoFabrizio Morbici, in arte Fabrizio Moro nato nel quartiere di San Basilio a Roma, cantautore che ieri sera sul palco dei 5 Stelle a Piazza San Giovanni per la chiusura della campagna elettorale per le elezioni europee incitando la folla ha iniziato questo coro: ” Io amo tutto quello che è italiano, io schifo Napolitano non come politico ma l’essere umano “.

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Attualità, Politica

SOLDI PUBBLICI PER IL BUFFET IN ONORE DI GRILLO. MA NELLA RENDICONTAZIONE DIVENTANO “SPESE DI RAPPRESENTANZA”

beppe-grillo-matteoderricoUn piccolo escamotage lessicale, per rendere più digeribile ad elettori e attivisti una esborso di soldi del gruppo (e dunque pubblici) per comprare prosecco e pizzette da offrire a Beppe Grillo.

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Attualità

CHIESTO L’IMPEACHMENT PER GRILLO

beppe-grillo-m5s-matteoderricoAveva chiesto più volte l’impeachment per il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Adesso Grillo si ritrova a dover sedare una rivolta interna al meet-up M5S di Pesaro che chiede lo stato d’accusa nei suoi confronti.

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