Il Giornale, Lega, mader, Matteo Salvini, Nicola Morra

IL GRILLINO MORRA ALLA CORTE (SEGRETA) DELL’ESTREMA DESTRA


Viaggio nel Foro 753, centro sociale di estrema destra, dove si sono recati il senatore grillino e il leader della Lega Nord (prima delle Europee).

Uncentro sociale? Un movimento politico o una palestra? Il Foro 753 è tutto questo ma anche molto di più. Nasce originariamente nel 2003 in via Capo d’Africa, vicino al Colosseo, con l’occupazione di un ex casa del popolo di cinque piani, abbandonata dagli anni ’50.

Un po’ un paradosso che un edificio che nel Dopoguerra ha ospitato compagni e partigiani, nel ventunesimo secolo sia stato riqualificato da un gruppo di militanti di estrema destra.

Il nome del centro sociale, infatti, richiama l’anno di fondazione di Roma e il concetto di foro romano come luogo di incontro e scambio di idee e posizioni differenti. L’esperienza di via Capo d’Africa dura però solo due anni, come spiega Giacomo Mondini, uno dei responsabili del Foro: “L’edificio era di proprietà della Regione ma Storace non ebbe difficoltà a chiederci di andarcene e anche la sinistra con alcuni suoi esponenti, risultati poi indagati nell’indagine di Mafia Capitale, abitavano in quella zona e premevano affinché noi venissimo sgomberati”.

Il più attivo nel fare quotidianamente queste richiesta era Luca Odevaine, ex vice capo di gabinetto di Walter Veltroni. Ma è proprio all’ex sindaco che si deve il salvataggio del Foro: “Veltroni – racconta Mondini – è l’unico che capiva, a differenza di tanti altri, l’universalità di Roma e ci assegnò questo stabile riconoscendo che le attività che avevamo posto in essere erano valide”. Nel 2007, infatti, il Foro 753 si trasferisce in via Beverino in zona Torrevecchia a pochi metri dal raccordo anulare, in una struttura non agibile che prima fungeva da garage e che è stato rimesso apposto “solo con il nostro impegno”, spiega Mondini. “Nel corso di quei due anni abbiamo posto le basi per attività che attualmente svolgiamo con una palestra di pugilato, una sala conferenza e una cucina”.

Il locale viene messo a disposizione anche degli abitanti per le feste di quartiere a prezzi agevolati, per la donazione del sangue o per le cene di raccolta fondi per Sol.id (Solidarietà Identitaria), l’associazione umanitaria del Foro che ha operato in Paesi come Siria, Kossovo e Birmania. Il Foro 753, a differenza di Casa Pound, non nasce quindi con uno scopo abitativo e non è espressione di alcun partito. “A noi – chiarisce Mondini – interessa relativamente il progetto di un singolo partito però riteniamo che sia opportuno far valere alcune istanze dentro le istituzioni e perciò guardiamo con interesse al discorso della Lega”. Molti militanti del Foro, infatti, sono stati eletti in differenti partiti di centrodestra e il centro sociale apre i suoi dibattiti a esponenti di ogni area politica tanto è vero che di recente è andato in visita strettamente privata anche il grillino Nicola Morra. Curioso è il fatto che mentre ministri come Beatrice Lorenzin e sindaci come Flavio Tosi hanno accettato gli inviti in maniera pubblica, l’ex capogruppo dei Cinque Stelle al Senato ha invece voluto tenere segreta tale partecipazione ma non è stato l’unico. Matteo Salvini, che proprio ieri ha presentato il suo progetto per il Sud, prima delle Europee è stato ad una cena del Foro durante la quale aveva prospettato la nascita di una Lega nazionale.

“Noi – prosegue Mondini – non aspettiamo nessun messia e non crediamo sia vantaggioso fare il tifo per Salvini o per Tosi né ci siamo infatuati di parole d’ordine contro la globalizzazione e per la difesa delle identità e che il mondo non conforme della destra identitaria ha sempre usato”. A telecamere spente Mondini rivela di essere alquanto deluso dalle ultime mosse del segretario della Lega da cui si aspettava molto di più di una semplice lista con il proprio nome fatta con l’intento di “ricostruire insieme alla Meloni e a Forza Italia il centrodestra”.

È il Front national l’orizzonte politico cui guarda il Foro 753 che circa un mese ha ospitato il deputato francese Nicolà Bei secondo cui: “il mondo – come racconta Mondini alla fine del suo ragionamento – non è più distinguibile tra destra, sinistra e centro ma tra identitari e fautori della globalizzazione. Sta all’uomo libero sapere dove posizionarsi e non è pensabile essere a favore dell’abolizione della famiglia tradizionale, della delocalizzazione o del lavoro a basso costo nonostante ciò che dicono Renzi o Berlusconi”.
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mader, Movimento 5 stelle, Nicola Morra

NICOLA MORRA, M5S: “ANCHE LA CHIESA DI FRANCESCO È EVERSIVA, IL PAPA È UN PENTASTELLATO”


“Insieme al M5S è la Chiesa rivoluzionaria di Francesco a schierarsi contro le parole di Napolitano”.

“Una Chiesa che non ghettizza e disprezza la cosiddetta antipolitica e dunque diversa dalla Chiesa istituzionale che solidarizza con la partitocrazia da cui riceve aiuti (es: finanziamenti alla scuola privata, mancato intervento su discussione parlamentare su eutanasia…)”.

Morra cita Giancarlo Maria Bregantini, arcivescovo di Campobasso Bojano e presidente della Commissione Cei per gli affari sociali e il lavoro, che intervenendo sulla corruzione a Roma si scagliò non contro i rapporti fra politica e mafia, ma contro quella che lui chiama l’antipolitica definendola una “patologia eversiva”, e continua: “L’arcivescovo tocca poi altri due temi cari al M5S: trasparenza e partecipazione dei cittadini alla politica”.

“Papa Francesco è un “pentastellato” -scherziamo (ma non troppo)- perché dice cose come: “le forme di corruzione che bisogna perseguire con maggiore severità sono quelle che causano gravi danni sociali come le frodi contro la pubblica amministrazione o l’esercizio sleale dell’amministrazione o qualsiasi sorta di ostacolo alla giustizia“.
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mader, Movimento 5 stelle, Nicola Morra

I GRILLINI DI COSENZA CHIEDONO LA TESTA DI MOLINARI E BARBANTI


Non accennano a rientrare le polemiche e i regolamenti di conti all’interno del Movimento Cinquestelle calabrese. Dopo le tensioni registrate negli scorsi giorni adesso arriva la richiesta ufficiale di espulsione per il senatore Francesco Molinari e per il deputato Sebastiano Barbanti avanzata dal meet up di Cosenza. 

A dare notizia della richiesta è lo stesso Molinari che, però, non incassa in silenzio anzi punta l’indice sulla «malsana attenzione da parte del senatore Morra e dei suoi fanatici sostenitori, che alimentano maldicenze sul mio conto come su quello di Barbanti». In sostanza la sfiducia sarebbe stata votata la scorsa notte ma «senza coinvolgere i diretti interessati né gli altri portavoce del territorio: un mirabile esempio di giustizia sommaria» prosegue Molinari. 

IL DOCUMENTO – Nel documento del meet up di Cosenza si legge come «ci lascia attoniti l’atteggiamento di alcuni portavoce che costantemente si oppongono alla linea del Movimento 5 Stelle: Francesco Molinari e Sebastiano Barbanti, negli ultimi giorni non hanno fatto mancare la loro presenza sulla stampa e lo hanno fatto esprimendo il loro totale dissenso su quanto democraticamente votato e deciso sul blog» a proposito del direttorio. Una affermazione che di fatto è il capo d’accusa che pesa sui due parlamentari calabresi secondo il documento del meet up M5s di Cosenza. Come se ciò non bastassa il meet up di Cosenza aggiunge che «è nostra intenzione dissociarci completamente e fermamente da queste dichiarazioni infamanti e di discredito per il Movimento» e pertanto «alla luce di quanto dichiarato, ci aspettiamo un atto di coerenza da parte di Barbanti e Molinari e che, come dichiarato da quest’ultimo, si adeguino al volere della base. Non riconoscendosi più nel Movimento e nelle scelte da esso intraprese, facciano un passo indietro rimettendo il loro mandato».  Alla base di questo dissenso, comunque, per la base cosentina del movimento di Grillo ci sarebbero dei motivi allo stato sostanzialmente «ignoti, nonostante la base chieda spiegazioni in merito. Probabilmente, in questa fase non è utile strumentalizzare l’appoggio della base, come invece è successo in passato, allo scopo di creare tensioni interne al gruppo parlamentare e sul territorio» mentre «più volte nell’ultimo anno abbiamo cercato occasioni di dialogo, in particolare con Molinari, che ha sempre evitato il confronto».

LA DIFESA DI BARBANTI – «Una votazione di sole 27 persone, un vero e proprio blitz consumatosi nella notte». Con queste parole il deputato Sebastiano Barbanti contesta la decisione del meetup di Cosenza per poi aggiungere che «le motivazioni, in realtà, non sono state nemmeno spiegate pare che il mio peccato originale sia stato chiedere chi ci sia dietro lo staff. Ma stiamo scherzando? Credo questa sia un’offesa e se davvero sono queste le motivazioni stiamo scadendo nel ridicolo. E poi c’è un’altra cosa da mettere in chiaro: i meet-up sono legittimati o meno? Perché anche questo è da capire. Se sono legittimati solo quando conviene, allora abbiamo un problema. L’ennesimo.  A questo punto vorrei sentire tutto il M5S Calabria – incalza – perché se è vero che in 27 ci hanno sfiduciato, sono certo che sono molti, molti di più quelli che ci appoggiano e sono disposti a fare manovre contrarie. Oltretutto, il documento di sfiducia è stato reso pubblico 12 ore prima della votazione, un vero e proprio blitz. Un documento redatto dal nipote del senatore Morra e dalla sua fidanzata. Non voglio pensare ci sia di mezzo lui, ma certo questa cosa non gli fa onore. Siamo alla faida, alla guerre tra bande, e io francamente mi tiro fuori».
 
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mader, Movimento 5 stelle, Nicola Morra, Riccardo Nuti

DIRETTORIO 5 ESPELLE



Massimo Artini e Paola Pinna potrebbero essere solo i primi parlamentari M5s di una nuova lunga ondata di espulsioni. Una ventina in tutto, secondo  l’Adnkronos, i cartellini rossi che verranno discussi all’assemblea congiunta di mercoledì prossimo. In realtà, la riunione di deputati e senatori dovrà decidere solo se avviare la procedura di espulsione.

Sul banco degli imputati, innanzitutto, i 16 deputati che non hanno rendicontato le spese sul blog di Beppe Grillo. Per loro, lo stesso capo d’imputazione che ha portato all’espulsione di Pinna e Artini. Poi ci sarà da discutere una serie di casi legati al territorio. Dovranno risponderne Dalila Nesci e Nicola Morra, che tuttavia non correrebbero alcun rischio.

Mentre più delicate sembrerebbero le posizioni di Sebastiano Barbanti, Francesco Molinari ed Eleonora Bechis. Anche Riccardo Nuti dovrà rispondere all’assemblea dell’endorsment fatto alle europee per sostenere alcuni aspiranti europarlamentari. Ma anche per lui, considerato un ‘falco’ del Movimento, l’espulsione sembra altamente improbabile.

La decisione di affrontare la questione delle espulsioni e’ stata annunciata ieri durante l’assemblea dei deputati.

Intanto c’e’ chi ipotizza gia’ un nuovo gruppo: alla Camera i numeri ci sarebbero dal momento che bastano 20 deptutati per fare un gruppo e ai 17 si sommerebbero sicuramente alcuni degli ex che ora si trovano al Misto come Alessio Tacconi e Ivan Catalano. Con 19 deputati, la deroga per avere il gruppo sarebbe quasi scontata. Tra l’arrabbiato e il deluso, i deputati a ‘rischio’ espulsione scherzano sul nome. “Potrebbe essere ‘Movimento del complotto'” scherza una deputata.
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Beppe Grillo, Grillo, mader, Movimento 5 stelle, Nicola Morra

NICOLA MORRA, IL M5S IN CALABRIA: UNO DEI TANTI, VECCHI PARTITI


Il vero, indiscusso, vincitore di queste elezioni è il partito dell’astensionismo. Questo significa che chi ha scelto di contrastare i partiti è tornato a farlo attraverso l’astensione, anziché votare M5S come nel recente passato, associandosi ai tanti che non votano da sempre o da tanto senza una robusta consapevolezza di ciò che questa rinuncia comporta.

 

Pertanto dobbiamo riconoscere che il M5S in Calabria è stato percepito come un partito, uno dei tanti, vecchi, collettori di voti che in Italia si chiamano appunto “partiti”. Non è stato percepito come un Movimento!
Se è così, significa che si è andati fuori strada, che si deve ridiscutere tanto in Calabria, ammettere l’errore e ricominciare da zero.

Beppe a Bologna ha parlato di infiltrazioni nei meetup calabresi, io credo che possiamo parlare nello specifico di contaminazioni di “mentalità da VECCHIA politica”.

Questo i cittadini lo hanno percepito.
Lo hanno percepito dall’atteggiamento di chi è entrato nel M5S per tentare una carriera politica, comportandosi esattamente come i più classici politici che cerchiamo di mandare a casa, senza che noi si riuscisse a far filtro in maniera drastica.

Da cittadini normali che vogliono semplicemente il rispetto delle norme, non siamo stati credibili, quando si è cercato ad esempio di raccogliere voti per i candidati perorando la causa dell’appartenenza e non della competenza, dell’amicizia e non dell’onestà, et similia!

Così come non si può promuovere credibilmente la politica fatta da cittadini, disinteressata, non come mestiere, se quando non si superano le regionarie (primarie online) poi si scompare e si abbandona la campagna solo perché non si è stati candidati.

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Nicola Morra Portavoce M5S Senato Italia in Crisi
Beppe Grillo, Giornalettismo, Grillo, mader, Movimento 5 stelle, Nicola Morra

#MANCULICANI PER GRILLO IN CALABRIA


«Fate uno scatto di curiosità, provate una giunta 5 Stelle! Provateci, magari mettiamo lì due-tre consiglieri, non si tratta di prendersi la Regione» – Più che un appello al voto, quello di Beppe Grillo è un drappo bianco in segno di resa: a una settimana dalle elezioni regionali in Calabria, il leader del Movimento 5 Stelle affida le ultime dichiarazioni a un video in cui chiede ai calabresi di votare il Movimento per evitare di «rimanere lì con mancu li cani».

«Alle Comunali abbiamo scherzato per noi il 2,5% è una enormità. Con le Regionali magari prenderemo il 2,2%». Ma nonostante il tono rassegnato Grillo assicura che «è solo una questione di tempo, ce la faremo anche in Calabria».
Come sottolinea oggi Emanuele Buzzi sul Corriere della Sera, Grillo non sarà presente in Calabria durante la prossima tornata elettorale. Ennesimo segnale del fatto che il Movimento 5 Stelle sta mollando il colpo sul Sud Italia? Secondo Nicola Morra non è così, anzi, l’assenza di Grillo è da considerarsi come un test di maturità: «È una sfida che dobbiamo imparare a gestire – dice Morra – È una questione di maturità. Se abbiamo necessità della balia ancora un pochino, dobbiamo crescere». Poi minimizza sul video: «Ha solo usato l’ironia per smuovere i calabresi».
Ma se per Morra la partita in Calabria è ancora aperta, l’onorevole delle Cinque Stelle Sebastiano Barbanti è meno ottimista: «Capisco Beppe, ma ci è mancato e ci mancherà. Un suo giro elettorale sarebbe stato un toccasana». A supplire all’assenza del leader restano quindi i parlamentari del movimento, che cercano di dare una scossa: «Dobbiamo crescere, imparare dagli errori e presentarci pronti per governare tra cinque anni» – dice Max Bugani. La questione, però, restano le regionali in Calabria di domenica prossima.
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Attualità, Politica

LA PANCIA DEL M5S ATTACCA IL CENTRALISMO TELEMATICO DI BEPPE GRILLO

beppe-grillo-resole-matteoderricoDovevano piazzarsi davanti Montecitorio per commentare i risultati. Invece no, l’appuntamento è stato annullato. Non era il caso. Il giorno dopo la sconfitta alle Europee, i parlamentari M5S si leccano le ferite.

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Attualità

È LITE TRA I PARLAMENTARI DEL M5S IN CALABRIA

sebastiano-barbanti-matteoderricoIl deputato Sebastiano Barbanti sul Tour M5S delle europee in Calabria accusa: «Sembra che alcuni miei colleghi organizzatori del tour non gradiscano la mia partecipazione».

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Attualità

M5S CON FI E LEGA NON VOGLIONO L’ABOLIZIONE DELLE PROVINCE

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Il 15 maggio scorso sul sacro blog di Beppe Grillo, il gruppo M5S Senato, dopo aver presentato la “Proposta di legge costituzionale per l’abolizione delle Province”, in un post dal titolo “M5S: Abolire subito le province e risparmiare 2 miliardi” scriveva: Continua a leggere “M5S CON FI E LEGA NON VOGLIONO L’ABOLIZIONE DELLE PROVINCE”

Attualità

LE AMNESIE DI GRILLO SULLA LEGGE ELETTORALE

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BEPPE GRILLO:

30.03.2013 – “Un governo c’è; si potrebbe andare in Parlamento e abolire, con una semplice votazione, il porcellum per tornare alla legge precedente. Sarebbe un segnale”. “vadano a casa e via il Porcellum”. Continua a leggere “LE AMNESIE DI GRILLO SULLA LEGGE ELETTORALE”