Forza Italia, mader, Movimento 5 stelle, Palazzo Madama, Paola Taverna

PAOLA TAVERNA: NAZISTA È IL FEMMINILE DI NAZISTO


Non è uno sketch. E’ la ferma convinzione della senatrice grillina Paola Taverna, che si offende perché intende la parola “nazista” come proprio diretta a lei in quanto donna.


Il senatore Lucio Malan (Forza Italia) dà della “nazista” a Paola Taverna (M5S). Malan prende la parola e si scusa: “La mia non era una valutazione della sua persona, ma sul suo ragionamento”.

Paola Taverna rispedisce le scuse al mittente con una replica surreale: “Avrebbe dovuto usare un aggettivo al maschile”.

Il maschile di nazista è, notoriamente, “nazisto”.

Non ci credete? Guardate il video:
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Giornalettismo, mader, Matteo Renzi, Movimento 5 stelle, Palazzo Madama, Paola Taverna, Renzi

PAOLA TAVERNA, M5S: “NON ABBIAMO GETTATO LA SPUGNA”. “I GIORNALI RACCONTANO UN’ALTRA STORIA”


L’urlatrice del M5S garantisce la linea dura del partito. E sull’opposizione alla riforma del Senato dice: «Non abbiamo gettato la spugna.

I 5 Stelle continueranno a percorrere la via delle mancate aperture alla maggioranza e al governo e dell’opposizione dura. A confermarlo sono le parole della senatrice Paola Taverna, già capogruppo dei pentastellati a Palazzo Madama, in un’intervista rilasciata alla Stampa. «Non credo – dichiara Taverna – che ci siano più spiragli per ulteriori incontri con Renzi. Almeno che non rivelino il contenuto del Patto del Nazareno. Vogliamo capire perché Forza Italia appoggia questa riforma e cosa le è stato promesso in cambio».

Taverna, in sostanza, conferma la linea del muro contro muro. All’inizio parla di riforma del Senato denunciando un «affondo alla democrazia». «Non aboliscono il Senato – dice -, ma lo trasformano in una nuova Camera di nominati. È l’ennesimo affondo della democrazia, eppure il messaggio che passa è un altro». Poi Taverna spiega l’abbandono dell’aula. «Noi – afferma ancora la deputata – non abbiamo gettato la spugna. Abbiamo preso atto dell’impossibilità di discutere i nostri emendamenti per effetto della tagliola imposta dal tandem Grasso-Zanda. Hanno addirittura conteggiato nei tempi a nostra disposizione gli interventi sui richiami al regolamento. Non ci stiamo a fare solo gli schiaccia-bottoni». «Il cosiddetto Aventino riguarda solo la riforma, su tutto il resto – assicura poi ancora Taverna – continueremo a dare battaglia ai tanti colleghi che vivono la politica come un mestiere e che hanno scelto di portare in Aula la revisione costituzionale ora che gli italiani sono al mare e le tv in vacanza, mentre i giornali raccontano un’altra storia».

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Articolo originale su Giornalettismo
Giornalettismo, mader, Movimento 5 stelle, Palazzo Madama

M5S RESTA FUORI DA PALAZZO MADAMA, COSÌ LA RIFORMA DEL SENATO VA AVANTI VELOCE


Il Movimento 5 stelle è sull’Aventino. I pentastellati continueranno a non partecipare alle votazioni sulla riforma Costituzionale in corso a Palazzo Madama. Ad annunciarlo è Vito Petrocelli, capogruppo di turno del M5S al Senato: “Questa porcata di riforma non merita la nostra partecipazione in Aula”.


Intanto, al Senato, dopo l’approvazione dei primi due articoli, il ddl Boschi procede spedito, ed è stato approvato anche l’art 3 relativo ai senatori di nomina presidenziale, e che prevede, per questi ultimi, un mandato non rinnovabile di 7 anni. Il via libera dell’Aula giunge con 184 sì, 12 no e 11 astenuti.

Approvato anche l’articolo 4 è dedicato alla durata in carica di cinque anni della Camera dei Deputati, durata che non può essere prorogata se non per legge o in caso di guerra.

In meno di mezz’ora,poi, sono stati approvati gli articoli 5, 6 e 7 della riforma costituzionale. L’articolo 5, (188 si’, 14 no, 7 astenuti) prevede che “il regolamento stabilisce in quali casi l’elezione o la nomina alle cariche negli organi del Senato possono essere limitate in ragione dell’esercizio di funzioni di governo regionali o locali”.

L’articolo 6 riguarda i regolamenti e la tutela dei diritti delle minoranze parlamentari nonché la presenza dei membri del governo alle sedute delle Camere. Infine l’articolo 7, approvato con 189 voti a favore, 13 contrari e 11 astenuti, riguarda i titoli di ammissione dei componenti del Senato.

Infine è stato approvato anche l’articolo 9 della riforma costituzionale che abolisce l’indennità parlamentare per i senatori. Si modifica l’articolo 69 della Costituzione lasciando ai soli deputati il diritto a una “indennità stabilita dalla legge”.

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Marco Esposito per Giornalettismo
Lega, Lega Nord, mader, Movimento 5 stelle, Palazzo Madama

M5S E LEGA ESCONO DALL’AULA E IL SENATO NON ELETTO VIENE APPROVATO


Alla fine la maggioranza ce l’ha fatta. L’Aula di Palazzo Madama ha approvato l’articolo 2 del ddl costituzionale, che modifica la composizione del Senato e prevede che i membri siano in tutto cento:

95 scelti dai consigli regionali e cinque di nomina presidenziale. I sì sono stati 194, i no 26, otto gli astenuti.

I senatori M5S e Lega, con vera sagacia politica, sono usciti dall’Aula lasciando campo libero alla maggioranza per  l’approvazione rapida dell’art.2 del ddl.

Ormai mancano pochi giorni al ferragosto.

 
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mader, Movimento 5 stelle, Palazzo Madama, Pietro Grasso

GRASSO: “CANGURO DI PELUCHE, NON VORREI DIVENTASSE SENATORE”


Il presidente del Senato, Pietro Grasso, richiama i senatori del M5S che esibiscono in segno di protesta un canguro di peluche

e chiede ai questori di rimuoverlo: “Si tolga quel canguro dal tavolo, i pupazzi non sono ammessi in Aula Non vorrei diventasse senatore il canguro”.

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di Alexander Jakhnagiev
Attualità, Politica

GRILLO IN GITA A PALAZZO MADAMA

Beppe Grillo in tribuna al Senato durante il dibattito sulle riforme costituzionaliIl comico genovese ha assistito al dibattito dalla tribuna poi ha incontrato i senatori del Movimento 5 Stelle. E ai giornalisti ha detto: «La riforma del Senato? Parole al vento».

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Attualità, Politica

SOLDI PUBBLICI PER IL BUFFET IN ONORE DI GRILLO. MA NELLA RENDICONTAZIONE DIVENTANO “SPESE DI RAPPRESENTANZA”

beppe-grillo-matteoderricoUn piccolo escamotage lessicale, per rendere più digeribile ad elettori e attivisti una esborso di soldi del gruppo (e dunque pubblici) per comprare prosecco e pizzette da offrire a Beppe Grillo.

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Attualità

PROPOSTA M5S SULLA RIFORMA DEL SENATO FIRMATA DAI DISSIDENTI

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Beppe Grillo si è scagliato contro le riforme costituzionali del governo, aderendo all’appello di Zagrebelsky e Rodotà, ma sulla riforma del Senato la proposta depositata dal M5s porta la firma di un drappello di senatori ‘dissidenti’ se non espulsi.

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Attualità

GRILLO USA GLI ESPULSI PER AIUTARE RENZI (E RESTARE “PULITO”)

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Ce lo vedete Beppe Grillo a sostenere il governo Renzie, a fregarsi le mani per l’approvazione del Pregiudicatellum e a brindare con Gianroberto Casaleggio ogni volta che un emendamento di opposizione viene bocciato e la nave della democrazia salpa sempre più verso le frontiere della terza (o quarta) Repubblica? Se la risposta è no, forse è necessario fare un passo indietro e provare a vedere se le tessere di questo incomprensibile mosaico della politica italiana possono prendere una forma sensata semplicemente guardando i fatti e rispondendo alla domanda più semplice: cui prodest? Continue reading “GRILLO USA GLI ESPULSI PER AIUTARE RENZI (E RESTARE “PULITO”)”

Attualità

AL SENATO IL GRUPPO M5S È BALCANIZZATO. A GRILLO MANCANO I NUMERI PER ALTRE ESPULSIONI

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Per il diarca «è meglio restare in due e perdere pezzi che indeboliscono. Una slavina crea danni, ma mette in sicurezza la montagna. E qui siamo in guerra, fuori dai palazzi il paese brucia». Continue reading “AL SENATO IL GRUPPO M5S È BALCANIZZATO. A GRILLO MANCANO I NUMERI PER ALTRE ESPULSIONI”