la Repubblica, Lega, Lega Nord, mader, Movimento 5 stelle, Paola Taverna

LA LEGGE FOTOCOPIA DI PAOLA TAVERNA


Lo scorso mese di maggio Emanuele Prataviera deputato della Lega Nord, presentava un disegno di legge dal titolo “Disposizione in materia di Ferie da parte dei lavoratori in favore di colleghi con figli disabili o affetti da gravi malattie.“

La proposta di un solo articolo, così composto:  “In ottemperanza al diritto del lavoratore al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite di cui al terzo comma dell’articolo 36 della Costituzione, un dipendente può, su sua richiesta e in accordo con il datore di lavoro, cedere anonimamente e senza contropartita fino al 50 per cento dei giorni di riposo maturati e non utilizzati, in favore di un collega con un figlio di età inferiore a 20 anni, affetto da grave malattia, o da handicap grave ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero vittima di un incidente di gravità tale da rendere indispensabile una presenza e cure costanti.”

La senatrice grillina Paola Taverna, insieme ad altri colleghi del M5S, ritenuta condivisibile l’iniziativa del collega del carroccio, all’inizio di agosto presenta un disegno di legge con il titolo uguale, e formata anch’essa da un solo articolo e con una sola piccola variante nel testo, ma con lo stesso identico preambolo: “Nel rispetto dei limiti al diritto del lavoratore al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite di cui al terzo comma dell’articolo 36 della Costituzione, un dipendente può, su sua richiesta e in accordo con il datore di lavoro, cedere anonimamente e senza contropartita fino al 50 per cento dei giorni di riposo maturati e non utilizzati, in favore di un collega con un figlio di età inferiore a venti anni, affetto da grave malattia, o da handicapgrave ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero vittima di un incidente di gravità tale da rendere indispensabile una presenza e cure costanti.”
mader
articolo originale su repubblica.it/espresso
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Beppe Grillo, Grillo, Il Fatto Quotidiano, mader, Movimento 5 stelle, Paola Taverna

IL DISINCANTO DELL’ELETTORE GRILLINO


La contestazione a Paola Taverna rivela che il Movimento 5 Stelle non sia più il terminale privilegiato della protesta e della rabbia.

La Taverna ha ripetuto di “non essere una politica”, desiderosa di ribadire quella diversità tra “noi” e “loro” che molto funzionò alle politiche 2013 e oggi risulta meno efficace. In un tale contesto, drasticamente mutato rispetto anche solo a sei mesi fa (quando qualcuno credette addirittura al sorpasso), come si sente un elettore 5 Stelle?

Non un attivista convinto, non uno di quelli che si informa in Rete. Alludiamo, qui, all’elettore “comune”: cosa pensa? Probabilmente lo rivoterebbe, considerato che i sondaggisti continuano a dare il M5S al 20%. La cifra, più o meno, ottenuta a maggio. I voti potenziali, anzi, sono aumentati, perché l’astensione è scesa. Non è però calato Renzi, non abbastanza almeno per i 5 Stelle. E nel frattempo cresce la Lega Nord. L’elettore 5 Stelle probabilmente lo rifarebbe, ma più freddamente. Forse li rivoterebbe perché non c’è niente di meglio; forse perché Landini non scende in campo; forse perché per morire democristiani, e dunque renziani, c’è tempo. È però un voto meno convinto e fatalmente disilluso. Più che la vittoria, la speranza pare essere una sconfitta onorevole: un’opposizione onesta.

Cosa ha raffreddato l’elettore 5 Stelle? Forse non vederli più in tivù, forse il non sapere quasi nulla di quel che fanno: il talebano risponderebbe che “in Rete c’è tutto”, ma il pensionato o la casalinga compulsano assai di rado la pagina facebook di Vito Crimi. L’elettore 5 Stelle si è raffreddato perché, soprattutto dopo le Europee, ha visto molti parlamentari comportarsi come se il loro fosse un club d’elite: un circolo d’essai per iniziati, che non cerca nuovi iscritti ma preferisce convincere i già convinti e dirsi (da solo) “noi siamo i più bravi”. Esattamente quel che vuole Renzi. L’elettore 5 Stelle si è raffreddato perché, pur non essendosi mai fidato di Bersani né avere mai amato Prodi, pensa che in certi snodi i 5 Stelle avrebbero dovuto essere più tattici e meno duropuristi.

L’elettore 5 Stelle si è raffreddato perché certi post di Grillo paiono masochistici e se continui ad attaccare ad minchiam i giornalisti finisce che vien quasi voglia di rivalutarli tutti, ma proprio tutti, persino Pigi Battista e Menichini. L’elettore 5 Stelle si è raffreddato perché c’è qualcosa in Casa-leggio che proprio non lo convince. L’elettore 5 Stelle si è raffreddato perché l’accordo con Farage, per quanto strategicamente “necessario”, resta indigesto ieri come oggi (e l’elettore 5 Stelle è un tipo esigente, non è aduso a ingoiare rospi. Infatti non vota Pd). L’elettore comune 5 Stelle si è al momento raffreddato perché, se prometti l’utopia ma non la mantieni, poi la disillusionerisulta brutale. E a quel punto, chi ha “osato” incarnare il cambiamento vero, paga al di là dei suoi demeriti. Ricevendo più critiche di quanto meriti.
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mader, Paola Taverna, Roma

PAOLA TAVERNA CACCIATA DA TOR SAPIENZA


Paola Taverna, “io non sono senatrice io sono una cittadina”.

“Noi non vogliamo esponenti politici. Non vogliamo l’accattonaggio dei voti”. I residenti di Tor Sapienza vietano l’ingresso alla loro assemblea pubblica alla senatrice del M5s Paola Taverna e alla delegazione di pentastellati in visita questo pomeriggio nel quartiere della Capitale. 

“Non venite a fare politica qua”, “Il quartiere è abbandonato da quarant’anni e mo si fanno vedere tutti”, “Fate schifo tutti”, dicono i residenti. 

“Sono quattro scemi nati da un comico – dice una ragazza che poco prima aveva chiesto alla senatrice Taverna di andar via -. Ma quale politica? Stiamo andando in un mare di guai”. “Io non sono un politico, non sono una senatrice. Sono una cittadina e non sono qui per i voti. Gli altri hanno creato questo problema e il M5s vuole risolverlo”, ha replicato loro la parlamentare pentastellata. “Invece di fare assemblee qui vadano in consiglio comunale per far sentire la loro voce a Marino” replica loro Taverna. 
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mader, Manuela Serra, Maurizio Santangelo, Movimento 5 stelle, Paola Taverna

5 STELLE SOSPESI DAL SENATO


Il Consiglio di presidenza del Senato ha sospeso dai lavori dell’aula numerosi senatori del Movimento Cinque Stelle per le proteste e gli incidenti avvenuti durante il voto di fiducia sullo Sblocca Italia.

Dieci giorni di stop a Sergio Puglia e Rosetta Blundo.

Sette giorni ciascuno, invece, per il capogruppo Alberto Airola, per gli ex capigruppo Maurizio Santangelo e Paola Taverna e per Manuela Serra.

 
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Gianroberto Casaleggio, mader, Movimento 5 stelle, Paola Taverna

ECCO IL NUOVO CONIO


di Daniele Berti
Hahahaha…. Questa è la migliore vista su facebook oggi: ecco le nuove banconote che dal 1° novembre circoleranno in Italia.

La nuova banca di Gaia con sede in via Morone a Milano ha iniziato nella notte a stampare, sono stati scelti i 6 volti più significativi del gruppo, e già qualcuno è risentito per non essere stato incluso tra le icone degne…

Ci sono delle cose strane, per esempio la Maria Montessori ha fatto sapere di essersi rivoltata  nella tomba più volte vedendosi sostituita da una Taverna qualunque, e lo stesso Casaleggio avrebbe preferito il taglio più prezioso.

Ci sono però  delle indiscrezioni, secondo cui entro poche ore si potrebbe concretizzare l’ipotesi della 20mila con l’effige dell’astuto Crimi e  la 500mila per non sapere ne leggere ne scrivere, verrà assegnata all’immarcescibile equilibrato videomaker
bolognese….

RIVOLUZIONEEEEEEEEEEEEEEEE !!!!!!!!!
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Forza Italia, mader, Movimento 5 stelle, Palazzo Madama, Paola Taverna

PAOLA TAVERNA: NAZISTA È IL FEMMINILE DI NAZISTO


Non è uno sketch. E’ la ferma convinzione della senatrice grillina Paola Taverna, che si offende perché intende la parola “nazista” come proprio diretta a lei in quanto donna.


Il senatore Lucio Malan (Forza Italia) dà della “nazista” a Paola Taverna (M5S). Malan prende la parola e si scusa: “La mia non era una valutazione della sua persona, ma sul suo ragionamento”.

Paola Taverna rispedisce le scuse al mittente con una replica surreale: “Avrebbe dovuto usare un aggettivo al maschile”.

Il maschile di nazista è, notoriamente, “nazisto”.

Non ci credete? Guardate il video:
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Giornalettismo, mader, Matteo Renzi, Movimento 5 stelle, Palazzo Madama, Paola Taverna, Renzi

PAOLA TAVERNA, M5S: “NON ABBIAMO GETTATO LA SPUGNA”. “I GIORNALI RACCONTANO UN’ALTRA STORIA”


L’urlatrice del M5S garantisce la linea dura del partito. E sull’opposizione alla riforma del Senato dice: «Non abbiamo gettato la spugna.

I 5 Stelle continueranno a percorrere la via delle mancate aperture alla maggioranza e al governo e dell’opposizione dura. A confermarlo sono le parole della senatrice Paola Taverna, già capogruppo dei pentastellati a Palazzo Madama, in un’intervista rilasciata alla Stampa. «Non credo – dichiara Taverna – che ci siano più spiragli per ulteriori incontri con Renzi. Almeno che non rivelino il contenuto del Patto del Nazareno. Vogliamo capire perché Forza Italia appoggia questa riforma e cosa le è stato promesso in cambio».

Taverna, in sostanza, conferma la linea del muro contro muro. All’inizio parla di riforma del Senato denunciando un «affondo alla democrazia». «Non aboliscono il Senato – dice -, ma lo trasformano in una nuova Camera di nominati. È l’ennesimo affondo della democrazia, eppure il messaggio che passa è un altro». Poi Taverna spiega l’abbandono dell’aula. «Noi – afferma ancora la deputata – non abbiamo gettato la spugna. Abbiamo preso atto dell’impossibilità di discutere i nostri emendamenti per effetto della tagliola imposta dal tandem Grasso-Zanda. Hanno addirittura conteggiato nei tempi a nostra disposizione gli interventi sui richiami al regolamento. Non ci stiamo a fare solo gli schiaccia-bottoni». «Il cosiddetto Aventino riguarda solo la riforma, su tutto il resto – assicura poi ancora Taverna – continueremo a dare battaglia ai tanti colleghi che vivono la politica come un mestiere e che hanno scelto di portare in Aula la revisione costituzionale ora che gli italiani sono al mare e le tv in vacanza, mentre i giornali raccontano un’altra storia».

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Articolo originale su Giornalettismo
Attualità, Politica

L’AUTOCRITICA DI CASALEGGIO

 casaleggio-matteoderricoDopo la sconfitta elettorale è il momento del reset. E così Gianroberto Casaleggio padrone del Movimento, convoca a Milano i capigruppo e rivoluziona lo staff della comunicazione. Ai nuovi responsabili dei media consiglia di non «sprecare tempo con le intermediazioni con i giornalisti, vera catena di trasmissione del Sistema» – poi concede un’indulgente autocritica: «Errori ne sono stati fatti, sbagliare è umano». Cambia l’organigramma, ma resta intatta la delusione dei dissidenti. Tutto è ancora in mano alla Casaleggio associati. E la resa dei conti è rimandata all’assemblea di lunedì.

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Attualità, Politica

LA PANCIA DEL M5S ATTACCA IL CENTRALISMO TELEMATICO DI BEPPE GRILLO

beppe-grillo-resole-matteoderricoDovevano piazzarsi davanti Montecitorio per commentare i risultati. Invece no, l’appuntamento è stato annullato. Non era il caso. Il giorno dopo la sconfitta alle Europee, i parlamentari M5S si leccano le ferite.

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Attualità, Politica

NON AIUTANO LE IMPRESE IN DIFFICOLTÀ I SOLDI RESTITUITI DAI GRILLINI

Dopo le accuse di Favia a Luigi Di Maio per i 6000 euro netti al mese e a Paola Taverna e altri, per le spese pazze, si scoprono altri nuovi (presunti) altarini nel movimento di Beppe Grillo.

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